Capodanno, il ricco cenone dei calabresi tra riti e tradizioni: dal baccalà, alla pasta con lo stocco,

Capodanno, il ricco cenone dei calabresi tra riti e tradizioni: dal baccalà, alla pasta con lo stocco, fino alla pitta ‘mpigliata

Il cenone di fine anno è un appuntamento quasi simbolico per la Calabria, caratterizzato da una ricca abbondanza di pietanze e da piatti che fanno ormai parte della tradizione, incrociandosi anche con usanze provenienti da fuori regione. Simboli principali dell’augurio di un nuovo anno prospero sono la lenticchia e la carne di maiale, da sempre considerati piatti ben auguranti. In cima ai gusti dei calabresi per la notte di San Silvestro resta, però, il pesce cucinato in diversi modi e con diverse soluzioni.

Dal tipico pesce azzurro a chilometro zero alle più sofisticate e costose prelibatezze. Altro attore principale del menù calabrese è il dolce, considerato un vero e proprio «cult» della cena di fine anno. In questo caso le tradizioni cambiano da zona in zona, ma immancabili sono la pitta ‘mpigliata (o pittanchiusa) e i dolci a base di miele come i «turdilli». Tutti cibi ipercalorici per una notte in cui il buon vino calabrese accompagnerà ogni singola pietanza. E se il menù rappresenta un obbligo di qualità, molte sono anche le tradizioni e le abitudini tramandate da decenni, come l’usanza benaugurante di indossare un capo di abbigliamento nuovo per la notte più lunga dell’anno oppure gettare via qualcosa di vecchio per simboleggiare la fine e il nuovo inizio. I riti e le tradizioni, dunque, si confermano di anno in anno a conferma del fatto che alle abitudini tramandate non si rinuncia nemmeno col passare del tempo.

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Capodanno, il ricco cenone dei calabresi tra riti e tradizioni: dal baccalà, alla pasta con lo stocco, fino alla pitta ‘mpigliata

Il cenone di fine anno è un appuntamento quasi simbolico per la Calabria, caratterizzato da una ricca abbondanza di pietanze e da piatti che fanno ormai parte della tradizione, incrociandosi anche con usanze provenienti da fuori regione. Simboli principali dell’augurio di un nuovo anno prospero sono la lenticchia e la carne di maiale, da sempre considerati piatti ben auguranti. In cima ai gusti dei calabresi per la notte di San Silvestro resta, però, il pesce cucinato in diversi modi e con diverse soluzioni.

Dal tipico pesce azzurro a chilometro zero alle più sofisticate e costose prelibatezze. Altro attore principale del menù calabrese è il dolce, considerato un vero e proprio «cult» della cena di fine anno. In questo caso le tradizioni cambiano da zona in zona, ma immancabili sono la pitta ‘mpigliata (o pittanchiusa) e i dolci a base di miele come i «turdilli». Tutti cibi ipercalorici per una notte in cui il buon vino calabrese accompagnerà ogni singola pietanza. E se il menù rappresenta un obbligo di qualità, molte sono anche le tradizioni e le abitudini tramandate da decenni, come l’usanza benaugurante di indossare un capo di abbigliamento nuovo per la notte più lunga dell’anno oppure gettare via qualcosa di vecchio per simboleggiare la fine e il nuovo inizio. I riti e le tradizioni, dunque, si confermano di anno in anno a conferma del fatto che alle abitudini tramandate non si rinuncia nemmeno col passare del tempo.

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