
Aiutare le imprese
Torniamo competitivi, Urso stanzia 731 milioni per la ricerca finanziaria: ecco a chi spettano i fondi
Economia
– di Giulio Benarmato – 15 Gennaio 2026 alle 17:10
Il Ministero delle Imprese, presieduto da Adolfo Urso, ha ufficialmente aperto le scadenze per la presentazione delle domande relative agli Accordi per l’innovazione. Questa normativa, determinata dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025, stanzia una dotazione finanziaria di 731 milioni di euro. È bene ricordare che le istanze possono essere inoltrate a partire dal 14 gennaio 2026 e fino alle ore 18.00 del 18 febbraio 2026, mirando a sostenere i disegni di ricerca e sviluppo a livello nazionale.
Urso stanzia 731 milioni per la ricerca finanziaria: ecco a chi spettano
Le risorse sono state suddivise per intercettare le necessità dei comparti tecnologici più avanzati, seguendo due direttrici principali: 530 milioni di euro destinati a progetti sull’automotive e i trasporti, i materiali avanzati, la robotica e i semiconduttori, 201 milioni di euro riservati a tecnologie quantistiche, reti di telecomunicazione, cavi sottomarini, realtà virtuale e aumentata. E infine, circa un terzo dei fondi totali è vincolato al supporto di piani localizzati nelle regioni del Mezzogiorno, per far diminuire il divario territoriale nel settore dell’innovazione industriale.
Non bisogna dimenticare che le agevolazioni si riferiscono a una vasta platea di attori economici, a condizione che abbiano almeno due bilanci approvati: imprese di qualsiasi dimensione operanti nei settori dell’industria, dei trasporti e dei servizi e i centri di ricerca. È prevista anche la possibilità di presentare progetti in forma congiunta con partenariati che coinvolgano fino a un massimo di cinque soggetti, facilitando la cooperazione tra il mondo accademico e quello produttivo. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha sottolineato l’importanza strategica dell’intervento: «Con questa misura mettiamo a disposizione di imprese e centri di ricerca risorse significative per rafforzarne la competitività sui mercati internazionali, puntando sull’innovazione tecnologica nei settori strategici del Made in Italy».
Il sistema degli incentivi e le percentuali
Il sistema di incentivi si articola in contributi diretti alla spesa (fondo perduto) con percentuali differenziate in base alla dimensione aziendale: piccole imprese fino al 45% dei costi ammissibili, medie imprese fino al 35%, grandi imprese fino al 25%. A queste cifre può unirsi un altro finanziamento agevolato, che copre le spese del piano fino al 20%. Peraltro, l’architettura del bando punta non soltanto alla distribuzione di capitale, ma a incoraggiare gli aumenti strutturali a lungo termine. Tutto ciò per innalzare la posizione tecnologica dell’Italia.
di Giulio Benarmato – 15 Gennaio 2026

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