Solidarietà a Messina: il pranzo di Sant’Egidio unisce la città nel segno dell’inclusione
Al santuario di S. Francesco il tradizionale appuntamento del 25 dicembre è stato un vortice di emozioni: 600 i commensali, tra volontari e amici ospiti
Non è gioia vera senza condivisione soprattutto nei giorni di festa, quando l’atmosfera amplifica la solitudine e il disagio. Basta poco a trasformare una grande chiesa nel più bello dei saloni per il giorno di Natale. E’ il prodigio di S. Egidio e dei tanti cuori generosi che a Messina battono all’unisono. Al santuario di S. Francesco il tradizionale pranzo del 25 è stato un vortice di emozioni: 600 i commensali, tra volontari e amici ospiti, tavole imbandite, la musica dello zampognaro e tanti doni per tutti.
A condividere la gioia oltre al vescovo ausiliare Cesare Di Pietro, il sindaco Basile con l’assessora Calafiore, l’imam Mohamed Sadek, vicepresidente del centro culturale islamico e la rettrice Giovanna Spatari, visibilmente commossa. “Aggiungi un posto a tavola” il motto scelto quest’anno, che ha coinvolto anche gli studenti dei corsi internazionali Unime e quelli della scuola d’italiano curata da S. Egidio. Un’icona di bellezza e di speranza, di accoglienza e di inclusione al termine dell’Anno santo: lo ha ricordato il responsabile della comunità messinese di S. Egidio Andrea Nucita, ringraziando quanti hanno ancora una volta reso possibile tutto questo, prime fra tutte le aziende sanitarie locali promotrici di una raccolta devoluta per il pranzo di Natale.
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Rassegna stampa 28-01-2026 edizioni Calabria
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«Da Reggio a Roma in 4 ore e mezza», Falcomatà: non è la vera Alta Velocità

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