Aggiornamento mercoledì 21 gennaio, ore 15.30
«Vado a Milano, quindi in Svizzera a fare i soldi facili»
«Vado a Milano, quindi in Svizzera a fare i soldi facili». Il tenore dell’ultimo messaggio del minore di San Giovanni Lupatoto agli amici era stato questo. Alle ragazzine trovate in stazione a Porta Nuova il giorno della scomparsa aveva fatto credere di andare a Milano da un’amica. Che cosa abbia poi fatto in questa settimana resta un mistero.
Lui che era partito con un paio di scarpe nuove, uno zaino ed un telefono, è stato ritrovato con vecchie scarpe, con gli stessi abiti di quando era partito, ed il suo cellulare è stato trovato addosso ad un maghrebino con precedenti ed irregolare nel nostro Paese.
In questa settimana il minore era stato scoperto a rubare generi alimentari in un supermercato. Il giovane ieri è stato segnalato dall’operatore di una comunità vicino al Niguarda a cui il ragazzo si era rivolto per cercare ricovero e quindi è stato rintracciato da una Volante dopo che l’uomo aveva riferito al 112 la presenza di un minore non accompagnato.
I carabinieri di Verona, su delega della procura veronese hanno illustrato la settimana del ragazzo, ma restano ancora tanti interrogativi.
ore 12
Ritrovato a Milano dalla polizia di Stato il 14enne scomparso
È stato trovato a Milano, in buone condizioni, il 14enne di San Giovanni Lupatoto di cui si erano perse le tracce il 12 gennaio. Lo ha riferito il sindaco della città veronese, Attilio Gastaldello.
ore 8
Le indagini, il mistero dei vestiti e gli appelli
Se l’allontanamento del 14enne di San Giovanni Lupatoto (Verona) è un atto volontario il fatto che non dia notizie di sé da più di una settimana farebbe presumere che qualcuno lo stia ospitando aiutandolo in qualche modo ad eludere le ricerche.
Un atteggiamento che in tal caso sarebbe penalmente rilevante e potrebbe essere inquadrato nella sottrazione di minore, ipotesi di reatopresa in considerazione dalla Procura, perché comunque il ragazzo è uno studente di prima superiore che frequenta l’istituto Giorgi di Veronetta. Non si esclude nemmeno che possa aver conosciuto qualcuno in rete che lo abbia convinto a lasciare casa.
È quanto emerge da palazzo di Giustizia dove l’indagine sulla sparizione del quattordicenne di San Giovanni Lupatoto è coordinata dal sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglia e dal procuratore Raffaele Tito.
Indagine sulla quale vige il massimo riserbo proprio per le modalità utilizzate dall’adolescente per far perdere le proprie tracce una volta arrivato a Milano: l’ultima a vederlo, la mattina della scomparsa in stazione Porta Nuova a Verona, è stata una ex compagna delle medie alla quale il 14enne ha detto che doveva andare a trovare degli amici nel capoluogo lombardo.
Persone delle quali però la mamma e le sorelle ignorano l’esistenza nel senso che il ragazzo non ne avrebbe mai parlato in famiglia e con gli amici più stretti. E proprio a Milano, la sera del 12 gennaio, il suo telefono ha aperto un paio di celle. Poi il silenzio.
Da allora ha lasciato solo un paio di tracce su TikTok e accettato due richieste di amicizia ma il suo cellulare, a parte questa minima attività, è spento.
Non è escluso che il ragazzino lo tenga in modalità offline e sfrutti la rete pubblica del wifi per non essere localizzato. Alcuni compagni della squadra di basket hanno riferito di aver ricevuto una notifica da parte sua, ossia l’accettazione delle loro richieste d’amicizia, ma nulla di più. E in ogni caso in questi giorni tutti coloro che lo conoscono stanno provando a chiamarlo, confidando che risponda quanto meno per rassicurare i suoi cari sulle condizioni di salute. Ma niente.
Si susseguono numerosi gli appelli in rete e sui social ai quali si aggiungono quelli in televisione corredati dalla sua foto. Nella speranza che qualcuno possa averlo visto e sia in grado di fornire indicazioni utili a far sì che torni a casa, a San Giovanni.
Dai racconti di amici e conoscenti emerge anche qualche nuovo dettaglio che avvalorerebbe la tesi dell’allontanamento volontario: il ragazzo nel suo viaggio avrebbe portato con sé in una borsa anche degli abiti.
La vicenda ha colpito profondamente la comunità di San Giovanni e non solo. Lunedì sera a Pozzo duemila persone, tra amici, conoscenti e rappresentanti delle istituzioni, avevano espresso insieme al vescovo Domenico Pompili la propria vicinanza alla famiglia e ribadito la richiesta di non lasciare solo il 14enne.
