Fondazione Oic, 70 anni e un piano per ampliarsi: Stefani alla celebrazione del polo Civitas Vitae

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Fondazione Oic, 70 anni e un piano per ampliarsi: Stefani alla celebrazione del polo Civitas Vitae

Da semplice casa per accogliere otto domestiche al concetto di welfare di comunità. «E adesso puntiamo ad ampliarci»

martedì 9 dicembre 2025di Marco Miazzo

Fondazione Oic, 70 anni e un piano per ampliarsi: Stefani alla celebrazione del polo Civitas Vitae

PADOVA – In 70 anni di storia la Fondazione Oic ha sostituito la “casa di riposo” con un modello di assistenza per i più fragili che coinvolge tutto il territorio, e tutte le fasce d’età. Così è successo alla Mandria, dove Oic ha realizzato il polo “Civitas Vitae”. Partendo da campi e palude è nata una residenza per anziani che è presto diventata centro nevralgico del quartiere, e presidio sanitario a chilometro zero. È il modello di sanità incoraggiato dal neopresidente del Veneto, Alberto Stefani, che dalla festa per i 70 di Oic ha guardato al futuro: «Al centro della nostra agenda abbiamo posto il tema del sociale e della sanità.

In Veneto la longevità della vita sta aumentando ed è necessario pensare alla società del domani, con Rsa attrezzate, villaggi e quartiere inclusivi e servizi socio sanitari vicini ai cittadini. Insomma, una sanità sempre più territoriale».

LA REALTÀ

Negli ultimi anni la Fondazione è cresciuta a dismisura grazie a investimenti per oltre 60 milioni di euro. A Nordest è presente con 12 poli di accoglienza e sempre più ospiti. Durante il suo discorso, il presidente Andrea Cavagnis ha promesso ulteriori progetti che permetteranno di accogliere 300 nuovi ospiti, chiarendo poi come i conti di Oic siano incoraggianti: «Stiamo sistemando l’indebitamento di anno in anno e nell’ultimo periodo abbiamo fatto utili per 90 milioni. Una crescita del 50% che ci permette di guardare al futuro, per aprire le nostre porte a sempre più ospiti». Ma lo sguardo del presidente di Oic è andato soprattutto al passato: «Settant’anni rappresentano una tappa che ci invita a guardare con riconoscenza a chi ci ha preceduto e con responsabilità a chi verrà dopo di noi ha affermato Cavagnis Oic è una comunità viva, costruita sull’incontro e sulla reciprocità: un luogo dove la cura è relazione, e dove ogni persona, anziana, familiare, volontario o professionista, contribuisce a generare valore. Siamo la dimostrazione che la cura, quando è condivisa, diventa cultura, memoria e futuro».

L’Opera dell’Immacolata Concezione non poteva scegliere altro giorno se non l’Immacolata per festeggiare i suoi settant’anni. Come regalo di compleanno, la Rsa si è donata un murales realizzato dall’artista padovano Alessio B. Un’opera d’arte che con la street art riesce a restituire l’idea alla base della Fondazione: un’anziana che abbracCia una bambina. “L’abbraccio della cura”, che ogni giorno il polo Civitas Vitae alla Mandria permette unendo le generazioni di padovani: gli anziani ospiti delle residenze, i bambini che frequentano l’asilo e la scuola materna, ma anche sportivi e atleti che frequentano gli spazi di Oic, come il plurimedagliato nuotatore paralimpico Francesco Bettella.

Nel segno del professor Angelo Ferro, che meglio di chiunque ha tradotto in pratica il concetto di “welfare di comunità” che è alla base della Fondazione creata nel 1955 da don Antonio Varotto e Nella Maria Berto. Il progetto inizialmente era una casa per accogliere otto anziane domestiche non più in grado di lavorare. Settant’anni dopo è diventato un sistema di residenze da migliaia di ospiti in tutto il Nord Est. A celebrare la ricorrenza molti amici di Oic, che hanno condiviso parte di questo lungo cammino: il vescovo Claudio Cipolla, che ha celebrato la messa prima dei festeggiamenti, il senatore Antonio De Poli, il presidente di Fondazione Cariparo, Gilberto Muraro e il direttore generale dell’Ulss 6 Paolo Fortuna.

LA PRIMA USCITA

Ma la festa della Fondazione è stata anche una delle prime uscite pubbliche da presidente per Alberto Stefani, che si è soffermato su alcuni punti centrali del suo mandato: «Istituiremo un assessorato al sociale e uno assessorato dedicato esclusivamente alla sanità», ha promesso il governatore senza rivelare nessuno nome della futura giunta, per cui bisognerà attendere il primo Consiglio regionale del 15 dicembre. Per ora Stefani si è limitato ad alcune parole d’ordine: «Non ammetterò beghe politiche e questioni di partito. Chiederò che ciascun assessore dedichi anima e corpo al Veneto». Per individuare i componenti della sua squadra, Stefani intende valorizzare «l’esperienza amministrativa, l’esperienza da sindaco dei nostri consiglieri regionali e le loro qualità», privilegiando le persone «che conoscono direttamente l’ambito di competenza».
 


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