Lucio Provenza: «Ho perso 60 chili con la dieta. Ero bullizzato e umiliato per il mio peso. Ho sofferto di bulimia e pensato al suicidio»

Ospite a La volta buonaLucio Provenza si racconta senza filtri. L’attore de L’amica geniale ripercorre una parte intima e dolorosa della sua vita, fatta di prese in giro, malattia e rinascita. «Ho perso 60 chili solo con la dieta, pesavo 120 kg», confessa in studio, spiegando come il cambiamento fisico sia stato solo una conseguenza di un percorso emotivo molto più complesso, iniziato quando era ancora giovanissimo.

La storia di Lucio

Da bambino e adolescente, Lucio Provenza è stato «preso in giro, bullizzato e umiliato».

Un accanimento che andava ben oltre il peso: «Mi hanno deriso e umiliato, mi hanno preso di mira anche a calcetto, dicevano che gli avevo fatto perdere la partita. Mi chiamavano Majin Bu». Episodi che lo hanno segnato profondamente, fino a spingerlo in una spirale pericolosa: «In 6/7 mesi ho perso 60 kg e sono diventato bulimico, mangiavo e vomitavo». I genitori decidono di intervenire e lo portano da un nutrizionista, ma il disagio è rimasto: «Non riuscivo a stare bene perché vedevo questa pelle in eccesso, quasi 20 chili che penzolavano. Ho fatto pensieri brutti».

La svolta arriva grazie a un gesto inatteso: «Il chirurgo e sua moglie, che abitavano nel mio stesso palazzo, decisero di regalarmi l’operazione per eliminare la pelle in eccesso: è stato un regalo per la vita. Da lì ho pensato: ok, adesso si ricomincia». In parallelo, il dolore più grande: la malattia del padre: «Si ammalò di fibrosi polmonare idiopatica, una malattia molto rara. Ho messo da parte la mia carriera per aiutare la famiglia. Dopo cinque anni, nel 2018, papà è venuto a mancare tra le mie braccia».

Ed è proprio allora che qualcosa cambia: «Dopo che è venuto a mancare lui, mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: adesso tocca a me».

L’aneddoto del gelato

Nel racconto emerge anche un episodio simbolico, legato a una ragazza di nome Marika. «Mi sono innamorato e decisi di chiederle di andare a prendere un gelato insieme. Lei mi rispose: “Non ne hai già mangiati abbastanza?”». Una frase che lo ferisce profondamente e che resta impressa come una cicatrice. Anni dopo, però, arriva la rivincita. «Quella Marika l’ho rincontrata dopo il successo. Mi disse: “Ci dobbiamo prendere un caffè in questi giorni”». La risposta di Lucio è diventata il suo riscatto personale: «A te offro un bel gelato!».

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