Ucraina, l’ex capo della Cia Panetta: «Putin non accetterà un accordo. Kiev vince se non cede le terre»
L’ex segretario alla Difesa e capo della Cia: «L’Ucraina si è guadagnata il diritto di decidere da sola il futuro L’Italia può avere un ruolo geopolitico»
sabato 13 dicembre 2025di Angelo Paura, da New York

«Credo che l’Unione Europea e l’Ucraina siano allineate sul quadro generale che il piano di pace dovrebbe avere, e mi auguro che quella posizione venga adottata. Ma continuo a credere che la Russia rifiuterà qualsiasi approccio sui territori sostenuto dall’Ucraina». Leon Panetta non è solo uno degli italoamericani più importanti degli Stati Uniti, ma è stato al centro degli avvenimenti degli ultimi 40 anni, prima come chief of staff dell’amministrazione Clinton, poi come direttore della Cia e segretario alla Difesa di Barack Obama, affrontando diverse crisi internazionali, la lotta al terrorismo e l’uccisione di Osama bin Laden.
Ora, a quasi 90 anni, continua a commentare gli eventi geopolitici. Ma soprattutto crede che l’Italia possa avere un ruolo centrale nel futuro dell’Europa e del Mediterraneo. «Siamo entrambi italiani, ci intendiamo», ci dice sorridendo dallo studio del suo istituto a Monterey, in California, prima di iniziare l’intervista.
Segretario Panetta, come valuta questo piano di pace per l’Ucraina, crede, come sostengono molti in queste ore, che Kiev debba cedere parte dei territori?
«Penso che l’Ucraina debba dire di no. Spetta all’Ucraina decidere cosa dovrebbe o non dovrebbe essere incluso in un eventuale piano di pace».
Crede che si possa comunque arrivare alla pace, si dice che siamo molto vicini?
«Ripeto, la Russia respingerà qualsiasi proposta territoriale ma l’Ucraina per vincere deve tenere i territori. Deve sostenere la posizione per cui ha combattuto. Si è guadagnata il diritto di decidere cosa deve esserci nel piano di pace».
Si dice anche che Trump voglia riaprire i mercati internazionali alla Russia e investire nel Paese…
«Non credo che la Russia debba essere ricompensata in alcun modo con benefici economici».
Donald Trump ha più volte chiesto all’Europa di avere un ruolo più centrale. Cosa ne pensa?
«I Paesi europei, dal punto di vista politico, hanno fatto un passo avanti e hanno mostrato leadership. Questo è stato particolarmente vero nel caso dell’Ucraina. Le nazioni europee hanno costantemente sostenuto Kiev. Hanno chiarito che Putin non può essere autorizzato a vincere con la sua invasione, e che l’Ucraina deve essere messa in condizione di prendere decisioni che garantiscano la sua sicurezza e sovranità».
Qual è il ruolo dell’Italia in questo nuovo ordine mondiale?
«L’Italia è una forza importante, soprattutto per la sua competenza e la sua capacità di capire cosa serve davvero. Non bastano Francia, Germania o Regno Unito: servono anche Paesi come l’Italia nelle vesti di partner attivi in queste relazioni, capaci di svolgere un ruolo forte».
E crede che l’Italia possa avere una posizione rilevante nel futuro dei rapporti dell’Europa con l’attuale amministrazione americana?
«Sembra che il presidente degli Stati Uniti abbia una buona sintonia con il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, e che riconosca la sua leadership. Credo che lei abbia, in questo momento, un margine di influenza in più per cercare di convincere gli Stati Uniti di quanto sia importante mantenere una posizione forte a sostegno dell’Ucraina».
Parlando di Mediterraneo e di migrazioni, cosa pensa della decisione di Washington di diminuire gli aiuti umanitari ai Paesi africani?
«È grave, perché si tratta di un messaggio di debolezza che mandiamo ai nostri avversari. È un messaggio che arriva a Kim Jong-Un, al leader supremo dell’Iran, ad Al-Qaeda, all’Isis. E quando inviamo segnali di debolezza ai nostri avversari, loro ne approfittano, sfruttano il vuoto lasciato dall’assenza di leadership da parte degli Stati Uniti. La Cina, in particolare, sta riempiendo quel vuoto».
Cosa pensa dell’attacco della Casa Bianca agli alleati europei, sono stati definiti «deboli» e «confusi».
«Il presidente sa che non possiamo semplicemente abbandonare la Nato. Bisogna continuare a dialogare con gli alleati, a lavorare con loro. L’amministrazione, attraverso il segretario di Stato Rubio e anche il segretario alla Difesa Hegseth, continua a collaborare con i nostri partner e questo è importante».
Sarà sempre più isolata e attenta alle questioni interne?
«Sarebbe un errore. La più grande minaccia per gli Stati Uniti è la Cina. Ha un’economia forte ed è sempre più coinvolta a livello internazionale, sta investendo per espandere il suo esercito. Possiamo avere un dialogo con la Cina, ma il modo migliore per farlo è da una posizione di forza, non di debolezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ucraina, l’ex capo della Cia Panetta: «Putin non accetterà un accordo. Kiev vince se non cede le terre»
L’ex segretario alla Difesa e capo della Cia: «L’Ucraina si è guadagnata il diritto di decidere da sola il futuro L’Italia può avere un ruolo geopolitico»
sabato 13 dicembre 2025di Angelo Paura, da New York

