Caccia alla flotta ombra: gli Usa fermano una nave russa che viola le sanzioni sul petrolio venezuelano. Mosc

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Non è servito cambiare nome e neppure bandiera. La Marina statunitense ha inseguito per due settimane una petroliera russa che aveva tentato di caricare petrolio in un porto del Venezuela e, nonostante le proteste di Mosca, con la collaborazione della Gran Bretagna l’ha abbordata nell’Atlantico e sequestrata. Per Washington è una delle migliaia di imbarcazioni della flotta ‘ombrà che trasporta petrolio iraniano o russo in violazioni delle sanzioni.

Un secondo sequestro nel Mar dei Caraib

Per la stessa ragione prima all’alba era finita sotto sequestro un’altra imbarcazione, la Sophia, fermata nel Mar dei Caraibi.

La dura protesta di Mosca: «Violata la libertà di navigazione»

Durissima la reazione della Russia: «E’ stata violata la libertà di navigazione, l’abbordaggio è illegale».

La Marinera, che fino alla vigilia di Natale si chiamava Bella 1, è stata fermata nel primo pomeriggio in un tratto dell’Atlantico del Nord tra Regno Unito, Islanda e Groenlandia

La versione del ministero dei Trasporti russo

«Oggi, alle 15:00 circa ora di Mosca, in mare aperto al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato, le forze navali statunitensi hanno abbordato la nave con cui è stato perso il contatto», ha spiegato il ministero dei Trasporti russo.

«In conformità con le norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, nelle acque in mare aperto vige il regime di libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza nei confronti di navi debitamente registrate nelle giurisdizioni di altri Stati», ha sottolineato ancora Mosca.

Il cambio di nome e bandiera dopo il tentativo in Venezuela

E la Marinera aveva ottenuto un permesso temporaneo per navigare sotto la bandiera della Federazione Russa, il 24 dicembre 2025, «in base alla legislazione russa e alle norme del diritto internazionale», ha assicurato sempre Mosca.

Quando aveva inutilmente cercato di caricare petrolio in Venezuela, il 21 dicembre, la nave si chiamava ancora Bella 1, e batteva bandiera della Guyana. Era stata sanzionata nel 2024 dagli Stati Uniti per presunti legami con l’Iran e con il gruppo sciita Hezbollah.

La fuga verso Murmansk e la scorta russa

L’imbarcazione era riuscita a eludere il pattugliamento americano e a fuggire, vuota, verso il porto russo Murmansk inseguita però dal cutter Munro dalla Guardia costiera. Durante il pedinamento, i marinai hanno dipinto sulla fiancata una bandiera russa e ne hanno cambiato il nome in Marinera, oltre ad averla registrata fretta e furia in Russia. E Mosca aveva inviato anche un sottomarino per scortarla.

Ufficialmente dunque non è più imputabile di essere parte di una flotta oscura od ombra, come vengono definite le imbarcazioni di proprietà incerta che trasportano petrolio in violazione delle sanzioni, stimate tra le 1.000 e 2.000 in tutto il mondo secondo gli analisti. Ma per Washington non è un problema.

L’operazione congiunta Usa-Gran Bretagna

Le forze americane sono salite a bordo e hanno preso il controllo dell’imbarcazione, in un’operazione congiunta del dipartimento di Giustizia e di quello della Sicurezza interna, in coordinamento con il dipartimento della Guerra. L’equipaggio non avrebbe opposto resistenza nell’operazione per cui Londra ha fornito basi e supporto aereo.

«Il blocco del petrolio venezuelano, sanzionato e illegale, è pienamente in vigore, in qualsiasi parte del mondo», ha chiarito il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. «Gli Stati Uniti continuano a imporre il blocco a tutte le navi della ‘flotta oscurà che trasportano illegalmente petrolio venezuelano per finanziare attività illecite e derubano il popolo venezuelano», ha scritto su X.

Entusiasta la reazione della Gran Bretagna per il sequestro della Marinera. «Questa nave, con una storia nefasta, fa parte di un asse russo-iraniano di evasione delle sanzioni che sta alimentando il terrorismo, il conflitto e la miseria dal Medio Oriente all’Ucraina», ha dichiarato il ministro della Difesa, John Healey.

E durissima la segretaria alla Sicurezza intera Usa, Kristi Noem: «I criminali del mondo sono avvisati. Possono scappare ma non possono nascondersi», ha scritto su X, «ovunque siano, li troveremo».

Source URL: https://gazzettadelsud.it/articoli/mondo/2026/01/07/caccia-alla-flotta-ombra-gli-usa-fermano-una-nave-russa-che-viola-le-sanzioni-sul-petrolio-venezuelano-mosca-protesta-2e91512b-29c1-42c1-85d6-6e92490a65c9/


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