Crob, attesa per il rinnovo del riconoscimento di Istituto di ricerca a carattere scientifico

Crob, attesa per il rinnovo del riconoscimento di Istituto di ricerca a carattere scientifico

RIONERO – L’andamento dei parametri economici degli ultimi due anni spicca tra i risultati di esercizio contrassegnati dal segno meno. Se Asp, Asm e San Carlo mettono insieme il disavanzo della sanità lucana stimato in 50 milioni euro, l’Irccs Crob di Rionero – con bilanci 2023 – 2024 chiusi in attivo – sembra essersi messo alle spalle anni di incertezze.

Per troppo tempo – come segnalato da utenti e operatori-, l’istituto di eccellenza, per anni attrattore di mobilità attiva, è stato associato ad un lento declino. Tra dirigenza medica ridotta all’osso e personale costretto a fare i conti con carenze significative, il commissariamento voluto dal governo regionale aveva continuato ad imbrigliare l’attività dell’istituto di ricerca. Conti alla mano l’inversione di tendenza sembra essersi avviata.

Nel 2024 – le parole dell’assessore Latronico – si è registrato un aumento della produzione sanitaria superiore al 15% rispetto all’anno precedente. Non solo. Il Crob ha completato tutta la documentazione necessaria per il rinnovo del riconoscimento del suo carattere scientifico (trasmessa a dicembre scorso al ministero) dopo che la giunta regionale, nei mesi scorsi, ha attestato la continuità della missione scientifica, riconoscendolo come Centro di riferimento oncologico per la Basilicata. Un ulteriore passo importante si concretizzerà la prossima settimana, il 25 febbraio, quando la Commissione Ministeriale, che include un rappresentante della Regione Basilicata, aprirà i lavori per la selezione del nuovo direttore scientifico dell’Istituto. Una figura, scelta tra gli iscritti nell’albo nazionale specifico, che avrà un ruolo fondamentale nel consolidamento e nello sviluppo della ricerca oncologica del Crob.

RIONERO – L’andamento dei parametri economici degli ultimi due anni spicca tra i risultati di esercizio contrassegnati dal segno meno. Se Asp, Asm e San Carlo mettono insieme il disavanzo della sanità lucana stimato in 50 milioni euro, l’Irccs Crob di Rionero – con bilanci 2023 – 2024 chiusi in attivo – sembra essersi messo alle spalle anni di incertezze.

Per troppo tempo – come segnalato da utenti e operatori-, l’istituto di eccellenza, per anni attrattore di mobilità attiva, è stato associato ad un lento declino. Tra dirigenza medica ridotta all’osso e personale costretto a fare i conti con carenze significative, il commissariamento voluto dal governo regionale aveva continuato ad imbrigliare l’attività dell’istituto di ricerca. Conti alla mano l’inversione di tendenza sembra essersi avviata.

Nel 2024 – le parole dell’assessore Latronico – si è registrato un aumento della produzione sanitaria superiore al 15% rispetto all’anno precedente. Non solo. Il Crob ha completato tutta la documentazione necessaria per il rinnovo del riconoscimento del suo carattere scientifico (trasmessa a dicembre scorso al ministero) dopo che la giunta regionale, nei mesi scorsi, ha attestato la continuità della missione scientifica, riconoscendolo come Centro di riferimento oncologico per la Basilicata. Un ulteriore passo importante si concretizzerà la prossima settimana, il 25 febbraio, quando la Commissione Ministeriale, che include un rappresentante della Regione Basilicata, aprirà i lavori per la selezione del nuovo direttore scientifico dell’Istituto. Una figura, scelta tra gli iscritti nell’albo nazionale specifico, che avrà un ruolo fondamentale nel consolidamento e nello sviluppo della ricerca oncologica del Crob.

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