Pronto soccorso, al via il trasferimento nel nuovo ospedale in vial Rotto ma resta il nodo delle Case di comunità

Pronto soccorso, al via il trasferimento nel nuovo ospedale in vial Rotto ma resta il nodo delle Case di comunità

E ieri Asfo era al tavolo con i sindacati per il piano delle nuove aperture

giovedì 11 dicembre 2025di Enrico Loconsole

Pronto soccorso, al via il trasferimento nel nuovo ospedale in vial Rotto ma resta il nodo delle Case di comunità

Oggi è il grande giorno: ci sarà il trasferimento dei Reparti/Servizi di Pronto Soccorso del Santa Maria degli Angeli, Medicina d’Urgenza e Degenza breve internistica negli spazi dedicati del Nuovo Ospedale presso il Corpo E – verde, rispettivamente al piano Terra (Pronto soccorso) e 1° piano (degenze). Dalle 8 i nuovi utenti del Pronto soccorso, in autonomia o con ambulanza, accederanno direttamente dall’ingresso su vial Rotto (nuovo civico 1). In ogni caso dalle 14 sarà sospesa l’attività presso la sede attuale del vecchio ospedale. Ma per un’apertura che ormai sta diventando storia, ce ne è un’altra che preoccupa i sindacati. Quella della Case di comunità.

Proprio per fare il punto ieri hanno incontrato l’azienda sanitaria Asfo.

Il piano Case di Comunità scatterà dal primo gennaio 2026: Sacile e Maniago saranno le prime due operative, seguiranno nei mesi successivi le altre. «All’incontro dichiara il direttore sanitario Michele Chittaro – abbiamo presentato il percorso di come intendiamo partire, utilizzando anche le risorse messe a disposizione da Arkesis (la cooperativa privata che già offre prestazioni per l’Asfo ndr), e il percorso di affiancamento e sviluppo da parte dei nostri infermieri nelle attività previste». La Cgil, però, commenta così con un comunicato ufficiale: «Quello che vediamo è l’ennesima riduzione dell’offerta, l’ennesimo attacco al servizio sanitario regionale».

L’INCONTRO

Ieri alle 11, presso la sala riunioni dell’Asfo, si sono incontrati il direttore sanitario Michele Chittaro, la dottoressa Mariagrazia Valentini, che tra i vari ruoli ricopre quello di responsabile del servizio infermieristico territoriale, e i rappresentanti dei sindacati: per la Cgil c’era Pierluigi Benvenuto, Maurizio Franconi di nursing, Aurora Pallaveshi per la Cisl, Marta Michelin della Uil e Fabrizio Carbut in rappresentanza delle rsu. La riunione si è conclusa poi attorno alle 13.30, avendo come focus l’avvio delle case di comunità.

L’incontro era stato voluto dai sindacati stessi, i quali chiedevano principalmente di capire come l’azienda sanitaria intendesse avviare questi nuovi progetti dal primo gennaio partendo da una situazione di mancanza di personale specializzato, ricordando anche che a causa delle scadenze dei fondi Pnrr almeno due case sarebbero dovute partire obbligatoriamente col 2026.

LE FUNZIONI

Asfo ha dato le sue risposte sia in termini di offerta che di gestione del personale. Partendo dai servizi le strutture avranno tre funzioni. La prima è sostanzialmente, come ritiene la Cgil, quella di “guardia medica di continuità territoriale”, quindi Sacile e Maniago non saranno più dei punti di primo intervento (Ppi). «Chi arriva con un’emergenza spiega Benvenuto (Cgil) – verrà preso a carico da un medico che valuterà le condizioni e poi, in base a diversi fattori tra cui la gravità del caso e l’urgenza, il personale sanitario prenderà la decisione di inviare il paziente a uno dei pronti soccorsi più convenienti, quasi sempre Pordenone o Spilimbergo». Le altre due funzioni invece si dividono in servizi di ambulatorio infermieristico e ambulatorio di cronicità. Nel primo caso verranno erogate prestazioni infermieristiche per persone non autosufficienti curabili a domicilio, compresi prelievi; nel secondo invece il servizio è dedicato alla gestione delle malattie croniche, occupandosi di ammalati con patologie a lungo termine come il diabete o l’insufficienza cardiaca.

La Cgil però sottolinea che questi servizi sono «già presenti, con un’altra forma, per utenza», quindi non si tratterebbe nulla di nuovo. Il tema della mancanza di risorse umane è stato presto risolto dall’azienda sanitaria: non essendo sufficiente quello attuale, si procederà con l’appalto in vigore con la cooperativa privata Arkesis. «È stato un incontro che ha permesso di chiarire alcuni dubbi e informazioni conclude Chittaro -. Noi e i sindacati ci siamo lasciati decidendo di rivederci dopo la metà del mese di gennaio per discutere di eventuali criticità emerse in questa prima fase e per poi progettare l’apertura di tutte le case della comunità che mancano». La vicenda è solo agli albori, nel frattempo Cgil conferma lo sciopero generale di domani. «Scendiamo in campo motivano – anche per la difesa di una sanità giusta, con giuste risorse per gli utenti e per il personale».
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pronto soccorso, al via il trasferimento nel nuovo ospedale in vial Rotto ma resta il nodo delle Case di comunità

