Che tu abbia le tasche pesanti e il cuore leggero, che la fortuna si prenda cura di te giorno e notte», recita un augurio tradizionale irlandese.
La “buona sorte” è un dono, lo tramandano tradizione e saggezza popolare. Lo conferma l’esperienza. Si spera che arrivi e – anche qui è la tradizione a dirlo – e, intanto, si tenta di attirarla. Sono molti i riti, le forme, i simboli che l’uomo, nel tempo, ha legato al fato. Un patrimonio che stuzzica la fantasia dei designer e rassicura gli speranzosi, ben contenti di cercare di “guidare” il destino verso casa. Ogni cultura ha le sue consuetudini e i suoi emblemi.
TRA STORIA E RITI
In Italia, tra i più noti c’è il corno, comunemente associato a Napoli, ma in realtà molto più antico. La fortuna della forma – poi divenuta forma della fortuna – risalirebbe al 3500 a.C., quando le corna degli animali cacciati venivano esposte nelle caverne a indicare potenza e prosperità. Questa prassi si sviluppa in vario modo e con ulteriori visioni benauguranti, dalla Roma antica al medioevo e oltre, fino ad arrivare a oggi. Il “cornetto” entra in casa ripensato per soddisfare differenti esigenze, dal semplice decoro al vaso per le piante. La ricerca della fortuna, però, non si limita a una sola forma. In Germania, a essere eletto simbolo della buona sorte è il maiale che, non a caso, nell’arredo conquista spazio, ridefinendo le linee di tavolini e pouf. Anche le monete, chiaro rimando alla prosperità, diventano modelli per tavoli bassi divertenti in differenti dimensioni, magari da accostare a creare un gioco di superfici e a moltiplicare l’effetto propiziatorio. Di nuovo, un emblema della ricchezza che si cerca di “attirare”.
Anche gli gnomi, nel folklore europeo, sono associati alla “buona sorte” – pure alla cattiva spesso, vista la natura dispettosa – bisogna sapere però come ottenere i loro favori. Da ricercare sono i conigli, eletti da più di un brand come “muse” per lampade, poltrone e quant’altro. Poi, il ferro di cavallo: anche un divano può avere questa forma e diventare un invito alla convivialità. E molto altro. Toccare ferro, peraltro, è una prassi anti-sfortuna che si apprende sin da bambini. Il maneki neko è il gatto nipponico che “porta bene”. Da non dimenticare il quadrifoglio, che conquista la fantasia con la sua iconica silhouette, adatta a tavoli ma anche poltrone e pouf, e con il colore. Il verde diventa così la tonalità della speranza e del “bene” che arriverà. Largo allora a carta da parati, tessili, cuscini e quant’altro, a ognuno secondo la “misura” delle sue necessità.
IL DETTAGLIO
Non solo arredi. La fortuna si può anche “respirare”. LabSolue, tra i suoi profumi per ambiente – diffusori in vetro vuoto con tappo – propone un’essenza ispirata al melograno, con accenti aromatici del buchu e note di muschio. Delicata, fresca, avvolgente. È un simbolo: sin dai tempi antichi, il melograno è ritenuto immagine di prosperità e buon auspicio, particolarmente adatto proprio agli “inizi” (i molti semi comunicano un’idea di abbondanza).
Ancora oggi, è consuetudine che, a chi compra una nuova casa, gli ospiti portino un melograno proprio come segno di buon auspicio. Vale in qualunque modo, anche la sola rappresentazione, tra dipinti, sculture e quant’altro. O come profumo, appunto. Per lasciare una “scia” e far sentire la fortuna a casa.
Conigli. Luci e sgabelli: quando basta una zampetta

Una zampa di coniglio è ritenuta benaugurante in più di una tradizione. Un amuleto da tenere sempre con sé. Perché, allora, non tenerne uno intero in casa? Sono vari i marchi che si ispirano all’animale per le loro creazioni. Werns propone una serie di lampade a tema. Hiding Rabbit è da tavolo, a led: il “paralume” qui diventa una sorta di travestimento. Del coniglio si vedono solo le zampe e le orecchie, come se si stesse nascondendo. La lampada è disponibile in più colori, oro incluso. Il brand pensa a una lampada da parete ad hoc: Hasi, in resina rivestita di finitura dorata, fa “sbucare” un muso di coniglio dal muro, ponendosi così a metà, tra l’oggetto e l’opera, tra funzionalità e decoro. A figura intera, il coniglio Meister Lampe, lampada da tavolo scultorea. È concepito come una lampada ma ci sono anche fermaporte e sedute, perfino in versione mini, il coniglio stilizzato firmato Qeeboo. La silhouette richiama le linee di un disegno da bambini. Così anche i colori. La seduta però è comoda, anche per stare alla scrivania.
