Milano Cortina, attesi 4mila atleti in 13 location. Sirm: «L’assistenza medica? Una sfida. Puntare sulla prevenzione»

Milano Cortina, attesi 4mila atleti in 13 location. Sirm: «L’assistenza medica? Una sfida. Puntare sulla prevenzione»

«La diagnostica per immagini riveste un ruolo centrale nella medicina dello sport», afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm

lunedì 15 dicembre 2025di Redazione Web

Milano Cortina, attesi 4mila atleti in 13 location. Sirm: «L'assistenza medica? Una sfida. Puntare sulla prevenzione»

Sono quasi 4mila gli atleti attesi per i Giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026, divisi tra 13 location in tre regioni.

Un numero importante che comporta un uso elevato di risorse per quanto riguarda la cura degli atleti e il supporto medico nella prevenzione e trattamento delle lesioni da pratica sportiva.

In questo contesto riveste un ruolo chiave la diagnostica per immagini, sottolinea la Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica), che ha organizzato un corso di formazione per aggiornare i clinici impegnati ai Giochi.

La sfida

«Milano Cortina 2026 rappresenta una sfida senza precedenti per l’organizzazione dei servizi medici, con 13 location tra stadi, arene, piste e centri sportivi, distribuite su un territorio molto vasto che include ben 3 regioni italiane – commenta Giuseppe Massazza, direttore dei Servizi medici di Milano-Cortina 2026, direttore del Dipartimento di Ortopedia, traumatologia e riabilitazione dell’università di Torino – Per questo la formazione diventa un pilastro strategico. Il nostro obiettivo è garantire un sistema sanitario olimpico efficiente, integrato e perfettamente coordinato con le realtà locali, che hanno mostrato grande impegno e voglia di mettersi in gioco. Il radiologo medico formato in medicina dello sport ricoprirà un ruolo decisivo nel percorso di diagnosi e gestione degli atleti e sarà parte di un percorso di sviluppo in termini di tecnologie e know-how».

La diagnostica per immagini

Le Olimpiadi e paralimpiadi Milano-Cortina 2026 «rappresentano un appuntamento di grandissima importanza, non solo sul piano sportivo, ma anche su quello organizzativo e sanitario – sottolinea Ettore Squillaci, direttore Uoc Diagnostica per immagini ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola di Roma – Garantire un sistema di assistenza medica all’altezza di un evento di questa portata è una priorità. Oggi, grazie alla radiologia, sia gli atleti che gli sportivi non agonisti possono contare su strumenti all’avanguardia non solo nella diagnosi, ma anche nella cura attraverso trattamenti mininvasivi effettuati in ambito radiologico».

«La diagnostica per immagini riveste un ruolo centrale nella medicina dello sport», afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm e direttore del Dipartimento Immagini Asl 3 di Genova. «Il percorso formativo – spiega – rappresenta un progetto ambizioso nato nel 2024 e oggi pienamente condiviso con Milano-Cortina 2026: momenti di confronto pensati non solo per i radiologi, ma per l’intero team che si prende cura dell’atleta (professionista o praticante giovanile e amatoriale) quali ortopedici, cardiologi, medici dello sport, fisiatri, fisioterapisti, neurologi». «Per Sirm – conclude – partecipare alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina significa contribuire con le nostre competenze alla salute degli atleti e alla costruzione di un modello di cura integrato che supporti le decisioni di cura più appropriate di interesse nazionale».

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Milano Cortina, attesi 4mila atleti in 13 location. Sirm: «L’assistenza medica? Una sfida. Puntare sulla prevenzione»

«La diagnostica per immagini riveste un ruolo centrale nella medicina dello sport», afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm

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Milano Cortina, attesi 4mila atleti in 13 location. Sirm: «L'assistenza medica? Una sfida. Puntare sulla prevenzione»

Sono quasi 4mila gli atleti attesi per i Giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026, divisi tra 13 location in tre regioni.

Un numero importante che comporta un uso elevato di risorse per quanto riguarda la cura degli atleti e il supporto medico nella prevenzione e trattamento delle lesioni da pratica sportiva.

In questo contesto riveste un ruolo chiave la diagnostica per immagini, sottolinea la Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica), che ha organizzato un corso di formazione per aggiornare i clinici impegnati ai Giochi.

La sfida

«Milano Cortina 2026 rappresenta una sfida senza precedenti per l’organizzazione dei servizi medici, con 13 location tra stadi, arene, piste e centri sportivi, distribuite su un territorio molto vasto che include ben 3 regioni italiane – commenta Giuseppe Massazza, direttore dei Servizi medici di Milano-Cortina 2026, direttore del Dipartimento di Ortopedia, traumatologia e riabilitazione dell’università di Torino – Per questo la formazione diventa un pilastro strategico. Il nostro obiettivo è garantire un sistema sanitario olimpico efficiente, integrato e perfettamente coordinato con le realtà locali, che hanno mostrato grande impegno e voglia di mettersi in gioco. Il radiologo medico formato in medicina dello sport ricoprirà un ruolo decisivo nel percorso di diagnosi e gestione degli atleti e sarà parte di un percorso di sviluppo in termini di tecnologie e know-how».

La diagnostica per immagini

Le Olimpiadi e paralimpiadi Milano-Cortina 2026 «rappresentano un appuntamento di grandissima importanza, non solo sul piano sportivo, ma anche su quello organizzativo e sanitario – sottolinea Ettore Squillaci, direttore Uoc Diagnostica per immagini ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola di Roma – Garantire un sistema di assistenza medica all’altezza di un evento di questa portata è una priorità. Oggi, grazie alla radiologia, sia gli atleti che gli sportivi non agonisti possono contare su strumenti all’avanguardia non solo nella diagnosi, ma anche nella cura attraverso trattamenti mininvasivi effettuati in ambito radiologico».

«La diagnostica per immagini riveste un ruolo centrale nella medicina dello sport», afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm e direttore del Dipartimento Immagini Asl 3 di Genova. «Il percorso formativo – spiega – rappresenta un progetto ambizioso nato nel 2024 e oggi pienamente condiviso con Milano-Cortina 2026: momenti di confronto pensati non solo per i radiologi, ma per l’intero team che si prende cura dell’atleta (professionista o praticante giovanile e amatoriale) quali ortopedici, cardiologi, medici dello sport, fisiatri, fisioterapisti, neurologi». «Per Sirm – conclude – partecipare alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina significa contribuire con le nostre competenze alla salute degli atleti e alla costruzione di un modello di cura integrato che supporti le decisioni di cura più appropriate di interesse nazionale».

 


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