Serie A, il giallorosso Ramadani è il calciatore che ha percorso più chilometri nelle prime tredici giornate

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Serie A, il giallorosso Ramadani è il calciatore che ha percorso più chilometri nelle prime tredici giornate

Il centrocampista albanese Ylber Ramadani
Il centrocampista albanese Ylber Ramadani
di Giuseppe ANDRIANI
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giovedì 4 dicembre 2025, 05:00

Corre, recupera palla, suona la carica. Ylber Ramadani non è solo il tuttofare del Lecce, ne è diventato, in poche settimane, equilibratore, regista, uomo ovunque e persino maratoneta. Secondo i dati della Lega di Serie A è il calciatore ad aver corso di più nelle prime 13 giornate: 151,7 chilometri, tra passo lento e corsa. Se avesse deciso di correre per strada da Lecce si sarebbe fermato di poco a sud di Bari.
Battute e statistiche a parte, l’annata di Ramadani fin qui è da incorniciare. Sempre titolare, sostituito solo due volte contro Cagliari e Milan, è diventato uno dei leader di questo Lecce. E i numeri lo dimostrano. Secondo quanto pubblicato dalla Lega di A, Ramadani è il calciatore che ha corso di più, davanti a Di Lorenzo del Napoli e a Karlstrom dell’Udinese. Nella top 5 anche Atta, dell’Udinese, e Vasquez del Genoa. Colpisce come l’albanese sia l’unico, insieme a Karlstrom, in questa particolare graduatoria a ricoprire il ruolo di mediano. In questa Serie A, infatti, quelli che macinano più chilometri sono sempre più spesso i terzini o gli esterni, soprattutto nelle squadre che giocano con il 3-5-2. 
La stagione di Ramadani è forse la migliore da quando è al Lecce. Ed è la prima volta, probabilmente, che il centrocampista della nazionale albanese si ritrova così tanto al centro del progetto tecnico. Ha vissuto anche i momenti difficili, ma è la dimostrazione che dopo la pioggia c’è l’arcobaleno (a proposito: Ylber in albanese vuol dire proprio arcobaleno). 
Arrivò per sostituire Hjulmand, ma le cose non andarono benissimo sin da subito, nonostante le buone qualità in fase di pressing e corsa. Nella scorsa stagione per un periodo, sotto la gestione di Marco Giampaolo, era finito ai margini. Poi era stato decisivo per la salvezza con quel meraviglioso gol contro il Torino alla penultima. E prima di domenica scorsa, ancora contro il Toro, quella era l’ultima vittoria casalinga dei salentini. All’inizio di questa stagione Ramadani sembrava dovesse partire, nelle gerarchie, alle spalle di Pierret. E invece, anche complici i problemi fisici del francese, le cose sono andate in maniera molto diversa. Ramadani è diventato un punto fisso del Lecce e non solo perché è difficile da sostituire, ma anche per motivi tecnici e caratteriali. Dà ordine al centrocampo, sbaglia pochi passaggi (solo il 17%), e nella nuova gerarchia tattica di Di Francesco sembra indiscutibile. Accanto a Coulibaly garantisce quella sicurezza nel giocare la palla in modo semplice, nell’andare “a fare posto” (come cantava Ligabue). 
C’è poi l’aspetto caratteriale. Ramadani nel giro di pochi mesi è diventato leader tutt’altro che silenzioso di questa squadra. È il primo a metterci la faccia quando le cose vanno male, arringa il pubblico del Via del Mare quando invece vanno bene. È evidente anche da fuori che è uno degli uomini con più carattere. «Oggi il calciatore con cui mi interfaccio di più è Ramadani – aveva raccontato Eusebio Di Francesco appena due settimane fa nell’intervista a Quotidiano -, anche perché è più maturo, meno istintivo. Negli ultimi tempi è cresciuto molto nel rapporto con i compagni». L’esultanza sfrenata sotto la Tribuna centrale domenica scorsa dopo il rigore parato da Wladimiro Falcone ne è una dimostrazione. Ramadani si sente al centro del progetto, è in grado di prendere il Lecce per mano, di dare coraggio ai compagni. E anche il rapporto con una città che ormai vive da oltre due anni è sempre più saldo. La maglietta regalata alla Curva Nord dopo la sbornia per la vittoria contro il Toro è un altro scatto che parla. E – ancora citando Ligabue – anche nel calcio di oggi “anni di fatica e botte e vinci casomai i mondiali”. O magari salvi il Lecce per la quarta volta consecutiva (la terza, dal punto di vista personale). Sarebbe comunque storia.

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2026-07-05 01:04:47

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