“Persone, qualità, fiducia”. Sono queste le tre parole chiave scelte dalla rettrice Giovanna Spatari, nel giorno dell’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università di Messina, con ospite d’onore il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Cerimonia in cui è presente una rappresentanza della comunità studentesca iraniana, salutata con un grande applauso da tutta l’aula magna.
Spatari ricorda Yassin, Sara e Lorena
La rettrice Spatari ha ricordato non solo la figura di Yassin Mirzaei, studente iraniano dell’Università di Messina morto nei giorni scorsi durante le proteste nel suo Paese, ma anche Sara Campanella e Lorena Quaranta, ha esordito evidenziando che “il nostro è un Ateneo che sceglie e si assume responsabilità, che si apre, che misura l’impatto, che mette gli studenti al centro, che costruisce ponti col lavoro. Vogliamo che la nostra sia un’università rimanga accessibile, che l’esperienza universitaria sia sostenibile”.
La sfida politica
Non sono mancati i messaggi politici: “Si stima una riduzione dei finanziamenti per la conclusione del Pnrr, e qui nasce la sfida politica: se il Pnrr resta una parentesi avremo perso un’occasione storica, se lo trasformiamo in competenze permanenti e infrastrutture avremo costruito futuro. Serve una transizione post Pnrr. Serve una scelta pubblica, non disperdere capitale umano, non tornare alla precarietà come normalità”. E ancora: “L’Università pubblica non è un costo da comprimere, investimento da difendere, per la crescita del Paese”. Spatari ha sottolineato la scelta di aver previsto, nel bilancio di previsione appena approvato, l’assunzione di 90 giovani ricercatori: “Vogliamo trattenere energia”.
Legalità, reputazione, futuro
Un passaggio importante, dopo i casi Cuzzocrea e D’Alcontres, è stato quello sulla legalità: “Il nostro Ateneo è stato chiamato a misurarsi con passaggi complessi che ne hanno minato fiducia e l’immagine, allora è necessario parlare con chiarezza, dobbiamo tenere insieme due piani: il rispetto pieno del lavoro delle autorità e delle istituzioni competenti, la responsabilità piena dell’Ateneo nel rafforzare prevenzione, trasparenza, controllo, senza legalità non c’è autonomia, non c’è reputazione, non c’è futuro. Legalità è fiducia, è coerenza. Nel modo in cui selezioniamo, spendiamo e valutiamo”. In conclusione, la rettrice ha citato Sandro Pertini: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, hanno bisogno di esempi”.
Panetta, il governatore della Banca d’Italia ospite d’onore
“Lo studio, l’impegno, la tutela della salute sono espressioni fondamentali della libertà individuale. Ma i loro rendimenti economici e sociali dipendono anche dal contesto istituzionale ed economico nel quale ciascuno di noi vive. In questo senso, la valorizzazione del capitale umano non è soltanto una scelta individuale, ma una responsabilità collettiva. Investire in istruzione, ricerca e formazione significa allora investire a un tempo nelle potenzialità del Paese e nelle aspirazioni dei singoli: nella capacità dei giovani di scegliere,
di crescere, di contribuire a un’economia più dinamica e a una società più giusta”. Con queste parole, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha concluso la prolusione con la quale ha chiuso l’inaugurazione dell’anno accademico, ospite d’onore dell’Università di Messina.
“Il progresso è una combinazione di conoscenza, innovazione e qualità”
“È su questa combinazione di conoscenza e innovazione, di impegno individuale e qualità delle istituzioni che si fonda il progresso delle nostre società nell’era contemporanea” ha aggiunto Panetta, secondo cui “l’Università è chiamata a dare un contributo essenziale, innanzitutto attraverso la formazione di capitale umano di elevata qualità. Ho scelto di affrontare questi temi a Messina, in Sicilia. Per la sua storia e la sua collocazione geografica, quest’area è da sempre un crocevia di civiltà, culture e scambi nel Mediterraneo. È anche un territorio in cui emergono con evidenza alcune difficoltà di crescita che riguardano l’intero Paese”.
Il capitale umano e la crescita economica
E dunque “un sostegno mirato alle famiglie e all’istruzione genera elevati ritorni economici e sociali. Gli interventi possono essere attuati gradualmente, preservando una gestione prudente delle finanze pubbliche e i progressi compiuti nella riduzione del costo del debito. Il premio Nobel Theodore Schultz fu tra i primi a formulare il concetto di capitale umano nel dibattito sulla crescita economica. Nel suo discorso da Presidente dell’American Economic Association, nel 196039, lo definì il risultato degli investimenti che ciascuno di noi compie su sé stesso per sviluppare le proprie capacità e realizzare la propria libertà”.
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