«Non c’è due senza tre, il mio anno è iniziato alla grande e ora voglio anche la promozione del Lane, sarebbe la ciliegina sulla torta a livello personale». Il 2026 sta già sorridendo a Renzo Rosso, patron del Vicenza, che nei primi giorni di gennaio ha ricevuto il Premio Città di Bassano e il titolo di cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore, la più alta onorificenza della Repubblica Francese, nel corso di una cerimonia ufficiale che si è tenuta a Palazzo Farnese a Roma.
È l’anno buono per il Vicenza?
Prima di partire per il viaggio vicentino della Fiamma Olimpica, dalla Stanga alla piazza dei Signori, e mettere la propria firma come tedoforo, Rosso si è lasciato volentieri avvicinare da qualche tifoso che gli chiedeva se fosse veramente l’anno buono per la B. «Io ci spero veramente, faccio ogni scongiuro. Le cose ci stanno andando bene. Ci eravamo già arrivati in serie B, poi non so come, ma l’abbiamo persa, siamo tornati in serie C ed è stato un peccato». Anche dal suo gesticolare, si capisce che (anche) a Rosso la terza serie sta stretta, molto stretta. «Adesso c’è un bel clima. Vedo molta serietà da parte di tutti, stabilità, la società è molto sana. Forse prima eravamo appena arrivati, ci voleva del tempo, ora c’è molta più consapevolezza in tutti noi che lavoriamo per il bene della società e della squadra: stiamo tutti bene assieme». Un’armonia che in effetti si respira e che si traduce negli eccellenti risultati che i biancorossi, guidati in panchina da Fabio Gallo, stanno ottenendo, facendo gioire un’intera città che però preferisce per il momento tenere i piedi per terra, perché la stagione scorsa insegna che non è finita.
La Fiamma olimpica illumina Vicenza. Acceso il braciere in una piazza dei Signori gremita
Il futuro dello stadio Menti
Il patron del Vicenza non si è sottratto ad una domanda sul futuro dello stadio Menti. «Non dipende da me. Avevamo già elaborato un progetto, all’epoca, quando c’era ancora Paolo Bedin, che prevedeva pure degli appartamenti subito adiacenti al parcheggio: era un investimento da 75 milioni. Era una struttura pensata per far vivere la città e mi piacerebbe non ci fosse solo il mio nome, nel senso che il mio desiderio sarebbe quello che si avvicinassero imprenditori, soci, che abbiano a cuore la città, il bene comune, la comunità, oltre ovviamente alla squadra. Il progetto c’è, vediamo cosa succede».
Parole che sembrano allinearsi a quelle pronunciate di recente dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, che aveva detto che «Vicenza e i suoi tifosi meritano uno stadio sistemato, più accogliente. Comprensibilmente la società ha tante volte detto che l’investimento sullo stadio ha senso, ma se la categoria ce lo consente».
La vittoria ad Arzignano
Sul derby vinto all’ultimo, il fondatore del gruppo Otb ha raccontato la girandola di emozioni che ha vssuto in quei momenti. «Quando abbiamo concesso l’angolo da cui è scaturito il loro gol – ha rivelato – sentivo un presagio negativo e mi sono arrabbiato, ma poi la gioia è stata immensa. Mi spiace che il mio amico Lino Chilese se la sia presa, ma lo capisco: per loro era la partita più attesa della stagione. È stato molto carino a chiamare lunedì mister Gallo e sono felice che tutto sia rientrato».
Non è ancora finita
Le avversarie, a cominciare dal Brescia, hanno dichiarato di pensare solo al secondo posto e di ritenere il Lane irraggiungibile. Per Rosso, però la promozione non è in ghiaccio: «Non mi sento tranquillo – ha spiegato – visto che siamo reduci da un passato campionato in cui abbiamo sofferto tanto. Da essere a -11 dalla capolista eravamo riusciti a recuperare il distacco e a prendere la vetta, ma nonostante tutto abbiamo perso l’occasione. Ogni domenica la squadra mi fa vivere emozioni intense: al mister ho chiesto di farmi stare sereno segnando un gol in più, lui mi ha risposto che lo fanno per tenermi in forma».
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