«Credo che l’Unione Europea e l’Ucraina siano allineate sul quadro generale che il piano di pace dovrebbe avere, e mi auguro che quella posizione venga adottata. Ma continuo a credere che la Russia rifiuterà qualsiasi approccio sui territori sostenuto dall’Ucraina». Leon Panetta non è solo uno degli italoamericani più importanti degli Stati Uniti, ma è stato al centro degli avvenimenti degli ultimi 40 anni, prima come chief of staff dell’amministrazione Clinton, poi come direttore della Cia e segretario alla Difesa di Barack Obama, affrontando diverse crisi internazionali, la lotta al terrorismo e l’uccisione di Osama bin Laden.
Ora, a quasi 90 anni, continua a commentare gli eventi geopolitici. Ma soprattutto crede che l’Italia possa avere un ruolo centrale nel futuro dell’Europa e del Mediterraneo. «Siamo entrambi italiani, ci intendiamo», ci dice sorridendo dallo studio del suo istituto a Monterey, in California, prima di iniziare l’intervista.
Segretario Panetta, come valuta questo piano di pace per l’Ucraina, crede, come sostengono molti in queste ore, che Kiev debba cedere parte dei territori?
«Penso che l’Ucraina debba dire di no. Spetta all’Ucraina decidere cosa dovrebbe o non dovrebbe essere incluso in un eventuale piano di pace».
Crede che si possa comunque arrivare alla pace, si dice che siamo molto vicini?
«Ripeto, la Russia respingerà qualsiasi proposta territoriale ma l’Ucraina per vincere deve tenere i territori. Deve sostenere la posizione per cui ha combattuto. Si è guadagnata il diritto di decidere cosa deve esserci nel piano di pace».
Si dice anche che Trump voglia riaprire i mercati internazionali alla Russia e investire nel Paese…
«Non credo che la Russia debba essere ricompensata in alcun modo con benefici economici».
Donald Trump ha più volte chiesto all’Europa di avere un ruolo più centrale. Cosa ne pensa?
«I Paesi europei, dal punto di vista politico, hanno fatto un passo avanti e hanno mostrato leadership. Questo è stato particolarmente vero nel caso dell’Ucraina. Le nazioni europee hanno costantemente sostenuto Kiev. Hanno chiarito che Putin non può essere autorizzato a vincere con la sua invasione, e che l’Ucraina deve essere messa in condizione di prendere decisioni che garantiscano la sua sicurezza e sovranità».
Qual è il ruolo dell’Italia in questo nuovo ordine mondiale?
«L’Italia è una forza importante, soprattutto per la sua competenza e la sua capacità di capire cosa serve davvero. Non bastano Francia, Germania o Regno Unito: servono anche Paesi come l’Italia nelle vesti di partner attivi in queste relazioni, capaci di svolgere un ruolo forte».
E crede che l’Italia possa avere una posizione rilevante nel futuro dei rapporti dell’Europa con l’attuale amministrazione americana?
«Sembra che il presidente degli Stati Uniti abbia una buona sintonia con il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, e che riconosca la sua leadership. Credo che lei abbia, in questo momento, un margine di influenza in più per cercare di convincere gli Stati Uniti di quanto sia importante mantenere una posizione forte a sostegno dell’Ucraina».
Parlando di Mediterraneo e di migrazioni, cosa pensa della decisione di Washington di diminuire gli aiuti umanitari ai Paesi africani?
«È grave, perché si tratta di un messaggio di debolezza che mandiamo ai nostri avversari. È un messaggio che arriva a Kim Jong-Un, al leader supremo dell’Iran, ad Al-Qaeda, all’Isis. E quando inviamo segnali di debolezza ai nostri avversari, loro ne approfittano, sfruttano il vuoto lasciato dall’assenza di leadership da parte degli Stati Uniti. La Cina, in particolare, sta riempiendo quel vuoto».
Cosa pensa dell’attacco della Casa Bianca agli alleati europei, sono stati definiti «deboli» e «confusi».
«Il presidente sa che non possiamo semplicemente abbandonare la Nato. Bisogna continuare a dialogare con gli alleati, a lavorare con loro. L’amministrazione, attraverso il segretario di Stato Rubio e anche il segretario alla Difesa Hegseth, continua a collaborare con i nostri partner e questo è importante».
Sarà sempre più isolata e attenta alle questioni interne?
«Sarebbe un errore. La più grande minaccia per gli Stati Uniti è la Cina. Ha un’economia forte ed è sempre più coinvolta a livello internazionale, sta investendo per espandere il suo esercito. Possiamo avere un dialogo con la Cina, ma il modo migliore per farlo è da una posizione di forza, non di debolezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA




Source URL: http://ilgazzettino.it/esteri/ucraina_panetta_putin_chi_vince-9243137.html












