Dimentichiamoci per un attimo i soliti discorsi complicati sulle aliquote Irpef. La vera novità della prossima Legge di Bilancio sta nel modo in cui il fisco guarderà ad alcuni pezzi specifici del nostro stipendio. L’idea di fondo è semplice: tassare meno chi si impegna di più, chi lavora quando gli altri riposano e chi finalmente vede un aumento grazie ai nuovi contratti. In pratica, il governo ha deciso di “alleggerire” la mano su quelle voci che spesso venivano mangiate dalle tasse prima ancora di arrivare sul conto corrente. Straordinari e festivi Una delle mosse più attese riguarda chi fa i turni di notte o lavora durante le domeniche e i festivi. Per queste persone, la tassazione sulle indennità scende a un fisso del 15%. Come riporta anche La Repubblica, questo sconto fiscale è pensato per dare una mano a chi ha un reddito fino a 40.000 euro, permettendo di proteggere fino a 1.500 euro di maggiorazioni l’anno. È un modo per dare un valore reale al sacrificio di chi lavora mentre il resto del Paese è in pausa.   Premi di produzione Se hai la fortuna di ricevere un premio di produzione, le notizie sono ottime. Quella tassa che prima era al 5%, ora crolla all’1%. Di fatto, il premio diventa quasi totalmente netto. Non solo: il limite massimo su cui si può applicare questa mini-tassa sale a 5.000 euro (prima erano 3.000). Se guadagni meno di 80.000 euro l’anno, quasi tutto quello che l’azienda ti dà come bonus finirà direttamente nelle tue tasche, senza passare per le mani del fisco.   Rinnovi e pubblico C’è poi un aiuto concreto per chi ha appena firmato il rinnovo del contratto nel settore privato: gli aumenti ottenuti verranno tassati solo al 5%, così da non essere vanificati dall’inflazione. Anche per i dipendenti pubblici (esclusi i capi) c’è una novità simile: sulla parte variabile dello stipendio, quella che tecnicamente si chiama “trattamento accessorio”, si pagherà un’imposta fissa del 15%. È un piccolo paracadute per chi sta sotto i 50.000 euro di reddito e vuole vedere qualche euro in più a fine mese.   Una strategia In conclusione, il fisco nel 2026 proverà a essere meno aggressivo non solo sul totale dello stipendio, ma soprattutto su quegli “extra” che rendono il lavoro più pesante o più produttivo. Che si tratti di un premio aziendale, di una notte passata in ufficio o di un aumento sudato al tavolo delle trattative, l’obiettivo dichiarato è far sì che il lordo e il netto non siano più due mondi così lontani tra loro.