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Martedì 20 gennaio
Procura indaga per sottrazione di minore
Sottrazione di minore è l’ipotesi di reato su cui indaga la Procura della Repubblica di Verona per la scomparsa del 14enne di San Giovanni Lupatoto (Verona) che dal 12 gennaio non dà più notizie di sé dopo essere uscito da casa per andare a scuola, dove non è mai arrivato. Fonti giudiziarie hanno confermato che le indagini procedono sull’ipotesi di un sequestro, pur mantenendo il massimo riserbo. L’inchiesta è coordinata direttamente dal procuratore Raffaele Tito.
La pista privilegiata è che il ragazzino possa essere stato contattato in rete, e convinto ad andare a Milano. Durante gli ultimi 8 giorni, da quando è scomparso, ha lasciato solo un paio di tracce su Tik Tok, accettando due amicizie sul social, ma non è detto che sia lui a gestire lo smartphone, che comunque risulta spento.
Intanto ieri sera duemila persone hanno preso parte alla manifestazione organizzata a Pozzo, la frazione di San Giovanni Lupatoto. Presenti anche 25 sindaci, guidati dal primo cittadino lupatotino Attilio Gastaldello, e dal presidente della Provincia, Flavio Pasini. Il corteo è sfilato dal campo sportivo fino alla parrocchia, dove si è tenuto un momento di preghiera con il vescovo di Verona, Domenico Pompili.
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Domenica 18 gennaio
Diego, scomparso da lunedì: l’unica e ultima traccia resta nei contatti su Tik Tok
Mentre cresce, di ora in ora, la preoccupazione per la sorte del quattordicenne veronese di Pozzo di San Giovanni Lupatoto di cui non si hanno notizie da lunedì mattina, e mentre l’intera comunità di San Giovanni Lupatoto si mobilita per esprimere la sua vicinanza alla famiglia, emerge un particolare che sinora non era stato reso noto. Un fatto che è accaduto ancora mercoledì sera, ma che a questo punto potrebbe avere una sua rilevanza. A parlarne è Davide Trevisan, uno degli allenatori, anzi, coach, del SanGio Wolves, la società di pallacanestro di San Giovanni Lupatoto in cui il ragazzo gioca da tre anni, prima nelle under 13 e 14 e, quest’anno, nell’under 15.
Raggiunto dai compagni di basket su Tik Tok, avrebbe accettato una nuova richiesta di amicizia
«Avendo saputo che non si avevano più notizie io e gli altri allenatori abbiamo chiesto ai suoi compagni di squadra di contattarlo sui social», racconta Trevisan. «I ragazzi si sono fatti vivi con lui su Tik Tok e ad una delle richieste di amicizia che gli avevano inviato lui ha risposto, accettandola», aggiunge. Tutto questo è avvenuto, secondo quanto spiega il coach, mercoledì sera, ovvero quando erano già passati almeno due giorni e mezzo dalla sparizione. D’altronde, come aveva del resto rivelato la mamma Sara, nella giornata di mercoledì il quattordicenne aveva anche condiviso dei video postati da amici, sebbene il suo cellulare risultasse spento dalle 8.30 di lunedì.
E considerando come per accedere al profilo social di un utente sia necessario essere in possesso delle credenziali di accesso, che sono strettamente personali, risulta evidente come questi fatti possano assumere un qualche rilievo. In fin dei conti sono davvero poche le notizie in merito a quelle che possono essere stati i movimenti del giovane Baroni.
Le ultime tracce a Verona
Tra le poche certezze il fatto che, invece di andare a scuola all’istituto professionale per l’industria e l’artigianato cittadino «Giovanni Giorgi», lunedì mattina il ragazzo è andato in stazione a Verona. Qui ha incontrato per caso una sua ex-compagna delle medie, alla quale ha rivelato che stava per andare a Milano per incontrare degli amici. Ed è stato confermato inoltre come il suo cellulare si è connesso ad una delle celle della rete telefonica mobile del capoluogo lombardo.
Dove, però, il ragazzo sia attualmente, resta un mistero. Nonostante i Carabinieri abbiano in corso ricerche estese a tutta Italia e nonostante sui social continui ad essere condiviso il post con la sua foto.
La camminata silenziosa in segno di speranza
Intanto, è di ieri la notizia che è stata organizzata per lunedì 19 gennaio, con partenza alle 20 dall’area antistante il campo da calcio Battistoni di Pozzo, una camminata silenziosa. L’iniziativa è stata organizzata come segno di speranza e vuole coinvolgere l’intera comunità. «L’auspicio», rimarca il sindaco Attilio Gastaldello, «è che possa tornare tra le mura domestiche già prima di lunedì e che questo momento diventi un’occasione di ringraziamento per il suo ritrovamento; qualora così non fosse, l’incontro sarà comunque un modo per mantenere alta l’attenzione sulla sua scomparsa e testimoniare così la vicinanza della comunità alla famiglia».
