Messina, Bordonaro si prepara all’evento: oggi torna “‘u Pagghiaru”
Il villaggio di Bordonaro si prepara ad accogliere, anche quest’anno, migliaia di messinesi e di visitatori per celebrare la storica festa popolare de “U Pagghiaru”, in programma, come da tradizione, nel giorno dell’Epifania.
Gli assessori comunali alle Tradizioni popolari, Enzo Caruso, e ai Rapporti con le Circoscrizioni, Massimiliano Minutoli, hanno reso noto il programma della manifestazione, uno degli appuntamenti più sentiti del patrimonio culturale cittadino, oggi, riconosciuto e iscritto nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia, sostenuto dal patrocinio e dal supporto dell’Amministrazione comunale.
L’iscrizione nel “Reis” risale al gennaio del 2025 e ‘U Pagghiaru” è stato incluso nel libro delle celebrazioni, delle feste e delle pratiche rituali. La richiesta, avanzata dal sindaco di Messina Federico Basile, era stata supportata dalla delibera di Giunta del 2 febbraio 2024 e dall’intesa con gli assessori Enzo Caruso e Massimiliano Minutoli. Fondamentale il parere favorevole della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina, che ha riconosciuto l’importanza storica e culturale della celebrazione.
“U Pagghiaru”, simbolo di prosperità, augurio e continuità culturale, è rappresentato da un albero rituale dalla caratteristica forma conica, che richiama sia la capanna della Natività sia antichi culti legati alla terra. Realizzato con un palo di rami di castagno rivestito da fronde di acacia e adornato con ciambelle di pane e agrumi, affonda le sue origini nell’XI secolo, quando i Padri Basiliani introdussero dall’Armenia l’uso di celebrare il Battesimo del Signore con solenni riti sotto un grande albero a forma di capanna. Non è, dunque, solo il classico “palo della Cuccagna” ma il simbolo di una antichissima tradizione popolare, che riesce a rinnovarsi con il coinvolgimento anche delle nuove generazioni.
Il programma
La manifestazione si svolgerà secondo il programma curato da padre Severino, che guida la Parrocchia S. Maria delle Grazie di Bordonaro. Si comincia oggi con il rito del rivestimento de “U Pagghiaru”. Poi, oggi, l’addobbo; alle 11,30, i giochi in piazza per i bambini e la “rottura della quartara”; alle 15,30, l’esibizione per le vie del villaggio della Banda “Verdi” di Bordonaro, accompagnata dagli zampognari; alle 16, i riti della benedizione dell’acqua e dei partecipanti; alle 16,15 il tradizione “Assalto al Pagghiaru”. Seguono canti e musiche popolari, la pantomima de “U cavadduzzu e l’omu sabbaggiu”, alle 18,30 il Presepe vivente e alle 21 i giochi pirotecnici. Una giornata di festa che rinnova il legame tra fede, tradizione e identità, confermando “U Pagghiaru” come uno dei momenti più rappresentativi della cultura popolare messinese.
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L’iscrizione nel “Reis” risale al gennaio del 2025 e ‘U Pagghiaru” è stato incluso nel libro delle celebrazioni, delle feste e delle pratiche rituali. La richiesta, avanzata dal sindaco di Messina Federico Basile, era stata supportata dalla delibera di Giunta del 2 febbraio 2024 e dall’intesa con gli assessori Enzo Caruso e Massimiliano Minutoli. Fondamentale il parere favorevole della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina, che ha riconosciuto l’importanza storica e culturale della celebrazione.
“U Pagghiaru”, simbolo di prosperità, augurio e continuità culturale, è rappresentato da un albero rituale dalla caratteristica forma conica, che richiama sia la capanna della Natività sia antichi culti legati alla terra. Realizzato con un palo di rami di castagno rivestito da fronde di acacia e adornato con ciambelle di pane e agrumi, affonda le sue origini nell’XI secolo, quando i Padri Basiliani introdussero dall’Armenia l’uso di celebrare il Battesimo del Signore con solenni riti sotto un grande albero a forma di capanna. Non è, dunque, solo il classico “palo della Cuccagna” ma il simbolo di una antichissima tradizione popolare, che riesce a rinnovarsi con il coinvolgimento anche delle nuove generazioni.
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