Un modo per rendere più leggero, con un sorriso, il tempo trascorso al pc a lavorare. I conigli pop possono “popolare” gli ambienti, animando casa. Alessi presenta Magic Bunny, portastuzzicadenti in resina termoplastica, verde. La forma è quella di un coniglio che fa capolino dal cappello a cilindro di un prestigiatore. Ideale pendant è Bunny & Carrot, portarotolo da cucina, in cui a fare da sostegno è la carota. Accanto un cucciolo dalle orecchie lunghe. Qualsiasi pranzo si veste di nuovo con un tocco da fumetto. E pure cucinare diventa meno pesante.
Cornetti. Se il talismano si riveste di nuovi colori
Il “cornetto” portafortuna oggi entra anche come oggetto d’arredo in casa e spesso in dimensione XL. Dipende dall’uso, ovviamente. Ma – è inutile negarlo – forse, almeno in parte, anche dalla scaramanzia. Paola Rolando lo propone in più creazioni, anche come bomboniere, in ceramica rigorosamente Made in Italy smaltata come vaso per piantine grasse. Il cornetto è proposto da solo o a comporre un set da quattro su quadro per dare un tocco pop a qualsiasi ambiente. Cosmos, che ha il suo cuore a Napoli a San Gregorio Armeno, ne presenta più versioni. La novità 2025 è quello nero che rimanda all’oscurità, all’ignoto, anche ai non detti. «Un amuleto elegante, enigmatico e potentissimo: il più forte della scaramanzia napoletana», spiegano i creatori. A convincere anche i più tradizionalisti, la spiegazione: «Il corno nero assorbe e respinge una sfera di negatività ampia e sottile: pensieri cattivi, intenzioni nascoste, energie oscure e non dichiarate». Il corno – in vari colori, dimensioni e fantasie – viene proposto da tavolo o da appendere come oggetto decorativo, ripensato come icona, con i rimandi a San Gennaro, o perfino come calamita e nella versione per innamorati. Bottega Capuano firma anche una speciale versione a base quadrata, «perfetto da esporre su scrivanie, mensole o angoli speciali della casa». In questo modo, l’attira-fortuna sarebbe ancora più solido e il suo effetto ancora più forte. Avere un corno non basta, è necessario sapere come “attivarlo”. Prima di tutto, non si può acquistare da soli, deve essere sempre regalato. Prima di portarlo in casa, bisogna toccare con la sua punta la porta. Poi va collocato all’ingresso, in modo da evitare che la sfortuna possa entrare. Tradizione napoletana vuole che sia sempre fatto a mano. Quello più potente sarebbe rosso, secondo la tradizione, ma moda e tendenze raccontano altre storie.
Maiale. Il simbolo di prosperità si fa comfort

imbolo di prosperità, scelto a volte come amuleto o immagine monetaria nell’antica Roma, in Inghilterra ha le proprie sembianze ai primi salvadanai a forma di animale fin dalla seconda metà del XVIII secolo». scrive Michel Pastoureau a proposito del maiale, anche come emblema, cui anni fa dedicò il saggio Il maiale. Storia di un cugino poco amato. La tradizione del maialino portafortuna è radicata soprattutto in Germania ma, nel tempo, si è diffusa anche altrove. E ha sollecitato la fantasia di più designer. Moooi presenta Pig Table, “il tavolo che si crede un maiale”. Lungo poco meno di 170 centimetri, è composto dalla forma scultorea di un maiale su cui è poggiato un vassoio che è il vero piano di appoggio. Il colore? Total black a rendere l’effetto più sofisticato. Beliani pensa (anche) ai piccoli con il pouf Piggy, dalla silhouette minimal ma in stile fumetto. Svariati i possibili usi: come comodino accanto al letto, come poggiapiedi per gli adulti, come sgabello per i bambini e come tavolo basso. Ai più piccoli pensa anche White Rabbit con una lampada a forma di porcellino sdraiato, studiata per portare una luce morbida nelle stanze dei bimbi, giorno e notte. Chi ha paura del buio troverà nella lampada un compagno fedele per la notte. E se è vero che è nata pensando ai giovanissimi, lo è anche che la lampada può trovare spazio in qualsiasi stanza, per portare un tocco giocoso. Si può dire lo stesso per Tri, lampada da tavolo della linea Light Tales di MyYour: la forma è quella di una casetta dalle linee semplici, basta accenderla però per vedere il suo “cuore” e la sua sorpresa. La luce, infatti, disegna le ombre dei tre porcellini, come se stessero all’interno ad attendere l’arrivo del lupo per cacciarlo via. Un’ottima rassicurazione per i più piccoli e per gli adulti un’ottima soluzione per ravvivare anche l’ambiente più “classico”.