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Sabato 17 gennaio
14enne sparito da lunedì 12 gennaio: tutti gli interrogativi
L’assenza di notizie sulla sorte del 14enne di Pozzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) che risulta sparito da lunedì mattina, sta facendo sorgere una serie di interrogativi. Considerato che sono già cinque giorni che il ragazzo non ha contatti con la sua famiglia e che ha il cellulare spento, risulta sempre più difficile cercare di capire cosa sta accadendo.
Come può avere trascorso questi giorni lontano da casa un ragazzo, che probabilmente non ha con sé molti soldi? Dove sta passando le notti, che sono anche piuttosto fredde? È ospite di qualcuno? E questo qualcuno come fa a dare alloggio ad un minorenne, che continua a non contattare la famiglia? Queste sono solo alcune delle questioni che si stanno ponendo coloro che stanno seguendo la vicenda dello studente di Pozzo, il cui allontanamento è fonte di grande preoccupazione fra i suoi familiari, a cominciare dalla mamma Sara e dalle sue due sorelline, ma anche per i cittadini di un ampio territorio.
Le indagini
La vicenda, infatti, è al centro dell’attenzione di tante persone in tutto il Veneto. Da subito, infatti, sono stati moltissimi coloro che hanno condiviso sulle proprie pagine social l’appello a fornire informazioni, con la foto del giovane, che è stato diffuso mercoledì dalla famiglia. Lo hanno fatto anche rappresentanti delle istituzioni, da quelle comunali a quella regionale. Ieri, ad esempio, ha ripubblicato il post anche il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia.
Intanto, continuano le iniziative dei carabinieri. Da subito si sono interessati della sparizione, in seguito alla segnalazione della mamma, i militari della stazione lupatotina e da giorni le indagini si stanno svolgendo su scala nazionale. Nessuno, infatti, può sapere con certezza dove possa trovarsi il quattordicenne. Ad una ex compagna delle medie, che lunedì mattina lo aveva incrociato in stazione a Verona, dove si era recato invece di andare a scuola all’istituto professionale cittadino «Giovanni Giorgi», lui stesso aveva detto che stava andando a Milano per incontrare degli amici. E così è stato, tanto che il suo cellulare si è poi agganciato ad una delle celle telefoniche milanesi.
Ipotesi e timori
Queste situazioni, come il fatto che il 14enne risultava aver condiviso mercoledì video su Tik Tok, vengono tenute in debito conto dagli inquirenti. I quali stanno svolgendo verifiche in tutte le direzioni e non escludono la possibilità che il ragazzo sia stato adescato da qualcuno, magari su Internet, per scopi che ovviamente è impossibile definire.
Intanto, a San Giovanni e a Pozzo c’è chi parla dell’ipotesi di realizzare qualche iniziativa pubblica volta a dimostrare vicinanza alla famiglia, anche se per ora nulla si sa su come o quando questo proposito potrà essere realizzato. Ad esprimere la propria solidarietà è anche il parroco di Pozzo, don Michele Zampieri.
«Siamo tutti preoccupati», dice, raccontando che il ragazzzino è stato cresimato lo scorso anno. «Io sono arrivato qui solo due anni fa, ma da come lo conosco posso dire che è un ragazzo tranquillo e posato», prosegue don Michele. Il quale ripete quello che del ragazzo scomparso dicono la mamma e i suoi docenti del «Giorgi».
Quando è uscito da casa, lunedì prima delle sette con uno zaino nero sulle spalle, il 14enne, che è alto un metro ed ottanta, indossava un berretto di lana scuro, un giubbotto blu con il cappuccio, pantaloni della tuta, anch’essi di colore scuro, e scarpe da ginnastica nere.
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Venerdì 16 gennaio
Nonostante quella di ieri sia stata un’altra giornata segnata da ricerche continue, ancora nulla si è saputo in merito alla sorte del quattordicenne di Pozzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) del quale i famigliari non hanno notizie da quattro giorni. Ha fatto perdere le sue tracce lunedì mattina.
È uscito di casa alle 6.45, come fa tutti i giorni non festivi, e ha preso davanti alla sua abitazione la corriera che lo avrebbe dovuto portare in città, nei pressi dell’istituto professionale per l’industria e l’artigianato Giovanni Giorgi, la scuola nella quale frequenta il primo anno.
