Dalla quattrodicesima all’integrazione al minimo, dall’invalidità all’assegno sociale: per evitare la sospensione – se non addirittura la revoca – di queste e di tutte le altre prestazioni collegate al reddito, i pensionati che ne sono titolari sono tenuti a trasmettere all’Inps la propria dichiarazione reddituale.
Pensioni, obbligo di invio della dichiarazione dei redditi
E c’è anche un entro il termine perentorio da rispettare: come comunicato dall’ente previdenziale con il messaggio del 29 dicembre 2025, n. 3956, è il 28 febbraio 2026.
L’adempimento, spiega l’Inps, riguarda i redditi relativi all’anno 2023 e può essere effettuato anche comodamente da casa, in autonomia oppure con l’aiuto di familiari o persone di fiducia, utilizzando il servizio RED Precompilato, disponibile online nell’area riservata MyINPS.
Attraverso il servizi, il pensionato può verificare i dati reddituali già comunicati negli anni precedenti, confermarli oppure rettificarli e integrarli, con il supporto di un assistente virtuale che fornisce indicazioni utili durante la compilazione. Questo consente di semplificare l’adempimento e ridurre il rischio di errori o omissioni che potrebbero incidere sulle prestazioni collegate al reddito.
Cosa si rischia
In caso di mancata comunicazione della dichiarazioni nei tempi e nelle modalità stabilite, recita la normativa «si procede alla sospensione delle prestazioni collegate al reddito nel corso dell’anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Qualora entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni collegate al reddito ed al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Nel caso in cui la comunicazione dei redditi sia presentata entro il suddetto termine di 60 giorni, gli enti procedono al ripristino della prestazione sospesa dal mese successivo alla comunicazione, previo accertamento del relativo diritto anche per l’anno in corso».
Chi deve rispettare l’obbligo
L’obbligo di dichiarazione riguarda diverse categorie di beneficiari, in presenza di specifiche condizioni.
Devono presentare la dichiarazione all’Inps, innanzitutto, i pensionati che negli anni precedenti a quello oggetto di verifica non hanno percepito redditi diversi dalla pensione (propri e, se previsto, dei familiari), qualora la loro situazione reddituale sia cambiata rispetto a quanto dichiarato l’anno precedente.
L’obbligo riguarda anche i titolari di prestazioni legate al reddito che non comunicano all’Amministrazione finanziaria tutti i redditi rilevanti ai fini delle prestazioni, perché non soggetti a dichiarazione fiscale tramite modello 730 o REDDITI Persone Fisiche.
Rientrano in questa categoria, ad esempio, i redditi da lavoro dipendente svolto all’estero, gli interessi bancari e postali, quelli derivanti da BOT, CCT e altri titoli di Stato, nonché i proventi da quote di investimento assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva dell’IRPEF.
Sono inoltre tenuti alla dichiarazione coloro che risultano esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, ma possiedono redditi ulteriori rispetto alla pensione. È il caso, ad esempio, dei titolari di Assegno al Nucleo Familiare (ANF) che percepiscono un reddito da pensione e un reddito derivante dall’abitazione principale.
L’adempimento riguarda anche i beneficiari di prestazioni collegate al reddito che percepiscono particolari tipologie di redditi rilevanti, dichiarati in modo diverso ai fini fiscali. Tra questi figurano i redditi da collaborazione coordinata e continuativa o assimilati e quelli da lavoro autonomo, anche occasionale.
Il quadro normativo di riferimento è definito dalla circolare INPS del 30 novembre 2015, n. 195, che individua i soggetti obbligati alla dichiarazione reddituale e chiarisce i casi in cui devono essere considerati, oltre ai redditi del titolare della prestazione, anche quelli del coniuge o dei familiari. Ulteriori dettagli, comprese le tipologie di reddito rilevanti per ciascuna prestazione, sono contenuti nell’allegato al messaggio INPS n. 4023 del 5 ottobre 2016.
Come funziona
La dichiarazione reddituale rilevante ai fini delle prestazioni collegate al reddito già in godimento può essere trasmessa direttamente all’INPS attraverso il servizio online “RED Precompilato”, accessibile con le proprie credenziali personali.
In alternativa, i cittadini possono avvalersi dell’assistenza di:
- CAF e altri soggetti abilitati all’assistenza fiscale convenzionati con l’INPS;
- strutture territoriali dell’Istituto.
Il servizio “RED Precompilato” consente, previo consenso dell’interessato, di visualizzare una dichiarazione già compilata con i dati reddituali in possesso dell’INPS. Il titolare della prestazione può verificare le informazioni inserite, confermarle oppure modificarle, integrarle o correggerle, prima di procedere all’invio telematico della dichiarazione della situazione reddituale (RED).
A supporto della compilazione, la piattaforma mette a disposizione una finestra di conversazione con un Assistente Virtuale, un chatbot basato su tecnologie di intelligenza artificiale, in grado di fornire chiarimenti sulle modalità di compilazione e sui criteri di inserimento dei dati reddituali. Un aiuto pensato per rendere la procedura più semplice, guidata e accessibile agli utenti.
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