Lasciarsi galleggiare sulle acque termali, per arrivare a uno stato di rilassamento profondo, complice il suono ancestrale delle campane tibetane. Ascolta: Emanuela Fanelli (e C’è ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei Si chiama Floating Bath, ed è una novità di wellness per la stagione invernale. Si tratta di un vero e proprio “rituale di benessere” basato sul galleggiamento in acqua unito alla meditazione durante il quale, a bordo piscina, un’operatrice specializzata suona campane di cristallo, campane tibetane e gong per creare uno stato di relax per il corpo e la mente, amplificato dalle vibrazioni sonore. Per il Floating Bath vengono utilizzati due tubi galleggianti per ogni partecipante: uno da posizionare dietro al collo, l’altro sotto le ginocchia o sotto le caviglie, in modo da avere la sensazione di essere avvolti, in posizione ergonomica, dall’abbraccio dell’acqua a una temperatura media di 37 °C. Il suono delle campane tibetane, così come quello delle “crystal bowls”, unito al benefico contesto delle vasche termali all’aperto, diventa un detox naturale, favorisce la riduzione di ansia e stress, migliora la qualità del sonno e della concentrazione, lavora sul riequilibrio emotivo ed energetico, lenisce mal di testa e tensioni muscolari e stimola la digestione. Le potenti vibrazioni sonore che agiscono su corpo e mente, come conferma una ricerca pubblicata sulla piattaforma scientifica statunitense VeryWellMind, contribuiscono a potenziare la creatività e il benessere generale, grazie alle loro effetto di bagno sonoro che entra in sintonia con i centri energetici del nostro organismo, quelli che nella cultura vedica indiana vengono definiti “chakra”. Il risultato? Un’intensa rigenerazione del fisico e della mente.