Un sorriso in mezzo al dramma, le Festività di Natalina: “Ho perso mio marito e sono sola, ora c

Un sorriso in mezzo al dramma, le Festività di Natalina: “Ho perso mio marito e sono sola, ora conto sull’amore dei cosentini”

Natalina Magnone mostra lo sguardo triste di chi ha uno squarcio nel cuore che non può essere lenito neanche dall’atmosfera natalizia. Anzi, il silenzio dell’assenza rimbomba ancora più forte in certi periodi. Mentre tutti gli altri festeggiano e brindano alla fine del nuovo anno c’è chi non ha né forza né motivo per celebrare il Natale. Sì, perché la 56enne cosentina poco più di due mesi fa, il 19 ottobre, ha perso la sua metà in tragiche circostanze. Suo marito Maurizio Magnone, coetaneo e compagno di una vita, è deceduto in un bagno del Pronto soccorso. Una vicenda che la donna ha denunciato alle Autorità competenti. Toccherà a loro stabilire cosa è accaduto, in attesa di conoscere l’esito dell’esame autoptico. «Il mio appello va al presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Non cerco colpevoli o vendette ma voglio che venga fatta giustizia, voglio capire cosa è accaduto a mio marito, ma soprattutto voglio che la Sanità in Calabria possa essere sempre all’altezza della situazione. Io ho perso tutta la mia vita, con mio marito condividevo ogni istante. Vivevamo grazie ai suoi lavoretti, oggi sono sola con mio fratello e non so come tirare a campare».

Una seconda vita

In attesa di conoscere la verità sulla morte di Maurizio, c’è il presente da gestire e un futuro da costruire. Da sola (o quasi) Natalina non ce la può fare e il suo appello lanciato sui social ha già raccolto migliaia di visualizzazioni e qualcuno è già entro in contatto con la 56enne cosentina per porgerle una mano, ma ancora non basta. Anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, è intervenuto invitandola a Palazzo dei Bruzi, promettendole di non volerla lasciare sola. «Lo ringrazio e spero che possa dar seguito alla parole he ha detto», spera la signora, «perché al momento non ho grandi supporti e mi arrangio come posso. Voglio ripartire: non sarà più la vita di prima perché avverto la grande mancanza di mio marito, ma devo farcela. Era un uomo buono, umile e molto gentile».

Il cuore grande dei cosentini

Dopo il messaggio social e l’invito di Caruso a Palazzo dei Bruzi qualcosa si è mosso. Alcune associazioni del territorio – a cominciare dalla Caritas locale – stanno cercando di dare una mano a Natalina ma servirebbe qualcosa di più stabile per consentire alla donna di poter vivere senza patemi. «Spero qualcuno possa ascoltare il mio invito: ho bisogno di guadagnarmi da vivere. L’unica piccola fonte di sostentamento mi arriva dal contributo di una signora: porto a passeggio il suo cagnolino. Ringrazio tutti quei cosentini che si sono mossi, so che hanno un cuore grande e lo dimostra il fatto che mi abbiano sommerso d’affetto».

L’ultimo scorcio di 2025 è tristissimo per Natalina Magnone, ma la speranza non è del tutto svanita. Una lucina fioca ma comunque resistente è rappresentata da tutte quelle persone che hanno la volontà di offrire una possibilità a una donna che, a due mesi dal Natale, ha perso la sua unica ragione di vita.

Per chiunque volesse contattare la signora Natalina Magnone può rivolgersi alla redazione web di Gazzetta del Sud ([email protected]).

 

 

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Un sorriso in mezzo al dramma, le Festività di Natalina: “Ho perso mio marito e sono sola, ora conto sull’amore dei cosentini”

Natalina Magnone mostra lo sguardo triste di chi ha uno squarcio nel cuore che non può essere lenito neanche dall’atmosfera natalizia. Anzi, il silenzio dell’assenza rimbomba ancora più forte in certi periodi. Mentre tutti gli altri festeggiano e brindano alla fine del nuovo anno c’è chi non ha né forza né motivo per celebrare il Natale. Sì, perché la 56enne cosentina poco più di due mesi fa, il 19 ottobre, ha perso la sua metà in tragiche circostanze. Suo marito Maurizio Magnone, coetaneo e compagno di una vita, è deceduto in un bagno del Pronto soccorso. Una vicenda che la donna ha denunciato alle Autorità competenti. Toccherà a loro stabilire cosa è accaduto, in attesa di conoscere l’esito dell’esame autoptico. «Il mio appello va al presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Non cerco colpevoli o vendette ma voglio che venga fatta giustizia, voglio capire cosa è accaduto a mio marito, ma soprattutto voglio che la Sanità in Calabria possa essere sempre all’altezza della situazione. Io ho perso tutta la mia vita, con mio marito condividevo ogni istante. Vivevamo grazie ai suoi lavoretti, oggi sono sola con mio fratello e non so come tirare a campare».

Una seconda vita

In attesa di conoscere la verità sulla morte di Maurizio, c’è il presente da gestire e un futuro da costruire. Da sola (o quasi) Natalina non ce la può fare e il suo appello lanciato sui social ha già raccolto migliaia di visualizzazioni e qualcuno è già entro in contatto con la 56enne cosentina per porgerle una mano, ma ancora non basta. Anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, è intervenuto invitandola a Palazzo dei Bruzi, promettendole di non volerla lasciare sola. «Lo ringrazio e spero che possa dar seguito alla parole he ha detto», spera la signora, «perché al momento non ho grandi supporti e mi arrangio come posso. Voglio ripartire: non sarà più la vita di prima perché avverto la grande mancanza di mio marito, ma devo farcela. Era un uomo buono, umile e molto gentile».

Il cuore grande dei cosentini

Dopo il messaggio social e l’invito di Caruso a Palazzo dei Bruzi qualcosa si è mosso. Alcune associazioni del territorio – a cominciare dalla Caritas locale – stanno cercando di dare una mano a Natalina ma servirebbe qualcosa di più stabile per consentire alla donna di poter vivere senza patemi. «Spero qualcuno possa ascoltare il mio invito: ho bisogno di guadagnarmi da vivere. L’unica piccola fonte di sostentamento mi arriva dal contributo di una signora: porto a passeggio il suo cagnolino. Ringrazio tutti quei cosentini che si sono mossi, so che hanno un cuore grande e lo dimostra il fatto che mi abbiano sommerso d’affetto».

L’ultimo scorcio di 2025 è tristissimo per Natalina Magnone, ma la speranza non è del tutto svanita. Una lucina fioca ma comunque resistente è rappresentata da tutte quelle persone che hanno la volontà di offrire una possibilità a una donna che, a due mesi dal Natale, ha perso la sua unica ragione di vita.

Per chiunque volesse contattare la signora Natalina Magnone può rivolgersi alla redazione web di Gazzetta del Sud ([email protected]).

 

 

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