“Nulla sarà come prima”: il Papa chiude la Porta Santa. Oltre 33 milioni di fedeli a Roma per il Giubileo della speranza
Cominciato con Francesco, concluso con Leone: staffetta senza precedenti. L’evento più partecipato ad agosto coi giovani. Prossimo appuntamento nel 2033 per i duemila anni dalla Redenzione
Il Papa ha chiuso la porta santa della basilica di San Pietro. Termina così il Giubileo 2025 dedicato alla speranza. La porta della basilica era stata aperta da Francesco la sera del 24 dicembre 2024. Leone XIV l’ha chiusa oggi alle 9.41. Prima ha recitato la preghiera di ringraziamento per l’Anno Santo: «Si chiude questa porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza», è stata la formula prevista dal rito. Poi Leone si è avvicinato alla porta santa, si è inginocchiato e, dopo un momento di preghiera silenziosa, ha chiuso i due grandi battenti di bronzo. La muratura vera e propria della porta avverrà successivamente, in forma privata, tra circa dieci giorni, con un rito diretto dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche. Alla cerimonia presente anche il capo dello Stato Mattarella.
L’omelia
«Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, consapevoli che in sua presenza nulla rimane come prima. Questo è l’inizio della speranza», ha detto Leone XIV nell’omelia della messa presieduta in San Pietro nella Solennità dell’Epifania del Signore, che ha previsto il rito di chiusura della Porta Santa. «Dio si rivela e nulla può restare fermo», ha sottolineato il Pontefice. «Finisce un certo tipo di tranquillità, quella che fa ripetere ai malinconici: ‘Non c’è niente di nuovo sotto il sole’. Inizia qualcosa da cui dipendono il presente e il futuro, come annuncia il Profeta: ‘Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di tè».
Oltre 33 milioni di pellegrini a Roma
Oltre 33 milioni di pellegrini e una concertazione tra le istituzioni, il cosiddetto ‘metodo Giubileo’, che sembra avere funzionato e che potrebbe essere confermata anche per altri grandi eventi. Si chiude con la soddisfazione sia del Vaticano che delle autorità italiane il Giubileo 2025.
Cominciato con Francesco, concluso con Leone: staffetta senza precedenti. Nel 2033 i duemila anni dalla Redenzione
Quindi si volterà pagina e già si guarda all’appuntamento del 2033 quando la Chiesa celebrerà i duemila anni dalla Redenzione. Cominciato con Papa Francesco e proseguito con Leone XIV, in una staffetta che non ha tanti precedenti nella storia, il Giubileo 2025 ha visto l’arrivo a Roma di 33.475.369 pellegrini da tutto il mondo.
L’evento più partecipato ad agosto coi giovani. Identikit del pellegrino
L’evento più partecipato è stato quello dei primi di agosto con oltre un milione di giovani. Un pellegrino su tre era italiano ma oltre il 12% è arrivato dagli Stati Uniti, forse anche in scia all’entusiasmo del primo Papa nordamericano. Ma si contano gruppi da tutti i continenti, dalla Polonia al Perù (l’altra ‘patria’ di Leone), dalla Cina alle Filippine, dall’Indonesia all’Australia.
Tanti segni di speranza
«Il Giubileo si conclude, ma restano i tanti segni di speranza – ha commentato mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e soprattutto il ‘registà di questo grande evento – che sono stati offerti e si allarga l’orizzonte per sostenere un futuro carico di pace e di serenità come tutti desiderano. I 35 grandi eventi come il pellegrinaggio quotidiano hanno permesso di verificare una Chiesa dinamica, in cammino che sa guardare con realismo alle sfide che le si pongono dinanzi, ma sempre fiduciosa».
Il metodo Giubileo
A sottolineare il lavoro fatto in squadra dalle varie istituzioni è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: «Quest’anno potremmo contribuire a migliorare il ranking nazionale dei brevetti depositando un nuovo brevetto sviluppato dalla Presidenza del Consiglio nel corso dell’anno giubilare: il metodo Giubileo. Come governo lo stiamo riproponendo nella sua essenza per affrontare tante altre sfide finora irrisolte».
Volano per Roma
Positivo il bilancio fatto dalle autorità romane. Il sindaco Roberto Gualtieri sottolinea che «il Giubileo è stato un volano per la città, per la sua trasformazione, con uno sguardo al mondo, perché la gioia che i pellegrini hanno portato ha toccato il cuore dei romani che a loro volta hanno mostrato la loro accoglienza». Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca già guarda all’appuntamento del 2033: «Dobbiamo cominciare la pianificazione per tempo e il metodo Giubileo ci aiuterà in questo». Mentre il Prefetto Lamberto Giannini ha ricordato come il 2025, sotto il profilo della sicurezza, sia stato «un anno estremamente impegnativo non solo per il Giubileo ma anche per le manifestazioni per quello che accadeva nel mondo».
Dopo le Porte sante di San Giovanni, Santa Maria Maggiore, San Paolo, oggi verrà chiusa, e poi murata, anche quella di San Pietro. Il 20 gennaio era stata chiusa anche quella al carcere di Rebibbia: un po’ in sordina considerato che invece Papa Francesco aveva aggiunto questa Porta, e l’aveva aperta personalmente, come il vero segno di speranza.
