Reggio Calabria, si perpetua a Mosorrofa l’antica tradizione dei presepi

Reggio Calabria, si perpetua a Mosorrofa l’antica tradizione dei presepi

Anche quest’anno, pur se in tono minore, l’antica tradizione dei presepi a Mosorrofa, frazione di Reggio Calabria, si è perpetuata.

Le vecchie consuetudini

I ricordi tornano a quando in ogni rione c’era un presepe pubblico nato dalla collaborazione degli abitanti del luogo. Quando quasi in ogni casa c’era un presepe e i ragazzi facevano il giro per ammirarli tutti. Quando tutte le viuzze e gli angoli più bui brillavano di luminarie, ogni stipite di porta era uno spettacolo e si respirava un’aria di festa e di gioia che entrava nel cuore. Gli zampognari per tutto il periodo di avvento e natalizio giravano per le vie del paese spargendo nell’aria le loro liete armonie. La banda musicale ogni mattina o sera per tutta la novena girava ogni viuzza del paese intonando canti natalizi. Nella vigilia dell’Immacolata, del Natale e del Capodanno l’odore delle crespelle era il profumo che impreziosiva il già toccante spettacolo e il degustarle era una delizia unica. Tutti i giorni, prima dell’alba, alle 5 si udiva il suono delle campane che richiamava i fedeli a partecipare alla novena, e sia dalle campagne come da ogni rione la quasi totalità dei fedeli si riversava in chiesa. Per tutto il periodo di vacanza dalla scuola i ragazzi si radunavano in ogni angolo per giocare al “castedhu” o a “fossitta” con le noccioline. I giovani e gli anziani si radunavano attorno al braciere a giocare a “stoppa” o a tombola. La gioia, la felicità, l’armonia regnava sovrana e rendeva palese la virtù contadina collaborativa di un borgo che sembrava uscito dalle favole.

I cambiamenti

Oggi tanto è cambiato, per questo Pasquale Andidero, presidente del Comitato di quartiere, saluta con favore e riconoscenza, chi ancora si ostina a perpetuare le tradizioni. Si sente ancora, anche se più raro, l’odore delle crespelle. Le luminarie illuminano solo qualche angolo del paese. Al richiamo delle campane rispondono sempre meno fedeli. I presepi, anche se pochi, ripropongono ancora il mistero umile della nascita di Gesù e invitano a riflettere sul tempo che passa. Quest’anno sono quattro i presepi pubblici ma già circolano voci che vorrebbero per il Natale 2026 riproporre un presepe per ogni rione. Da menzionare via Strapunti, il centro storico del paese, anche quest’anno, pieno di luminarie lungo tutta la via che porta al presepe. Visto da lontano, Strapunti, sembra esso stesso un presepe. La nostalgia assale ma l’invito che reciprocamente ci si scambia per strada e di fermarsi ad ammirare il presente con l’augurio di poter ricreare presto nel borgo Mosorrofa l’area di favola che tanto bene portava al cuore della gente.

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Reggio Calabria, si perpetua a Mosorrofa l’antica tradizione dei presepi

Anche quest’anno, pur se in tono minore, l’antica tradizione dei presepi a Mosorrofa, frazione di Reggio Calabria, si è perpetuata.

Le vecchie consuetudini

I ricordi tornano a quando in ogni rione c’era un presepe pubblico nato dalla collaborazione degli abitanti del luogo. Quando quasi in ogni casa c’era un presepe e i ragazzi facevano il giro per ammirarli tutti. Quando tutte le viuzze e gli angoli più bui brillavano di luminarie, ogni stipite di porta era uno spettacolo e si respirava un’aria di festa e di gioia che entrava nel cuore. Gli zampognari per tutto il periodo di avvento e natalizio giravano per le vie del paese spargendo nell’aria le loro liete armonie. La banda musicale ogni mattina o sera per tutta la novena girava ogni viuzza del paese intonando canti natalizi. Nella vigilia dell’Immacolata, del Natale e del Capodanno l’odore delle crespelle era il profumo che impreziosiva il già toccante spettacolo e il degustarle era una delizia unica. Tutti i giorni, prima dell’alba, alle 5 si udiva il suono delle campane che richiamava i fedeli a partecipare alla novena, e sia dalle campagne come da ogni rione la quasi totalità dei fedeli si riversava in chiesa. Per tutto il periodo di vacanza dalla scuola i ragazzi si radunavano in ogni angolo per giocare al “castedhu” o a “fossitta” con le noccioline. I giovani e gli anziani si radunavano attorno al braciere a giocare a “stoppa” o a tombola. La gioia, la felicità, l’armonia regnava sovrana e rendeva palese la virtù contadina collaborativa di un borgo che sembrava uscito dalle favole.

I cambiamenti

Oggi tanto è cambiato, per questo Pasquale Andidero, presidente del Comitato di quartiere, saluta con favore e riconoscenza, chi ancora si ostina a perpetuare le tradizioni. Si sente ancora, anche se più raro, l’odore delle crespelle. Le luminarie illuminano solo qualche angolo del paese. Al richiamo delle campane rispondono sempre meno fedeli. I presepi, anche se pochi, ripropongono ancora il mistero umile della nascita di Gesù e invitano a riflettere sul tempo che passa. Quest’anno sono quattro i presepi pubblici ma già circolano voci che vorrebbero per il Natale 2026 riproporre un presepe per ogni rione. Da menzionare via Strapunti, il centro storico del paese, anche quest’anno, pieno di luminarie lungo tutta la via che porta al presepe. Visto da lontano, Strapunti, sembra esso stesso un presepe. La nostalgia assale ma l’invito che reciprocamente ci si scambia per strada e di fermarsi ad ammirare il presente con l’augurio di poter ricreare presto nel borgo Mosorrofa l’area di favola che tanto bene portava al cuore della gente.

Source URL: https://reggio.gazzettadelsud.it/articoli/societa/2025/12/26/reggio-calabria-si-perpetua-a-mosorrofa-lantica-tradizione-dei-presepi-bc4f775e-1b3a-479b-b6af-fbdec7ed7b1b/


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