Elisa Venturini: «Io assessora? Fuori gioco Tosi, toccava a me. Sono stata scelta da FI per i voti che ho preso»

Elisa Venturini: «Io assessora? Fuori gioco Tosi, toccava a me. Sono stata scelta da FI per i voti che ho preso»

«La diga del Vanoi? La penso come Zaia, sono prudente. Situazione idrogeologica? È buona»

lunedì 15 dicembre 2025di Enrico Ferro

Elisa Venturini: «Io assessora? Fuori gioco Tosi, toccava a me. Sono stata scelta da FI per i voti che ho preso»

VENEZIA – È prevalso alla fine un criterio meritocratico. Ed è un criterio che abbiamo condiviso Flavio Tosi, io, Alberto Bozza e Jacopo Maltauro». 

Elisa Venturini, nuova assessora regionale con deleghe alla Protezione civile e all’Ambiente, ma Tosi non voleva in giunta il sindaco di Asiago Rigoni Stern?
«Non lo so.

Abbiamo condiviso un principio, in base al numero di preferenze e al risultato ottenuto alle elezioni». 

E quale rosa di nomi prevedeva questo principio?
«In prima battuta quello di Flavio Tosi, che aveva chiesto la Sanità: giustamente andava riconosciuta a lui, che ha avuto 10 mila preferenze. La seconda ero io. Scelto Gerosa per la Sanità, le deleghe disponibili erano queste. Ed eccomi qua». 

Quindici anni dopo la giovane sindaca di Casalserugo che, in piena alluvione, raggiunge i suoi abitanti in gommone, adesso è assessora regionale. Come la vive?
«Quell’esperienza è stata altamente formativa, il mio bagaglio ora lo metto a disposizione dei veneti». 

Gli ambiti di cui dovrà occuparsi sono molto impegnativi.
«In questi 15 anni mi sono occupata della legge regionale della Protezione civile. Poi ho avuto anche la delega come consigliera provinciale. In Anci Mario Conte mi ha assegnato la delega a livello nazionale. Non arrivo proprio digiuna di questi argomenti».

In quale stato trova la matassa di volontari di cui dovrà occuparsi?
«È stato fatto un ottimo lavoro dal mio predecessore, che sentirò per il passaggio di consegne. Ora la partita riguarda gli ambiti di Protezione civile. Devo capire com’è la situazione, per sostenere il volontariato e garantire continuità rispetto al passato».

I vigili del fuoco, in qualche occasione, hanno lamentato la sovrapposizione della Protezione civile regionale. Lei come si porrà?
«Conosco la realtà anche dei pompieri. Il mio obiettivo è favorire coordinamento, senza pestare i piedi a nessuno». 

Le delega all’Ambiente le attribuisce competenze per acqua, aria, rifiuti, dissesto idrogeologico, fiumi. Non la spaventa?
«Io ho cominciato da consigliera di minoranza, poi sindaca, consigliera provinciale, consigliera regionale e ora assessora. Ho il vissuto dalla mia parte. Ascolterò il territorio, come fanno i parroci quando prendono una parrocchia». 

Piano laghetti, è d’accordo?
«L’ho sostenuto a livello ministeriale già da consigliera regionale. Non ho cambiato idea». 

Dal punto di vista della sicurezza idrogeologica che situazione trova in Veneto?
«Dopo l’alluvione del 2010 Silvio Berlusconi stanziò due miliardi per i bacini di laminazione che oggi salvano la regione quando ci sono le calamità naturali. Quindi direi che qualcosa è stato fatto».

Diga del Vanoi, cosa ne pensa?
«Ho la stessa posizione di Zaia: tendo a essere prudente». 

Blocchi del traffico nelle città, li sosterrà?
«Vedremo. In Provincia convocai tutti i sindaci coinvolti, cercheremo di fare lo stesso anche ora. Rifletteremo insieme». 

Euro 5?
«Sono valutazioni che vanno condivise con il presidente». 

Sull’Irpef invece è sempre sulla posizione dettata dal suo partito?
«Io ho sempre parlato di Irap legata alle aziende, sull’Irpef saranno fatti ragionamenti a tempo debito». 

Dunque rispolvererà la divisa giallo fosforescente?
«Sento addosso la responsabilità che si porta in dote questo incarico. Ci sono bonifiche di siti, rifiuti da gestire, per me sono sfide importanti. Sono madre di una bambina, lavorare per l’ambiente è lavorare per lei, come per tutti gli altri bambini». 

L’assessore Bottacin per divulgare la sua attività come assessore ha scelto di fare servizi a pagamento su alcuni media. Lo farà anche lei?
«È chiaro che bisogna far conoscere ciò che si fa. Bisogna comunicare e vanno trovate le giuste modalità per farlo». 
 

