Per il futuro dello stadio Menti il Comune di Vicenza e il Lane hanno deciso di prolungare la partita del confronto ai tempi supplementari: l’obiettivo condiviso è quello di individuare insieme una formula di gestione dell’impianto che consenta di passare dagli interventi in urgenza a un piano complessivo di riqualificazione.
La proroga
Nei giorni scorsi il presidente dell’L.R. Vicenza Stefano Rosso e il dg Werner Seeber avevano spiegato come il club stia riflettendo assieme al Comune, proprietario dello stadio, sulla necessità di apportare ulteriori adeguamenti, in particolare in caso di promozione in serie B: «Stiamo lavorando a quattro mani con piena collaborazione – ha sottolineato il presidente Rosso, intervenendo all’approfondimento di “È Solo Calcio” -. Vedremo come proseguirà quest’anno, poi potremo fare altre valutazioni». C’è però una scadenza che incombe, ed è quella della data entro la quale il Comune può decidere di prorogare di altri due anni l’attuale concessione di gestione dell’impianto, che è stata siglata al momento dell’insediamento dell’amministrazione Possamai e scadrà il 30 giugno 2026: «Entro il 31 dicembre 2025 il Comune ha la facoltà di prolungarla fino al 2028 – spiega l’assessore allo sport Leone Zilio -. Abbiamo convenuto di procedere con il rinnovo perché è la soluzione più semplice ed immediata per dare continuità, ma c’è la volontà da entrambe le parti di utilizzare già le settimane seguenti per proseguire il confronto in modo da studiare una nuova soluzione più funzionale alle esigenze e alle prospettive del Menti e della società biancorossa».
Il business plan
L’accordo attuale prevede che l’L.R. Vicenza versi al Comune un canone di 60 mila euro annui se la squadra milita in serie C, 80 mila in caso di B e 100 mila in serie A. Gli interventi strutturali, però, sono di base in carico al Comune, che deve tenere conto dei vincoli di bilancio e degli iter burocratici ineludibili per una pubblica amministrazione.
Lungo termine
«Con un impianto datato come il Menti, ci ritroviamo così a dover eseguire interventi di rattoppi, adeguamenti e migliorie che però non sempre possono essere in linea con le disponibilità economiche pubbliche o rispettare i tempi a volte celeri che servirebbero all’L.R. Vicenza – osserva Zilio -. Si prenda ad esempio l’adeguamento delle torri faro che la società ha individuato tra le priorità per l’auspicata prossima serie B: si parla di un intervento da alcune centinaia di migliaia di euro, che il Comune non ha modo di finanziare ed eseguire in tempi brevi». Ecco, allora, l’orientamento sul quale il Comune intende muoversi nel dialogo con il club: «Siamo disposti a concedere il Menti per un tempo anche molto più lungo al Vicenza, si può parlare anche di decine di anni, e con un canone sensibilmente ridotto. Per arrivare a questo, però, la società calcistica deve formulare un business plan nel quale indichi le prospettive di riqualificazione e sviluppo nel medio-lungo periodo e si faccia carico degli interventi strutturali, con la possibilità di rientrare dall’investimento grazie appunto al lungo arco temporale della concessione».
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