Francesco Loccisano e la Calabria “battente”: dalla Locride al mondo con la chitarra a cinque doppie corde
«Per un artista il senso d’identità e appartenenza è tutto, e abbiamo abbattuto
i pregiudizi: prima il meridionale che la suonava era un tamarro, oggi è un figo»
Ha portato uno strumento tradizionale della musica popolare calabrese – la chitarra battente – sui palcoscenici di tutto il mondo, ottenendo l’istituzione della prima cattedra a ruolo al mondo dedicata a questo strumento, al conservatorio di musica statale “P.I. Tchaikovsky” di Nocera Terinese.
Francesco Loccisano da Marina di Gioiosa (Reggio Calabria) e la sua chitarra battente sono un connubio inscindibile, un’identificazione ormai proverbiale.
Francesco, negli ultimi tre mesi hai tenuto concerti nel padiglione Italia all’Expo 2025 di Osaka, hai pubblicato il tuo nuovo disco “Onde d’urto” e sei appena tornato da Cuba per la settimana della cultura italiana. Non male come fine anno.
«Il 2025 è stato fondamentale. Specie dopo la firma del contratto col conservatorio diretto da Valentina Currenti che consacra definitivamente la chitarra battente nel mondo accademico. Poi, ho compiuto 50 anni e tenuto tanti concerti fuori Italia. A Osaka è stata una grande vittoria. Insieme al mio collega Andrea Piccioni abbiamo suonato al Padiglione Italia davanti a tantissima gente. Cuba è stata un’altra esperienza significativa, articolata in tre tappe principali: il concerto al Museo della Musica, l’incontro con i ragazzi dell’Istituto Superiore d’Arte e un’intervista per una delle più importanti web radio dell’isola. Abbiamo improvvisato anche alcune jam session con musicisti locali. E poi mi piace citare il concerto in Portogallo a Braga e i tanti tenuti in Italia».
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