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Cominciato con Francesco, concluso con Leone: staffetta senza precedenti. L’evento più partecipato ad agosto coi giovani. Prossimo appuntamento nel 2033 per i duemila anni dalla Redenzione
Il Papa ha chiuso la porta santa della basilica di San Pietro. Termina così il Giubileo 2025 dedicato alla speranza. La porta della basilica era stata aperta da Francesco la sera del 24 dicembre 2024. Leone XIV l’ha chiusa oggi alle 9.41. Prima ha recitato la preghiera di ringraziamento per l’Anno Santo: «Si chiude questa porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza», è stata la formula prevista dal rito. Poi Leone si è avvicinato alla porta santa, si è inginocchiato e, dopo un momento di preghiera silenziosa, ha chiuso i due grandi battenti di bronzo. La muratura vera e propria della porta avverrà successivamente, in forma privata, tra circa dieci giorni, con un rito diretto dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche. Alla cerimonia presente anche il capo dello Stato Mattarella.
L’omelia
«Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, consapevoli che in sua presenza nulla rimane come prima. Questo è l’inizio della speranza», ha detto Leone XIV nell’omelia della messa presieduta in San Pietro nella Solennità dell’Epifania del Signore, che ha previsto il rito di chiusura della Porta Santa. «Dio si rivela e nulla può restare fermo», ha sottolineato il Pontefice. «Finisce un certo tipo di tranquillità, quella che fa ripetere ai malinconici: ‘Non c’è niente di nuovo sotto il sole’. Inizia qualcosa da cui dipendono il presente e il futuro, come annuncia il Profeta: ‘Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di tè».
Oltre 33 milioni di pellegrini a Roma
Oltre 33 milioni di pellegrini e una concertazione tra le istituzioni, il cosiddetto ‘metodo Giubileo’, che sembra avere funzionato e che potrebbe essere confermata anche per altri grandi eventi. Si chiude con la soddisfazione sia del Vaticano che delle autorità italiane il Giubileo 2025.
Cominciato con Francesco, concluso con Leone: staffetta senza precedenti. Nel 2033 i duemila anni dalla Redenzione
Quindi si volterà pagina e già si guarda all’appuntamento del 2033 quando la Chiesa celebrerà i duemila anni dalla Redenzione. Cominciato con Papa Francesco e proseguito con Leone XIV, in una staffetta che non ha tanti precedenti nella storia, il Giubileo 2025 ha visto l’arrivo a Roma di 33.475.369 pellegrini da tutto il mondo.
L’evento più partecipato ad agosto coi giovani. Identikit del pellegrino
L’evento più partecipato è stato quello dei primi di agosto con oltre un milione di giovani. Un pellegrino su tre era italiano ma oltre il 12% è arrivato dagli Stati Uniti, forse anche in scia all’entusiasmo del primo Papa nordamericano. Ma si contano gruppi da tutti i continenti, dalla Polonia al Perù (l’altra ‘patria’ di Leone), dalla Cina alle Filippine, dall’Indonesia all’Australia.
Tanti segni di speranza
«Il Giubileo si conclude, ma restano i tanti segni di speranza – ha commentato mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e soprattutto il ‘registà di questo grande evento – che sono stati offerti e si allarga l’orizzonte per sostenere un futuro carico di pace e di serenità come tutti desiderano. I 35 grandi eventi come il pellegrinaggio quotidiano hanno permesso di verificare una Chiesa dinamica, in cammino che sa guardare con realismo alle sfide che le si pongono dinanzi, ma sempre fiduciosa».
Il metodo Giubileo
A sottolineare il lavoro fatto in squadra dalle varie istituzioni è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: «Quest’anno potremmo contribuire a migliorare il ranking nazionale dei brevetti depositando un nuovo brevetto sviluppato dalla Presidenza del Consiglio nel corso dell’anno giubilare: il metodo Giubileo. Come governo lo stiamo riproponendo nella sua essenza per affrontare tante altre sfide finora irrisolte».
Volano per Roma
Positivo il bilancio fatto dalle autorità romane. Il sindaco Roberto Gualtieri sottolinea che «il Giubileo è stato un volano per la città, per la sua trasformazione, con uno sguardo al mondo, perché la gioia che i pellegrini hanno portato ha toccato il cuore dei romani che a loro volta hanno mostrato la loro accoglienza». Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca già guarda all’appuntamento del 2033: «Dobbiamo cominciare la pianificazione per tempo e il metodo Giubileo ci aiuterà in questo». Mentre il Prefetto Lamberto Giannini ha ricordato come il 2025, sotto il profilo della sicurezza, sia stato «un anno estremamente impegnativo non solo per il Giubileo ma anche per le manifestazioni per quello che accadeva nel mondo».
Dopo le Porte sante di San Giovanni, Santa Maria Maggiore, San Paolo, oggi verrà chiusa, e poi murata, anche quella di San Pietro. Il 20 gennaio era stata chiusa anche quella al carcere di Rebibbia: un po’ in sordina considerato che invece Papa Francesco aveva aggiunto questa Porta, e l’aveva aperta personalmente, come il vero segno di speranza.
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