Da quel momento non ha più contattato la famiglia, che, a ieri, ancora non sapeva dove è andato. Quello che si sa, perché lo ha raccontato la madre Sara, è che il ragazzo, invece di andare a scuola, ha fatto rotta sulla stazione ferroviaria cittadina di Porta Nuova. Qui, infatti, lo ha incontrato una sua coetanea, che ha fatto con lui le medie, che non solo lo ha salutato, ma ci ha anche parlato. A lei Baroni ha raccontato che doveva andare a Milano per incontrare alcuni amici.
Quello che poi è successo resta un mistero. A partire dalle 8.30 il cellulare del ragazzo ha iniziato a risultare spento. Nonostante questo, il telefono si è agganciato a una cella della rete telefonica mobile del capoluogo lombardo. Fatto, questo, che farebbe pensare che il giovane a Milano ci sia effettivamente arrivato. L’unica altra notizia che ha riferito la mamma è che il giovane l’altro ieri ha condiviso su un social, Tik Tok, alcuni video che erano stati postati da un suo amico.
Il fatto potrebbe avere un valore positivo, visto che, per compiere la condivisione azione, è necessario conoscere codici di accesso che sono personali. Da quando la famiglia ha chiesto pubblicamente su Facebook soccorso, poco dopo le 11 di mercoledì, la scomparsa del quattordicenne è diventata un caso.
«Non ho più notizie di mio figlio da lunedì, non è andato a scuola e il telefono risulta spento, ho già fatto denuncia ai carabinieri. Ho bisogno di aiuto per ritrovarlo. Contattatemi se l’avete visto o condividete». Queste le parole scritte da Sara che ha diffuso un secondo post che ha iniziato a girare vorticosamente ed è stato condiviso da numerose persone. Della vicenda del giovane hanno iniziato a interessarsi non solo i cittadini, che hanno da subito cercato di dare una mano, per quanto potevano, ma anche le istituzioni.
La sua storia è infatti seguita con attenzione a San Giovanni Lupatoto, anche in municipio, come in tutto il Veronese. In particolare, ovviamente, nella sua scuola, dove da mercoledì non si discute d’altro, e dove si parla di lui come di un ragazzo tranquillo e studioso. Anche a casa sua lo descrivono così, spiegando che l’unica sua passione extrascolastica è il basket, e dove non sanno capire cosa sia accaduto. Non c’erano infatti stati litigi o tensioni e il suo comportamento è stato sino a domenica normale.
Quando è uscito da casa il quattordicenne, che è alto un metro e 80 centimetri, indossava un berretto di lana scuro, un giubbotto blu con il cappuccio, pantaloni della tuta, anch’essi di colore scuro, e scarpe da ginnastica nere e portava con sé uno zaino nero. Chi può fornire informazioni può contattare i carabinieri, per primi quelli di San Giovanni Lupatoto, che stanno agendo per riuscire a trovarlo. Ieri non era ancora stato aperto in tribunale un fascicolo d’indagine sulla vicenda.
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Giovedì 15 gennaio
Una quattordicenne studente di Pozzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) è scomparso da lunedì mattina. Si tratta di situazione inaspettata e alla quale i suoi famigliari, che stanno vivendo ore di grande preoccupazione, non riescono a dare delle motivazioni, visto che in famiglia non si sono stati litigi o particolari situazioni di tensione.
È alto un metro ed ottanta centimetri, è uscito da casa lunedì mattina alle 6.45 ed ha preso sotto la sua abitazione la corriera che l’avrebbe dovuto condurre all’istituto veronese Giorgi. Aveva in testa un berretto di lana scuro, un giubbotto blu con il cappuccio, pantaloni della tuta, anch’essi di colore scuro, e scarpe da ginnastica nera. Portava con sé uno zaino nero.
In realtà a scuola non ci è mai arrivato. Una sua ex-compagna delle medie, cosa che si è saputa solo poche ore fa, lo ha incrociato nella stazione ferroviaria di Verona e lo ha anche salutato. Ha scambiato qualche parola con lei, dicendole che stava per prendere un treno per Milano, dove avrebbe dovuto incontrare degli amici. Nella città lombarda ci deve poi essere effettivamente arrivato, visto che i carabinieri hanno scoperto che il suo telefono cellulare si è agganciato alla cella della rete di telefonia mobile milanese, ma ad ora ancora non si sa dove si trova.
«Il cellulare risulta spento da lunedì alle 8.30, ma nelle ultime ore ha condiviso su Tik Tok dei video di suoi amici, cosa che può avere fatto da un pc o dallo stesso telefono, se è in modalità aereo», racconta la mamma Sara . La quale, oltre ad aver chiesto l’intervento dei carabinieri, ha anche diffuso sui social un post, che in tantissimi hanno condiviso, con la foto del figlio ed un invito a chiunque lo veda a dare informazioni. «Chi lo abbia incontrato o può darmi informazioni, può chiamarmi o scrivermi a qualsiasi ora, al numero 3495232192», dice.
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