Affrontare con energia l’inverno, e il passaggio al nuovo anno. Questo è il periodo ideale per rimettersi in forma secondo i principi tramandati dagli antichi Romani della salus per aquam (la salute attraverso l’acqua), e le terme diventano protagoniste del benessere al pari delle palestre. Ascolta: Emanuela Fanelli (e C’è ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei I centri termali, sempre di più, si aprono a discipline olistiche di allenamento dolce che ritemprano il corpo e la mente. BREVE E MIRATO Fra i nuovi trend, che uniscono il fitness e lo stretching in vasca ai principi terapeutici e curativi delle acque sulfuree, spicca il Thermal Acqua Flow, che in soli 20 minuti di pratica unisce posizioni di yoga e movimenti soft, mirati al rilassamento muscolare e alla mobilità articolare. Un workout indicato per ogni età che contribuisce, durante ciascuna sessione, a sciogliere le tensioni e potenziare gli obiettivi degli esercizi, fra cui quello di migliorare la flessibilità. Questa “winter routine” sfrutta il calore termale e la potenzialità dell’elemento acqua, che sostiene nei movimenti ma, allo stesso tempo, può fornire anche quella giusta dose di sfida nell’equilibrio, ottima per potenziare la stabilità dei muscoli del “core”, ovvero l’area dove sviluppiamo la centratura della nostra postura, fra basso addome, pavimento pelvico e glutei. «La pratica ha effetti elasticizzanti sui tessuti, e produce un profondo senso di relax e di risveglio muscolare», spiega Arianna Collini, insegnante di Thermal Acqua Flow alle Terme di Saturnia, pioniera di questa disciplina in Italia. «I movimenti lenti, a corpo libero – dice – attingono allo yoga, per esempio alla posizione dell’albero, che aiuta nella stabilità e nell’equilibrio». «La respirazione – prosegue l’esperta – è un aspetto fondamentale. Non si tratta di acquagym: questo è un lavoro completamente diverso, che tonifica il corpo e, nello stesso tempo, libera la mente in modo naturale da stress e tensioni».  I BENEFICI Non è solo una questione di temperatura dell’acqua: praticare nelle piscine termali dà un valore a tuttotondo all’allenamento, perché i minerali e gli oligoelementi presenti in piscina hanno un’azione lenitiva e antinfiammatoria sulla pelle, decongestionano le vie respiratorie e potenziano il sistema immunitario, creando il contesto per un “rituale” di remise en forme che va oltre il solo allenamento fisico, come conferma una ricerca pubblicata sulla piattaforma medica americana National Institutes of Health, dove le nuove frontiere dell’allenamento termale sono inserite a pieno titolo nell’ampio comparto dell’idroterapia, con i relativi benefici psicofisici. Ogni lezione dura 20 minuti (il tempo massimo consigliato per ogni singola immersione in acque termali, secondo i medici), e inizia con la presa di consapevolezza del respiro, con una mano posizionata sullo sterno e l’altra sull’addome, per poi passare agli esercizi di allungamento e di equilibrio, con attenzione alle posizioni sulla mezza punta del piede, per rafforzare caviglie e ginocchia. Mentre la concentrazione va alle posture da assumere in vasca, la mente si libera dal circolo ossessivo dei pensieri. Si termina con lo stretching dello psoas, muscolo profondo che unisce le vertebre lombari alle cosce, essenziale per la postura, la flessione delle anche e della colonna (definito nel mondo orientale “muscolo dell’anima”, poiché il suo corretto funzionamento è collegato al benessere emotivo). Il termine “flow”, in questo training, si riferisce alla prerogativa di approccio fluido e dinamico al movimento. La temperatura termale di 37 gradi rievoca il tepore del grembo materno: ambiente perfetto per un allenamento acquatico invernale in versione outdoor.  LA SEQUENZA Allungamento, respirazione e posizione dell’albero Per familiarizzare con il Thermal Acqua Flow si può iniziare con esercizi di consapevolezza del respiro nella parte bassa dell’addome, cercando di restare con i piedi stabili sul fondo della vasca, il cui livello dell’acqua ottimale arriva all’incirca alle ascelle. Il contatto dei piedi sul fondale è basilare per sviluppare l’equilibrio. I piedi vanno posizionati sotto le anche, ma si possono tenere le gambe leggermente più divaricate. Un buon esercizio di allungamento è quello di stendere gli arti inferiori e poggiare solo la punta dei piedi sul fondo, distendendo le braccia verso l’alto nella fase di inspirazione, e riportandole al di sotto del livello dell’acqua quando si espira, riposizionando tutta la pianta dei piedi sul fondo della piscina. È consigliata la respirazione yogica (dalle narici), oppure l’inspirazione dal naso e l’espirazione dalla bocca. Per praticare la posizione dell’albero in acqua, si possono unire le mani al centro del petto e poggiarvi su una gamba alla volta, sollevando l’altro piede all’altezza della caviglia, del polpaccio o dell’inguine, a seconda del grado di allenamento.