È l’alba di un nuovo giorno e ci si alza dal letto, pensando di avere davanti una giornata come un’altra. E invece, no.
Al primo passo, una fitta improvvisa a livello lombare ci toglie il respiro. Un dolore lancinante, bruciante, trafittivo o “a scossa elettrica”, a volte accompagnato da intorpidimento, formicolio o debolezza dei muscoli della gamba, che nasce dalla zona lombare e scende deciso, lungo il gluteo e la gamba (in genere una sola), come seguendo un binario invisibile. Ogni movimento diventa un esercizio di prudenza, un calcolo attento; ogni gesto, una trattativa con il dolore.

È la “sciatica” (sciatalgia), un dolore causato dall’irritazione o dalla compressione di un nervo, l’ischiatico appunto, che è il più lungo e grande del corpo. È un nervo misto, sensitivo (raccoglie le sensazioni di tatto, dolore e temperatura dalla cute della parte posteriore della coscia, della gamba e di quasi tutta la pianta del piede) e motorio (innerva tutti muscoli della loggia posteriore della coscia, della gamba e del piede), che nasce dalla regione lombo-sacrale della colonna vertebrale e attraversa tutta la parte posteriore della gamba, fino al piede. Il dolore può aumentare dopo un colpo di tosse o uno starnuto.
L’ORIGINE
La sciatica può essere causata da un’ernia del disco (nel 15% dei casi) o da un restringimento del canale vertebrale (stenosi spinale) o dei piccoli canali ossei attraverso i quali fuoriescono le radici dei nervi spinali, ma possono contribuire anche traumi, posture scorrette, sforzi fisici e la gravidanza nelle ultime settimane.
Il medico va subito avvertito in caso di peggioramento dei sintomi, in particolare del dolore alla schiena, accompagnato da debolezza muscolare e formicolio e qualora la sintomatologia compaia acutamente dopo un trauma (una caduta a terra, un incidente).
Tra i fattori di rischio della sciatica ci sono l’invecchiamento, l’obesità (il peso eccessivo può alterare l’anatomia della colonna), attività lavorative che comportino ripetutamente sollevamento di pesi e torsione della schiena, sedentarietà.
Una forma particolare di sciatica, che non coinvolge i dischi intervertebrali, né l’emergenza delle radici spinali è la cosiddetta sindrome del piriforme, un muscoletto triangolare, situato dietro il grande gluteo che origina dalla parte interna dell’osso sacro e si inserisce a livello del femore.
Il nervo sciatico passa sotto questo muscoletto che, in caso di traumi o sforzi eccessivi e prolungati può ipertrofizzarsi, infiammarsi, andare incontro a contrattura; in questo modo, il piriforme può andare a comprimere il nervo sciatico sottostante, dando luogo a una sintomatologia dolorosa tipo sciatalgia. Oltre al dolore intenso a livello del gluteo, si può avvertire formicolio o un intorpidimento in regione lombare e lungo il versante posteriore di coscia e gamba, fino al piede. Il dolore si accentua camminando in pendenza o facendo le scale in salita, ma anche dopo esser stati seduti a lungo. Al contrario, con il riposo in posizione supina, i fastidi si attenuano. Tra le cause della sindrome del piriforme, traumi, sforzi e attività fisica eccessiva (gli sport a rischio sono soprattutto canottaggio e ciclismo).
GLI ESAMI
La diagnosi della sciatalgia viene fatta attraverso una visita ortopedica. L’esame strumentale di primo livello è la radiografia della colonna vertebrale; lo specialista potrebbe consigliare, per definire meglio le cause, una TAC o una risonanza magnetica lombo-sacrale. L’elettromiografia infine consente di individuare con precisione il livello di compressione delle radici spinali dovuta a un’ernia del disco o a una stenosi vertebrale e la gravità del quadro.
In caso di sintomi lievi, possono bastare un breve periodo di riposo e l’astensione dalle attività che hanno causato il problema. Se i sintomi sono più impegnativi, si può ricorrere a farmaci antinfiammatori (come l’ibuprofene) o a corticosteroidi, a farmaci miorilassanti o per il dolore neuropatico. Importante la fisioterapia per correggere la postura e rinforzare la muscolatura della schiena, ma anche per migliorare la flessibilità del rachide. Consigliabile anche seguire un programma quotidiano di allungamento della schiena (stretching), per alleviare la compressione sul nervo sciatico e corsi di ginnastica posturale.
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