E ieri Asfo era al tavolo con i sindacati per il piano delle nuove aperture

giovedì 11 dicembre 2025di Enrico Loconsole

Pronto soccorso, al via il trasferimento nel nuovo ospedale in vial Rotto ma resta il nodo delle Case di comunità

Oggi è il grande giorno: ci sarà il trasferimento dei Reparti/Servizi di Pronto Soccorso del Santa Maria degli Angeli, Medicina d’Urgenza e Degenza breve internistica negli spazi dedicati del Nuovo Ospedale presso il Corpo E – verde, rispettivamente al piano Terra (Pronto soccorso) e 1° piano (degenze). Dalle 8 i nuovi utenti del Pronto soccorso, in autonomia o con ambulanza, accederanno direttamente dall’ingresso su vial Rotto (nuovo civico 1). In ogni caso dalle 14 sarà sospesa l’attività presso la sede attuale del vecchio ospedale. Ma per un’apertura che ormai sta diventando storia, ce ne è un’altra che preoccupa i sindacati. Quella della Case di comunità.

Proprio per fare il punto ieri hanno incontrato l’azienda sanitaria Asfo.

Il piano Case di Comunità scatterà dal primo gennaio 2026: Sacile e Maniago saranno le prime due operative, seguiranno nei mesi successivi le altre. «All’incontro dichiara il direttore sanitario Michele Chittaro – abbiamo presentato il percorso di come intendiamo partire, utilizzando anche le risorse messe a disposizione da Arkesis (la cooperativa privata che già offre prestazioni per l’Asfo ndr), e il percorso di affiancamento e sviluppo da parte dei nostri infermieri nelle attività previste». La Cgil, però, commenta così con un comunicato ufficiale: «Quello che vediamo è l’ennesima riduzione dell’offerta, l’ennesimo attacco al servizio sanitario regionale».

L’INCONTRO

Ieri alle 11, presso la sala riunioni dell’Asfo, si sono incontrati il direttore sanitario Michele Chittaro, la dottoressa Mariagrazia Valentini, che tra i vari ruoli ricopre quello di responsabile del servizio infermieristico territoriale, e i rappresentanti dei sindacati: per la Cgil c’era Pierluigi Benvenuto, Maurizio Franconi di nursing, Aurora Pallaveshi per la Cisl, Marta Michelin della Uil e Fabrizio Carbut in rappresentanza delle rsu. La riunione si è conclusa poi attorno alle 13.30, avendo come focus l’avvio delle case di comunità.

L’incontro era stato voluto dai sindacati stessi, i quali chiedevano principalmente di capire come l’azienda sanitaria intendesse avviare questi nuovi progetti dal primo gennaio partendo da una situazione di mancanza di personale specializzato, ricordando anche che a causa delle scadenze dei fondi Pnrr almeno due case sarebbero dovute partire obbligatoriamente col 2026.

LE FUNZIONI

Asfo ha dato le sue risposte sia in termini di offerta che di gestione del personale. Partendo dai servizi le strutture avranno tre funzioni. La prima è sostanzialmente, come ritiene la Cgil, quella di “guardia medica di continuità territoriale”, quindi Sacile e Maniago non saranno più dei punti di primo intervento (Ppi). «Chi arriva con un’emergenza spiega Benvenuto (Cgil) – verrà preso a carico da un medico che valuterà le condizioni e poi, in base a diversi fattori tra cui la gravità del caso e l’urgenza, il personale sanitario prenderà la decisione di inviare il paziente a uno dei pronti soccorsi più convenienti, quasi sempre Pordenone o Spilimbergo». Le altre due funzioni invece si dividono in servizi di ambulatorio infermieristico e ambulatorio di cronicità. Nel primo caso verranno erogate prestazioni infermieristiche per persone non autosufficienti curabili a domicilio, compresi prelievi; nel secondo invece il servizio è dedicato alla gestione delle malattie croniche, occupandosi di ammalati con patologie a lungo termine come il diabete o l’insufficienza cardiaca.

La Cgil però sottolinea che questi servizi sono «già presenti, con un’altra forma, per utenza», quindi non si tratterebbe nulla di nuovo. Il tema della mancanza di risorse umane è stato presto risolto dall’azienda sanitaria: non essendo sufficiente quello attuale, si procederà con l’appalto in vigore con la cooperativa privata Arkesis. «È stato un incontro che ha permesso di chiarire alcuni dubbi e informazioni conclude Chittaro -. Noi e i sindacati ci siamo lasciati decidendo di rivederci dopo la metà del mese di gennaio per discutere di eventuali criticità emerse in questa prima fase e per poi progettare l’apertura di tutte le case della comunità che mancano». La vicenda è solo agli albori, nel frattempo Cgil conferma lo sciopero generale di domani. «Scendiamo in campo motivano – anche per la difesa di una sanità giusta, con giuste risorse per gli utenti e per il personale».
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source URL: http://ilgazzettino.it/nordest/pordenone/pronto_soccorso_trasferimento_nuovo_ospedale_vial_rotto_case_comunita-9238411.html


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.