Bisogna creare partnership strategiche, attivando meccanismi virtuosi, che coinvolgano le filiere produttive industriali. E questo a prescindere dal quadro politico interno degli Usa. Solo in questo modo si può sviluppare il business e avere una visione di medio-lungo periodo lungimirante». Ascolta: Emanuela Fanelli (e C’è ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei Va dritta al punto Roberta Marcenaro Lyon, ceo di Imark, un business accelerator innovativo con sede a Washington impegnato a sostenere le imprese italiane ed europee interessate a investire negli Stati Uniti. «Siamo da quasi 20 anni qui e abbiamo dimostrato di poter aiutare concretamente le aziende», spiega la ceo. E aggiunge: «Riteniamo necessario mettere in campo strategie preventive per affrontare un quadro di certo complesso. Penso ai dazi imposti da Trump, alle elezioni di midterm di novembre, alle turbolenze geopolitiche. Il nostro ruolo è proprio quello di orientare, indicare la rotta, essere un presidio comunicativo a supporto di chi vuole entrare in questo grande mercato. Abbiamo una rete capillare e siamo vicini ai centri di potere e ai decision maker, siamo un punto di riferimento per dare sprint al Made in Italy». I SUCCESSI Una mission che ha dato grandi soddisfazioni a Marcenaro che guida con successo un gruppo che opera su più fronti: dalla diplomazia all’entertainment, dal turismo all’energia, dalla difesa all’architettura, dalla sostenibilità al fashion. Del resto Imark ha contribuito al lancio o al consolidamento di importanti realtà nel mercato americano, da Armani a Polimoda – il primo politecnico internazionale della moda nato a Firenze nel 1986 – da Almaviva a Massimo Bottura. La piattaforma primaria di Imark è l’Italian Design Week, che dal 2023 si svolge a Washington a ottobre, nel mese dell’Heritage italiano, in coincidenza con le celebrazioni del Columbus Day, mettendo insieme aziende di altissimo livello che nel corso delle passate tre edizioni sono spaziate da Ferrero a Leonardo, da Valentino a Intesa Sanpaolo, da Beretta a EssilorLuxottica, da Ferrari a Lamborghini, da Gucci a Manifatture Sigaro Toscano, da Piaggio a Brioni. Uno slancio che è il frutto di un lungo impegno con Imark, fondata nel 2008. Con il suo lavoro mira a coniugare lo spirito innovativo proprio degli Stati Uniti con la creatività italiana. «Il 2026 – conclude – sarà un anno sfidante, ma bisogna guardare anche oltre, con una visione ampia». Roberta Marcenaro è anche rappresentante locale della American Chamber of Commerce in Italy per il Texas e Washington D.C., membro del Comitato del Conscious Fashion & Lifestyle Network per le Nazioni Unite così come del Comitato del Consiglio per gli Stati Uniti e l’Italia e del Transatlantic Business International Council. Di Imperia, professionista poliedrica e dinamica, laureata in Economia e con un dottorato in Ingegneria. Sposata dal 2014, è madre di una vivace bambina di 10 anni, al centro della sua vita. Intraprendente e instancabile, Roberta è definita “unstoppable”; non si ferma mai e affronta le sfide con determinazione e entusiasmo. Un esempio di come sia possibile combinare carriera, famiglia e passione. © RIPRODUZIONE RISERVATA