Monete. Testa o croce. Le forme rotonde che portano bene

La moneta porta con sé l’idea di ricchezza, abbondanza, benessere. Non è difficile, dunque, capire perché, fin dall’antichità, sia considerata un portafortuna. La tradizione ha fatto il resto, trasformando un rito in consuetudine. Un portafoglio non si regala mai senza una moneta dentro, per auspicare l’arrivo di grandi ricchezze. Monete di cioccolata si mettono nella calza della Befana. La sorte si gioca spesso a testa o croce. Pignatte piene di monete d’oro si possono trovare, secondo più leggende, ai piedi dell’arcobaleno. E così via, passando dal Messico al Giappone, nel giro di qualche tintinnante monetina. Non stupisce che la moneta sia entrata anche come musa in casa. Coin, disegnato da Dmitry Kozinenko per Roche Bobois, è una famiglia di tavolini dalla forma arrotondata e volutamente inclinata, a richiamare il movimento di una moneta che gira. Dunque, proprio l’attimo, in cui si attende il responso: testa o croce, sì o no, vittoria o sconfitta? La struttura in lamiera laccata opaca è rivestita esternamente in tessuto o pelle. Disponibili in più dimensioni i tavoli possono essere anche affiancati a creare una composizione idealmente aurea. Chi non si accontenta, non resisterà allo sgabello Dollar di Kare Design, che richiama le forze di un mucchio di banconote. Dalla moneta alla carta, in caso, il passo è breve e si fa messaggio di buon auspicio o comunque di ricche ambizioni.
Quadrifoglio. Tra prati e templi tutto quello che aiuta il destino

Il quadrifoglio è il portafortuna per eccellenza. Per tradizioni – al plurale delle molte culture che lo riconoscono tale – per colore, con rimando alla speranza, e, di certo, per rarità. La probabilità di trovare un quadrifoglio è circa uno su 10mila trifogli. Largo allora al quadrifoglio creato ad arte. Driade propone Clover, design di Ron Arad, poltroncina a forma di quadrifoglio, disponibile in verde ma anche in altre nuance che porta un poco di fortuna all’interno di casa ma anche all’esterno. Seletti gioca con la fortuna, moltiplicando le sue forme, a partire dal quadrifoglio, con Lucky Temple, design Antar Elena Borghi. «Catalizzatore di fortuna», come viene presentato, riunisce i simboli di più tradizioni, dal cornetto napoletano al Maneki Neko, gatto tipico giapponese, dalla moneta alla figura del dio indiano Ganesha. E molto ancora. «La fortuna arriva a chi è pronto ad accoglierla», è il messaggio. Porte aperte, quindi, sulla buona sorte con questo altarino di amuleti e talismani. Lo stesso brand gioca con le linee della lanterna cinese, considerata benaugurante, specie a Capodanno. La serie delle Hybrid Lamps, nata da Ctrlzak Art & Design Studio, mette insieme gli stili di Oriente e Occidente, invitando a incontro e dialogo. Tra gli emblemi della fortuna, anche gnomi e folletti, che sarebbero capaci di esaudire desideri. È una vera icona, ormai, di Kartell lo gnomo Attila, piano di appoggio e sgabello. Così anche il suo “compagno” Napoleon. A firmarli è Philippe Starck. Disponibili in più colori, sono proposti anche nella versione dorata, a richiamare l’idea della ricchezza. Fortuna chiama fortuna. E, in questo caso, la invita a casa.
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