“Così traduco le emozioni in suono”: il chitarrista messinese Francesco De Grazia si raccont

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“Così traduco le emozioni in suono”: il chitarrista messinese Francesco De Grazia si racconta

Francesco De Grazia e Arielle Krebs

«La musica è il modo più sincero che ho per esprimermi e una compagna che non mi abbandona mai, sia come compositore che come ascoltatore. È il mezzo che mi permette di esprimermi, di comprendermi e di tradurre le emozioni in suono».

Francesco De Grazia, classe 1994, compositore e chitarrista messinese, è una delle voci più sensibili della nuova scena musicale a cavallo tra classica contemporanea e musica per immagini.

Il suo percorso artistico nasce quasi per caso, da un incontro con la chitarra destinato a lasciare un segno profondo: «Il primissimo ricordo – racconta – legato alla mia passione per la chitarra risale a una presentazione dei Canterini Peloritani tra i banchi della scuola elementare: rimasi colpito e incuriosito da uno strumento che fino ad allora avevo avuto poche occasioni di vedere e ascoltare da vicino».

Passò del tempo ma quella curiosità non svanì: «Da quel primo ricordo – continua – sono dovuti passare parecchi anni prima che potessi iniziare a studiare seriamente, riuscendo a procurarmi una chitarra solo a quattordici anni». L’anno successivo entra al Conservatorio “Arcangelo Corelli di Messina”, dando avvio a una formazione solida che lo porterà poi a proseguire gli studi al “Conservatori del Liceu di Barcellona”.

Ed è qui che matura una lunga esperienza come concertista, sia come solista sia in formazioni di musica da camera, prima di avvicinarsi in modo sempre più consapevole alla composizione: «Dopo una prima fase – precisa – dedicata soprattutto all’attività concertistica, ho sentito l’esigenza di approfondire la scrittura musicale e la composizione».

Un passaggio decisivo avviene con l’incontro con la compositrice e chitarrista Arielle Krebs, originaria di Metz, con cui avvia una collaborazione artistica fruttuosa.

Con la compagna di viaggio è nato un dialogo molto naturale, che ha permesso di fare irrompere una scrittura personale, intima e riconoscibile. Insieme pubblicano tre album di musica strumentale per chitarra, raggiungendo milioni di ascolti sulle principali piattaforme di streaming, e collaborano a progetti per altri artisti, documentari, film e brand.

Tra i lavori più recenti figura la colonna sonora del cortometraggio francese Nana, sostenuto dalla Maison du Film e dalla Sacem.

Il brano “Accanto a Me” accompagna la scena finale del film ed è pensato come un duetto d’amore immaginario tra due anziani protagonisti.

Guardando al futuro, De Grazia immagina un’evoluzione del proprio percorso che vada oltre i confini della musica tradizionale. «Il mio sogno nel cassetto – conclude – è esplorare l’arte a 360 gradi, non solo la musica. Mi piacerebbe creare ed esporre installazioni sonore, collaborando con artisti attivi nel campo dell’arte visiva».

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“Così traduco le emozioni in suono”: il chitarrista messinese Francesco De Grazia si racconta

«La musica è il modo più sincero che ho per esprimermi e una compagna che non mi abbandona mai, sia come compositore che come ascoltatore. È il mezzo che mi permette di esprimermi, di comprendermi e di tradurre le emozioni in suono».

Francesco De Grazia, classe 1994, compositore e chitarrista messinese, è una delle voci più sensibili della nuova scena musicale a cavallo tra classica contemporanea e musica per immagini.

Il suo percorso artistico nasce quasi per caso, da un incontro con la chitarra destinato a lasciare un segno profondo: «Il primissimo ricordo – racconta – legato alla mia passione per la chitarra risale a una presentazione dei Canterini Peloritani tra i banchi della scuola elementare: rimasi colpito e incuriosito da uno strumento che fino ad allora avevo avuto poche occasioni di vedere e ascoltare da vicino».

Passò del tempo ma quella curiosità non svanì: «Da quel primo ricordo – continua – sono dovuti passare parecchi anni prima che potessi iniziare a studiare seriamente, riuscendo a procurarmi una chitarra solo a quattordici anni». L’anno successivo entra al Conservatorio “Arcangelo Corelli di Messina”, dando avvio a una formazione solida che lo porterà poi a proseguire gli studi al “Conservatori del Liceu di Barcellona”.

Ed è qui che matura una lunga esperienza come concertista, sia come solista sia in formazioni di musica da camera, prima di avvicinarsi in modo sempre più consapevole alla composizione: «Dopo una prima fase – precisa – dedicata soprattutto all’attività concertistica, ho sentito l’esigenza di approfondire la scrittura musicale e la composizione».

Un passaggio decisivo avviene con l’incontro con la compositrice e chitarrista Arielle Krebs, originaria di Metz, con cui avvia una collaborazione artistica fruttuosa.

Con la compagna di viaggio è nato un dialogo molto naturale, che ha permesso di fare irrompere una scrittura personale, intima e riconoscibile. Insieme pubblicano tre album di musica strumentale per chitarra, raggiungendo milioni di ascolti sulle principali piattaforme di streaming, e collaborano a progetti per altri artisti, documentari, film e brand.

Tra i lavori più recenti figura la colonna sonora del cortometraggio francese Nana, sostenuto dalla Maison du Film e dalla Sacem.

Il brano “Accanto a Me” accompagna la scena finale del film ed è pensato come un duetto d’amore immaginario tra due anziani protagonisti.

Guardando al futuro, De Grazia immagina un’evoluzione del proprio percorso che vada oltre i confini della musica tradizionale. «Il mio sogno nel cassetto – conclude – è esplorare l’arte a 360 gradi, non solo la musica. Mi piacerebbe creare ed esporre installazioni sonore, collaborando con artisti attivi nel campo dell’arte visiva».

Source URL: https://messina.gazzettadelsud.it/articoli/societa/2026/01/04/cosi-traduco-le-emozioni-in-suono-il-chitarrista-messinese-francesco-de-grazia-si-racconta-82a4772a-341a-4f5a-a0f1-f214bb178531/


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