Nel 2015, quando i coniugi Jacques e Jessica Moretti acquistarono il locale Le Constellation a Crans-Montana, effettuarono dei lavori di ristrutturazione sui quali oggi gli inquirenti stanno indagando. È probabile che quell’intervento possa aver abbassato il livello di sicurezza del locale. Di certo, i due proprietari del locale dove si è consumata la strage di Capodanno con 40 morti, quei lavori hanno cercato di insabbiarli per quanto possibile, cancellando le foto che erano state pubblicate su Facebook. Foto che il quotidiano svizzero Blick ha recuperato.
Cosa si vede nelle foto
Nelle istantanee si vede un sorridente Jacques Moretti sul cantiere.
Il proprietario è poi inquadrato alla base della scala che sarebbe stata ristretta, favorendo una maggiore capienza in barba alle norme di sicurezza.
Infine, si vede Jessica Moretti durante le operazioni per installare i pannelli sul soffitto dai quali in pochi attimi si è propagato il devastante incendio. Proprio questi pannelli potrebbero costare ai due 20 anni di reclusione, nel caso in cui venisse accertato che i Moretti erano a conoscenza dell’alta infiammabilità del materiale di cui sono composti.
Dalle analisi degli inquirenti sui lavori è emerso che «la velocità con cui si è propagato l’incendio suggerisce che le norme di sicurezza antincendio non siano state rispettate». Si dovrà chiarire tra l’accusa di omicidio colposo e quella di dolo eventuale (erano a conoscenza del rischio e hanno accettato il rischio). Tra le due, ballano diversi anni di galera e una responsabilità maggiore nella strage.
Infine, proprio per quei lavori Jacques Moretti era stato condannato per sfruttamento del lavoro in nero. L’imprenditore ha raccontato agli inquirenti di aver pagato una multa per aver fatto lavorare un operaio romeno senza contratto.
Lo scaricabarile dei Moretti
Secondo quanto riportato da RTS, Jacques e Jessica Moretti stanno accusano un lavoratore stagionale di aver chiuso la porta d’uscita (quella che sarebbe costata la morte di Cyane Panine) poco dopo l’una di notte e di essere poi fuggito “in fretta” in Francia. Jessica Moretti ha appreso questa versione da un dipendente, che ha riferito di essersi confidata con l’autore del gesto. Pare che Jacques Moretti abbia poi inviato un messaggio all’uomo, esortandolo a non fuggire, ma a prendersi le proprie responsabilità.
Tuttavia, questa versione dei fatti contrasta direttamente con la dichiarazione rilasciata dal cameriere alla polizia. L’uomo, interrogato la mattina del primo gennaio, ha affermato che la porta era già chiusa a chiave quando è arrivato e che non sapeva chi l’avesse chiusa. Pertanto, le due versioni sono inconciliabili. Inoltre, il tempestivo interrogatorio della polizia smentisce qualsiasi tentativo di fuga.
In ogni caso, Jacques Moretti continua a negare che la porta fosse un’uscita di sicurezza, sostenendo che fosse semplicemente una “porta di servizio”. Tuttavia, il fascicolo smentisce questa versione. Non è chiaro se il proprietario fosse effettivamente a conoscenza delle uscite di sicurezza del suo bar o se non avesse la documentazione necessaria.
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