Nelle aree montane, specie dove d’inverno le temperature restano sotto lo zero per gran parte della giornata, in caso di incidenti la differenza tra la vita e la morte è spesso una questione di pochi minuti. Ascolta: Milano-Cortina 2026, Olimpiadi invernali con l’IA. E gli spettatori si divertiranno ancora di più E aggiungiamo che spesso la carenza di personale specializzato costringe a delegare i primi interventi a volontari o operatori del Soccorso Alpino. Ma cosa accadrebbe se questi soccorritori potessero letteralmente “prestare i propri occhi” a un medico specialista collegato da un ospedale a centinaia di chilometri di distanza? È questa la sfida ambiziosa del progetto Sos, un’iniziativa all’avanguardia finanziata dai fondi Pnrr nell’ambito dell’ecosistema iNest. Il cuore tecnologico del progetto è stato sviluppato da CertotticaGroup, competence hub di Longarone specializzato nella certificazione di dispositivi ottici e Dpi, insieme a E Lab, Pmi innovativa di Padova leader nelle soluzioni digitali basate su blockchain e IA. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento attivo di realtà fondamentali come Croce Rossa, Suem di Padova, Dolomiti Emergency e il Soccorso Alpino Bellunese. LA RESISTENZA La sperimentazione ha testato dispositivi capaci di resistere a condizioni estreme, come i –30 °C dell’alta quota, garantendo al contempo un flusso di comunicazione bidirezionale stabile. Grazie a questi Smart Glasses, il medico può effettuare un’anamnesi immediata sul luogo dell’intervento. Nelle patologie tempo-dipendenti, come infarto o ictus, questo permette allo specialista di guidare i volontari nelle manovre critiche e di individuare immediatamente la struttura ospedaliera più idonea. Il risultato? Il paziente evita le attese del triage e viene indirizzato al reparto corretto, risparmiando minuti vitali per la sopravvivenza. Un pilastro del sistema è l’integrazione della blockchain Algorand: ogni informazione clinica trasmessa è così integra, tracciabile e legalmente certificata. E mentre l’industria lavora sul presente per eliminare cavi e migliorare l’ergonomia, il futuro guarda alla possibilità di utilizzare una connettività satellitare per superare i limiti attuali delle reti tradizionali in zone impervie d’alta montagna. Il progetto Sos lascia inoltre in eredità una proposta di disciplinare per definire requisiti formativi e protocolli sulla privacy, rendendo il soccorso aumentato una realtà quotidiana sulle vette.