«Da tecnico posso dire che questa è una bellissima pista. È una struttura moderna, ma è nel contempo un tracciato con carattere. Soprattutto spicca il fatto che si rifà alla vecchia Eugenio Monti, che conoscevamo tutti, anche se quella chiaramente aveva un’altra personalità. È un lavoro fantastico. Per Cortina, per i prossimi cinquant’anni almeno, questa nuova pista da bob sarà una testimonianza indelebile dei Giochi olimpici, che saranno passati di qui».
È la dichiarazione di Ivo Ferriani, già pilota di bob, organizzatore dei Giochi olimpici invernali Torino 2006, presidente della Federazione internazionale bob e skeleton e membro del Comitato olimpico internazionale. Lo disse nel gennaio 2025, quando l’impianto doveva ancora essere completato. Lo ha ripetuto quando ha visto in funzione lo sliding centre olimpico, che a febbraio accoglierà le gare di slittino, skeleton e bob dei Giochi invernali Milano Cortina 2026. Un concentrato di tecnica e innovazione che si aggancia al passato e guarda al futuro.
La storica pista Eugenio Monti è dedicata al “Rosso Volante”, il pilota ampezzano che conquistò sei medaglie olimpiche: due d’argento nel 1956, su quello stesso tracciato; due di bronzo a Innsbruck 1964; due d’oro a Grenoble 1968. La struttura è stata realizzata a tempo di record: il 19 febbraio 2024 cominciò il diradamento del bosco, attorno alla vecchia pista, costruita nel 1923, potenziata per i VII Giochi invernali Cortina 1956, più volte ammodernata, con l’inserimento del raffreddamento artificiale, all’inizio degli anni Ottanta.
La centrale di refrigerazione è il cuore pulsante dell’impianto. Utilizza come fluido vettore il glicole, con una tecnica che la posiziona tra gli impianti sportivi più sostenibili al mondo. Messa in funzione il 27 febbraio 2025, per la preomologazione del mese di marzo, la centrale ha una potenza di 4,4 megawatt. I compressori creano lo scambio di calore fra ammoniaca e glicole. Le pompe inviano il liquido sino a 33 stazioni di rinvio, collocate lungo il tracciato di 1.750 metri, suddiviso in 77 zone, dove la temperatura può essere regolata con la massima precisione, per ogni segmento, per ognuna delle 16 curve e nei tratti rettilinei. Alla preomologazione di marzo è seguito il documento definitivo della federazione Ibsf a metà novembre, nei giorni delle gare della prima tappa di Coppa del mondo di bob e skeleton. I giorni successivi è giunta anche l’omologazione della Fil, la Federazione internazionale slittino.
L’INTERVENTO
L’impianto è stato costruito con una fitta rete di tubi metallici, che conducono il liquido refrigerante, inseriti nella gettata di calcestruzzo armato della struttura. Nel frattempo sono proseguiti parallelamente i lavori per gli impianti tecnologici, il rilevamento della temperatura in ogni tratto, l’illuminazione a led, con l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza, compreso il rafforzamento delle barriere laterali, il miglioramento delle vie di fuga; l’installazione di tecnologie avanzate per il cronometraggio e la gestione delle gare, fondamentali per il corretto svolgimento delle competizioni internazionali. Ogni metro della pista è inquadrato da telecamere, con una sala di controllo. Nel conclusivo sopralluogo congiunto di Fabio Saldini, commissario di governo per le opere olimpiche, amministratore di Società infrastrutture Milano-Cortina, che ha realizzato l’impianto, affidato l’appalto all’impresa Pizzarotti, e di Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, è stata annunciata la manifestazione di interesse da parte della Federazione internazionale slittino, per un calendario di eventi quadriennale.
LA PROSPETTIVA
«Dai Giochi olimpici giovanili 2028 sino al 2030, la Fil prevede di ospitare numerose competizioni internazionali per tutte le fasce d’età: Campionati Europei, Coppe del mondo, Coppe continentali, oltre a diversi periodi di allenamento – ha detto Saldini – ciò dimostra che l’opera che sembrava irrealizzabile, oltre a essere stata costruita in tempi record e apprezzata come la pista più bella del mondo, ha già un futuro».
La sostenibilità nella gestione dell’impianto prevede che la centrale termica produca le frigorie per creare il ghiaccio sulla pista e pure nel vicino stadio Olimpico, simbolo dei Giochi 1956, utilizzato per i tornei di curling di Olimpiadi e Paralimpiadi 2026. Lo stadio accoglie tutto l’anno attività agonistiche di hockey, pattinaggio artistico, curling, oltre al pattinaggio del pubblico. Il calore ricavato dalla refrigerazione non viene sprecato, ma inviato con un impianto di teleriscaldamento ai locali di servizio della pista e alla vicina palestra per l’arrampicata sportiva Lino Lacedelli, intitolata al conquistatore del K2, che viveva lì accanto, dove ora una nuova curva porta il suo nome.
Il commissario Saldini conclude: «Di giorno lo sliding centre olimpico colpisce per il suo design, linee pulite e armoniose che si fondono con il paesaggio alpino. Di notte l’illuminazione lo rende ancora più suggestivo: le luci accompagnano le curve del tracciato e trasformano l’impianto in un’opera capace di dialogare con il cielo e con le montagne che lo circondano. È il segno del design italiano, fatto di passione, competenza e visione. È il lavoro di artigiani e industrie italiane che, insieme, hanno costruito non solo un impianto olimpico, ma un’eredità che resterà nel tempo».
Source URL: http://corriereadriatico.it/tecnologia/moltofuturo/il_ghiaccio_hi_tech_nel_cuore_della_pista_di_bob-9313189.html
