Dalla Russia all’Ucraina fino alle potenze asiatiche senza dimenticare gli Stati Uniti. Nel mondo stanno soffiando venti di guerra e sempre più Paesi stanno decidendo di aumentare le risorse destinate alla difesa e al potenziamento dei rispettivi eserciti. Torna drammaticamente d’attualità la tendenza di aggiornare la classifica degli eserciti più potenti del mondo con la classifica che è comandata da chi ha un conflitto attualmente in atto. Secondo un report diffuso alla fine del 2025, l’Italia sarebbe la decima potenza mondiale.
Russia e Ucraina
Il conflitto in Ucraina ha trasformato l’esercito russo in una forza che opera quotidianamente in una guerra convenzionale su larga scala, un unicum nel XXI secolo. Mosca ha riconvertito gran parte della propria economia allo sforzo bellico, arrivando a destinare oltre il 7% del PIL alla difesa. Milioni di uomini sono passati dal fronte e l’esperienza maturata, pagata a caro prezzo, viene già analizzata dalle forze armate di tutto il mondo. Questa “palestra di guerra reale” colloca la Russia ai vertici assoluti. Oltre alla sua potenza di combattimento convenzionale, il Paese possiede alcuni tipi di veicoli e armi avanzati, come l’artiglieria semovente (veicoli militari in grado di trasportare e sparare armi di artiglieria) e trainata, i lanciarazzi multipli e per la sua flotta di mine. A favorirla anche le riserve nazionali di gas accertate. Si posiziona all’ultimo posto invece per la forza della sua flotta di portaelicotteri.
L’Ucraina condivide il primo posto con la Russia per un motivo chiave: è l’altro esercito che sta combattendo una guerra convenzionale moderna e prolungata. Kiev ha spinto la spesa militare fino a livelli senza precedenti (oltre un terzo del PIL) e ha costruito in tempi rapidissimi un apparato militare altamente reattivo, capace di integrare dottrine occidentali, droni e sistemi avanzati. Le competenze acquisite sul campo rappresentano oggi uno standard di riferimento globale.
Stati Uniti
L’esercito statunitense resta una macchina militare imponente: meno di un milione di effettivi, ma supportati da un arsenale tecnologicamente avanzato e dal più grande complesso militare-industriale del pianeta. Tuttavia, l’ultima guerra convenzionale su vasta scala combattuta dagli USA risale al 1991. La superiorità teorica è indiscutibile, ma la mancanza di una “prova del fuoco” recente pesa nel confronto diretto con Russia e Ucraina. Secondo il Global Firepowerel, gli Stati Uniti sono stati l’esercito più potente del 2025, ottenendo un punteggio PowerIndex di 0,0744. Il suo vantaggio è dovuta all’ampia varietà di asset, come sottomarini, aerei, caccia, navi da trasporto, elicotteri d’attacco e petroliere, tra gli altri. È anche al primo posto al mondo per l’accesso ad aeroporti, ferrovie, strade, porti e approdi, e guida anche la classifica per la produzione di petrolio e gas naturale.Tuttavia, la nazione si è classificata ultima al mondo per debito estero, pattugliamenti in mare aperto, fregate e personale paramilitare.
Cina e le due Coree
Con oltre un milione di soldati attivi e mezzo milione di riservisti pronti all’impiego, l’Esercito Popolare di Liberazione è il più grande al mondo per dimensioni. Dal tardo anni ’80 Pechino ha avviato un processo continuo di ammodernamento che l’ha portata a colmare gran parte del divario tecnologico con l’Occidente. Resta però l’incognita dell’efficacia in un conflitto reale, dato che l’ultima guerra su larga scala risale al 1979. Pyongyang ha costruito un apparato militare fortemente orientato alla quantità di fuoco. Già nel 2021 disponeva di uno dei più vasti arsenali di artiglieria al mondo. L’economia è fortemente militarizzata, ma i limiti demografici e tecnologici impediscono una competizione prolungata con le grandi potenze. Seoul ha puntato sulla qualità: carri armati, artiglieria semovente e sistemi d’arma di produzione nazionale la collocano tra le forze più moderne. Come il Nord, però, soffre di vincoli demografici e di una mancanza di esperienza in guerre convenzionali recenti.
Italia
L’esercito italiano, composto interamente da personale volontario, ha un certo vantaggio nel settore del portaerei, gli aerei d’attacco, cacciatorpediniere e flotte di petroliere, e si è classificato molto bene anche per l’accesso ai porti. Il paese membro della NATO è rimasto indietro rispetto agli altri per quanto riguarda la flotta di portaelicotteri e corvette navali, per il debito estero e il consumo di petrolio, carbone e gas naturale.
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