Ora le scuole italiane possono mettere i metal detector all’ingresso
Lo prevede una circolare del ministero dopo l’omicidio in una scuola di La Spezia, che si è già attivata per metterli
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Mercoledì il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e quello dell’Interno Matteo Piantedosi hanno diffuso una circolare per rafforzare la sicurezza all’interno delle scuole, che prevede tra le altre cose anche la possibilità di introdurre controlli coi metal detector all’ingresso degli edifici scolastici. A La Spezia, dove due settimane fa un ragazzo è stato ucciso con una coltellata da un compagno di scuola, l’istituto si sta già muovendo per introdurre i metal detector.
La circolare è un tentativo di risposta da parte del governo proprio a casi come quello di La Spezia: mira al «rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici», ed esorta prefetti e dirigenti scolastici regionali a incontrarsi con i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica (che sono organi di coordinamento locali) per coordinare gli interventi di vigilanza e controllo.
Più nello specifico, la circolare dice che nei casi di scuole in cui ci siano casi di comportamenti violenti, spaccio di sostanze stupefacenti o «segnalati e reiterati atti di bullismo», gli istituti possono valutare controlli mirati, tra cui l’impiego di metal detector. Controlli di questo tipo devono essere introdotti «su richiesta dei dirigenti scolastici interessati», e i metal detector «dovranno eventualmente essere utilizzati solo da operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati.
A La Spezia la preside dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi ha già chiesto di poter usare i metal detector all’ingresso, ottenendo l’autorizzazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In quella scuola il 16 gennaio il 19enne Zouhair Atif aveva ucciso il 18enne Abanoub Youssef. L’aggressione era avvenuta in orario di lezione, davanti a diversi ragazzi e ragazze. Youssef e Atif avevano probabilmente iniziato a discutere nei bagni, mentre Youssef cercava una classe per ripararsi Atif lo aveva colpito in corridoio con un coltello da cucina. Il primo ha origini marocchine, il ragazzo morto egiziane, e di questo aspetto si era discusso molto nei giorni successivi all’omicidio, mentre il caso diventava nazionale.
Non si sa ancora come e quando potrebbero venire introdotti i metal detector nella scuola, ma si sa anche che la decisione ha suscitato disaccordi e malumori tra i docenti dell’istituto, contrari a una gestione della sicurezza di questo tipo, anche se non ci sono state dichiarazioni ufficiali. Secondo il Corriere della Sera, che ha parlato in anonimato con alcuni insegnanti, Gessica Caniparoli, la dirigente dell’Istituto, avrebbe imposto agli e alle insegnanti di non parlare con la stampa per commentare la decisione, minacciando sanzioni disciplinari.
Mercoledì il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e quello dell’Interno Matteo Piantedosi hanno diffuso una circolare per rafforzare la sicurezza all’interno delle scuole, che prevede tra le altre cose anche la possibilità di introdurre controlli coi metal detector all’ingresso degli edifici scolastici. A La Spezia, dove due settimane fa un ragazzo è stato ucciso con una coltellata da un compagno di scuola, l’istituto si sta già muovendo per introdurre i metal detector.
La circolare è un tentativo di risposta da parte del governo proprio a casi come quello di La Spezia: mira al «rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici», ed esorta prefetti e dirigenti scolastici regionali a incontrarsi con i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica (che sono organi di coordinamento locali) per coordinare gli interventi di vigilanza e controllo.
Più nello specifico, la circolare dice che nei casi di scuole in cui ci siano casi di comportamenti violenti, spaccio di sostanze stupefacenti o «segnalati e reiterati atti di bullismo», gli istituti possono valutare controlli mirati, tra cui l’impiego di metal detector. Controlli di questo tipo devono essere introdotti «su richiesta dei dirigenti scolastici interessati», e i metal detector «dovranno eventualmente essere utilizzati solo da operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati.
A La Spezia la preside dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi ha già chiesto di poter usare i metal detector all’ingresso, ottenendo l’autorizzazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In quella scuola il 16 gennaio il 19enne Zouhair Atif aveva ucciso il 18enne Abanoub Youssef. L’aggressione era avvenuta in orario di lezione, davanti a diversi ragazzi e ragazze. Youssef e Atif avevano probabilmente iniziato a discutere nei bagni, mentre Youssef cercava una classe per ripararsi Atif lo aveva colpito in corridoio con un coltello da cucina. Il primo ha origini marocchine, il ragazzo morto egiziane, e di questo aspetto si era discusso molto nei giorni successivi all’omicidio, mentre il caso diventava nazionale.
Non si sa ancora come e quando potrebbero venire introdotti i metal detector nella scuola, ma si sa anche che la decisione ha suscitato disaccordi e malumori tra i docenti dell’istituto, contrari a una gestione della sicurezza di questo tipo, anche se non ci sono state dichiarazioni ufficiali. Secondo il Corriere della Sera, che ha parlato in anonimato con alcuni insegnanti, Gessica Caniparoli, la dirigente dell’Istituto, avrebbe imposto agli e alle insegnanti di non parlare con la stampa per commentare la decisione, minacciando sanzioni disciplinari.

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Source URL: https://www.ilpost.it/2026/01/29/circolare-valditara-metal-detector-scuola/
