Da ora e fino alla primavera inoltrata i devoti di Sant’Annibale Maria Di Francianon potranno raccogliersi in preghiera davanti al suo corpo custodito nella cripta della basilica santuario di S. Antonio dei padri rogazionisti.
In vista del centenario della morte, che ricorrerà il 1° giugno 2027, è stata avviata la ricognizione canonica delle spoglie mortali del Santo. Le operazioni sono state avviate dopo il giuramento dei membri del Tribunale ecclesiastico alla presenza dell’arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla: a farne parte il direttore dell’Istituto dei rogazionisti di via C. Battisti padre Giorgio Nalin, delegato dell’arcivescovo, don Gianfranco Centorrino, cancelliere arcivescovile e in questo caso promotore di giustizia, don Antonio Gugliandolo notaio e in qualità di testimoni il rettore della basilica padre Mario Magro e il postulatore generale dei rogazionisti padre Agostino Zamperini. Il corpo di Sant’Annibale estratto dall’urna in bronzo è stato trasferito dalla cripta in una camera dell’Istituto antoniano, per gli interventi di verifica e conservazione coordinati da Lineo Tabarin, tecnico veronese esperto di conservazione dei corpi di santi e beati; è stato lui a curare fra le altre la conservazione della salma di San Carlo Acutis e di San Pio IX. Dopo un’accurata disinfezione e documentazione fotogrammetrica delle condizioni iniziali, si procede con il trattamento conservativo e ricostruttivo, con particolare attenzione al volto (finora ricoperto con una maschera d’argento) e alle mani, soggetti a ricostruzione morfologica con silicone al platino, sostanza utilizzata per protesi umane. Successivamente vengono effettuate la pulizia e la composizione, fasciatura e ricomposizione del corpo che viene quindi vestito, sottoposto a legatura compositiva e trattato con presidi conservativi adeguati.
Si procede infine alla preparazione dell’urna e dei relativi accessori, alla deposizione delle spoglie al suo interno, alla chiusura e all’apposizione dei sigilli ecclesiastici. Il trattamento conservativo viene completato mediante l’utilizzo di gas inerte. La ricognizione canonica delle spoglie di un santo è un procedimento ufficiale, solenne e rigoroso previsto dalla Chiesa cattolica, regolata dalle norme del 2017 stabilite dal Dicastero delle cause dei santi. La scelta di eseguire la procedura di ricognizione e trattamento conservativo in occasione del centenario della morte del canonico Di Francia è stata fatta, come hanno spiegato il direttore dell’Istituto rogazionista di via C. Battisti padre Giorgio Nalin delegato dall’arcivescovo e il rettore della Basilica padre Mario Magro, “per rendere più umana la figura di santità del fondatore e avvicinarlo ai fedeli, soprattutto i giovani”. Al termine degli interventi la salma di Sant’Annibale farà ritorno nella cripta, per essere nuovamente affidata alla venerazione dei fedeli; qui, parallelamente alla ricognizione, saranno eseguiti lavori di rinnovamento del presbiterio con la mensa che nella parte sottostante accoglie l’urna. Nel corso dell’anno è previsto un calendario di eventi celebrativi per il centenario della morte di Sant’Annibale che si concluderanno nel 2027.
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