La Fiamma olimpica a Vicenza, quel fuoco che unisce grandi e bambini. «Un momento storico e ne facciamo parte»

L’attesa per la Fiamma olimpica

«Ma è da qui che passa?». «Riusciamo a vederla vero?». «Dov’è meglio mettersi?». La città è in fibrillazione. Già poco dopo le 18, ben prima che la Fiamma olimpica lasci il piazzale della Stanga diretta in piazza dei Signori, c’è chi si aggira per corso Padova e corso Palladio alla ricerca di una buona posizione, chi chiede agli alpini informazioni sul percorso, chi vuole assicurarsi un posto in prima fila per assistere a quello che è, e non è un’iperbole, un evento storico perVicenza. Passano appena venti minuti e le strade vengono chiuse. Tra i curiosi inizia a diffondersi la voce: sono partiti. «Ma tra quanto passano di qui?». È la domanda del secolo. «Signora, sarei un miliardario se vedessi il futuro», scherza un alpino. Non resta che fermarsi e aspettare. E sperare di aver scelto un buon posto.

L’arrivo della Fiamma

E poi eccola, arriva. Annunciata dagli applausi di chi si è “appostato” appena un po’ prima. È il contrario di un fulmine: prima c’è il rumore e dopo qualche secondo la luce, quella della Fiamma olimpica, quella che tutti stavano aspettando. Quella per cui tutti si emozionano. «È uno spettacolo che non si vede tutti i giorni – commenta Gerardo, uno degli spettatori -. Anzi, io, personalmente, non lo avevo mai visto dal vivo. Le Olimpiadi sono una manifestazione che porta con sé una storia antichissima ed è un’emozione sapere che da oggi in poi anche Vicenza ne farà parte. È un tassello piccolo, ma ogni mattone serve per costruire qualcosa. È uno di quei momenti che tra trent’anni racconterò ai miei nipoti, vedranno le foto sul giornale e io potrò dire “sapete, c’era anche il nonno”».

Riflessioni e polemiche

Se il passaggio dei tedofori porta con sé grandi emozioni, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina portano qualche polemica. O almeno, in questo caso, qualche riflessione. «Sono molto orgogliosa perché una città bella come Vicenza è cornice di un evento storico importantissimo – ragiona Alessia -. È la prima volta che vedo la Fiamma olimpica, non solo a Vicenza ma in generale, ed è un’emozione unica, mi sento parte di una cosa più grande di me, che unisce storia e popoli. Devo però dire che mi sento molto critica nei confronti delle Olimpiadi di Milano-Cortina, soprattutto per il gravissimo impatto ambientale che hanno su un territorio montano già in gravissima difficoltà». Qualcuno addirittura, come Costanza, si definisce “ambivalente” riguardo all’intera manifestazione. «Sono felice di avere l’opportunità di vedere la Fiamma olimpica da vicino, di assistere al passaggio, di prendere parte alla cerimonia. Tuttavia non posso fare a meno di pensare all’impatto ambientale di queste Olimpiadi».

L’emozione finale

L’ultimo boato è quello di piazza dei Signori, quello che accompagna l’accensione del braciere davanti alla Basilica. Sembrava che tutta Vicenza fosse in piazza ieri, che nessuno volesse perdersi un evento che, molto probabilmente, non ci sarà un’altra occasione di vedere dal vivo. «Non sono un appassionato di sport invernali però vedere la Fiamma olimpica è sempre una grandissima emozione anche solo in tv, dal vivo è ancora più emozionante – commenta Francesco -. Ho letto da qualche parte che in Grecia, durante le Olimpiadi, tutte le guerre si fermavano. Non so se sia vero. Sarebbe bello se riuscissimo a fare lo stesso anche oggi».

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