«In Iran tra l’8 e il 9 gennaio uccise 30mila persone. Finiti i sacchi per i corpi»: il bilancio dell’orrore del Time

Un massacro di proporzioni inimmaginabili. Secondo un’inchiesta pubblicata dalla rivista americana Time, il numero delle vittime durante le proteste dell’8 e 9 gennaio scorso potrebbe aver raggiunto la cifra spaventosa di oltre 30.000 morti in appena due giorni. L’indagine del settimanale si basa sulle rivelazioni di due alti funzionari del Ministero della Salute di Tehran, rimasti anonimi per ragioni di sicurezza. Secondo quanto riferito, la stima interna di 30.304 decessi smentirebbe clamorosamente il bilancio ufficiale di 3.117 morti diffuso dal governo lo scorso 21 gennaio.

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A supporto di queste cifre drammatiche ci sarebbe un conteggio occulto effettuato dai medici e dalle squadre di emergenza negli ospedali civili.

Amir Parasta, chirurgo oculista tedesco-iraniano che ha analizzato i dati, ha confermato che il bilancio documentato venerdì 9 gennaio ammontava a poco più di 30.000 vittime. Una cifra che, per difetto, non include i decessi avvenuti negli ospedali militari o nelle zone più isolate del Paese non raggiunte dalle indagini mediche.

Camion al posto delle ambulanze

Il racconto dei funzionari del ministero offre dettagli macabri sulla ferocia della repressione tra l’8 e il 9 gennaio. Il numero di cadaveri sarebbe stato così elevato da esaurire completamente le scorte di sacchi per i corpi. Le autorità, impossibilitate a gestire il flusso con i mezzi ordinari, avrebbero smesso di usare le ambulanze per ricorrere a enormi autoarticolati a diciotto ruote carichi di salme.

I testimoni

Secondo quanto ricostruito da Time nel corso delle ultime settimane, i testimoni riferiscono che milioni di persone erano in strada quando le autorità hanno bloccato Internet e tutte le altre comunicazioni con il mondo esterno. I testimoni oculari e filmati girati con i cellulari, mostrano cecchini appostati sui tetti e camion muniti di mitragliatrici pesanti che hanno aperto il fuoco. Venerdì 9 gennaio, un funzionario dei Pasdaran aveva avvertito sulla tv di Stato chiunque si fosse avventurato in strada che «se un proiettile vi colpisce, non lamentatevi». Le giornate di protesta dell’8 e del 9 hanno visto una impennata delle manifestazioni, anche a seguito della presa di posizione del presidente Usa Donald Trump, che nei giorni precedenti aveva minacciato il regime iraniano di intervenire militarmente se avesse continuato nella repressione. Time paragona la mattanza in Iran a quella compiuta dai nazisti alla periferia di Kiev, il 29 e 30 settembre 1941, quando trucidarono 33.000 ebrei ucraini a Babyn Yar. 

Source URL: http://corriereadriatico.it/attualita/iran_morti_proteste_time_dramma_bilancio_disperazione_25_gennaio_oggi-9319075.html


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