Ultimo aggiornamento: 15:45
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Elisa Venturini: «Io assessora? Fuori gioco Tosi, toccava a me. Sono stata scelta da FI per i voti che ho preso»

«La diga del Vanoi? La penso come Zaia, sono prudente. Situazione idrogeologica? È buona»

lunedì 15 dicembre 2025di Enrico Ferro

Elisa Venturini: «Io assessora? Fuori gioco Tosi, toccava a me. Sono stata scelta da FI per i voti che ho preso»

VENEZIA – È prevalso alla fine un criterio meritocratico. Ed è un criterio che abbiamo condiviso Flavio Tosi, io, Alberto Bozza e Jacopo Maltauro». 

Elisa Venturini, nuova assessora regionale con deleghe alla Protezione civile e all’Ambiente, ma Tosi non voleva in giunta il sindaco di Asiago Rigoni Stern?
«Non lo so.

Abbiamo condiviso un principio, in base al numero di preferenze e al risultato ottenuto alle elezioni». 

E quale rosa di nomi prevedeva questo principio?
«In prima battuta quello di Flavio Tosi, che aveva chiesto la Sanità: giustamente andava riconosciuta a lui, che ha avuto 10 mila preferenze. La seconda ero io. Scelto Gerosa per la Sanità, le deleghe disponibili erano queste. Ed eccomi qua». 

Quindici anni dopo la giovane sindaca di Casalserugo che, in piena alluvione, raggiunge i suoi abitanti in gommone, adesso è assessora regionale. Come la vive?
«Quell’esperienza è stata altamente formativa, il mio bagaglio ora lo metto a disposizione dei veneti». 

Gli ambiti di cui dovrà occuparsi sono molto impegnativi.
«In questi 15 anni mi sono occupata della legge regionale della Protezione civile. Poi ho avuto anche la delega come consigliera provinciale. In Anci Mario Conte mi ha assegnato la delega a livello nazionale. Non arrivo proprio digiuna di questi argomenti».

In quale stato trova la matassa di volontari di cui dovrà occuparsi?
«È stato fatto un ottimo lavoro dal mio predecessore, che sentirò per il passaggio di consegne. Ora la partita riguarda gli ambiti di Protezione civile. Devo capire com’è la situazione, per sostenere il volontariato e garantire continuità rispetto al passato».

I vigili del fuoco, in qualche occasione, hanno lamentato la sovrapposizione della Protezione civile regionale. Lei come si porrà?
«Conosco la realtà anche dei pompieri. Il mio obiettivo è favorire coordinamento, senza pestare i piedi a nessuno». 

Le delega all’Ambiente le attribuisce competenze per acqua, aria, rifiuti, dissesto idrogeologico, fiumi. Non la spaventa?
«Io ho cominciato da consigliera di minoranza, poi sindaca, consigliera provinciale, consigliera regionale e ora assessora. Ho il vissuto dalla mia parte. Ascolterò il territorio, come fanno i parroci quando prendono una parrocchia». 

Piano laghetti, è d’accordo?
«L’ho sostenuto a livello ministeriale già da consigliera regionale. Non ho cambiato idea». 

Dal punto di vista della sicurezza idrogeologica che situazione trova in Veneto?
«Dopo l’alluvione del 2010 Silvio Berlusconi stanziò due miliardi per i bacini di laminazione che oggi salvano la regione quando ci sono le calamità naturali. Quindi direi che qualcosa è stato fatto».

Diga del Vanoi, cosa ne pensa?
«Ho la stessa posizione di Zaia: tendo a essere prudente». 

Blocchi del traffico nelle città, li sosterrà?
«Vedremo. In Provincia convocai tutti i sindaci coinvolti, cercheremo di fare lo stesso anche ora. Rifletteremo insieme». 

Euro 5?
«Sono valutazioni che vanno condivise con il presidente». 

Sull’Irpef invece è sempre sulla posizione dettata dal suo partito?
«Io ho sempre parlato di Irap legata alle aziende, sull’Irpef saranno fatti ragionamenti a tempo debito». 

Dunque rispolvererà la divisa giallo fosforescente?
«Sento addosso la responsabilità che si porta in dote questo incarico. Ci sono bonifiche di siti, rifiuti da gestire, per me sono sfide importanti. Sono madre di una bambina, lavorare per l’ambiente è lavorare per lei, come per tutti gli altri bambini». 

L’assessore Bottacin per divulgare la sua attività come assessore ha scelto di fare servizi a pagamento su alcuni media. Lo farà anche lei?
«È chiaro che bisogna far conoscere ciò che si fa. Bisogna comunicare e vanno trovate le giuste modalità per farlo». 
 

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