Un tuffo nel passato per rivivere quel suono che ha segnato la storia della musica italiana: domani, Mvo concerti, in collaborazione con Seventy mood, propone, a Spazio Webo di Pesaro, una notte di suoni intensi con gli Area Open Project, ovvero un ensemble di lusso che omaggia la storica band rock-progressive italiana in quanto tra le fila milita niente meno che Patrizio Fariselli, fondatore degli Area. La band riproporrà alcuni dei brani storici del disco Arbeit Macht Frei (a 53 anni dalla sua uscita) e diversi nuovi brani.
L’arrangiamento
Fariselli compositore delle musiche, ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono Arbeit Macht Frei adattandole alla nuova formazione, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70, mai apparse su disco. Il repertorio di questo tour si arricchisce poi con materiale inedito, prodotto durante la reunion nel 2012-2018 e nuovo materiale che andrà su disco nel 2026, anticipato dal singolo La Foglia di Murmansk, la vera storia di La Mela di Odessa in uscita il 20 febbraio. Ma a Pesaro ci sarà anche una speciale coincidenza: grazie alla presenza dell’archivio Gianni Sassi (autore di molti testi degli Area) conservato a Casa Bucci, sul palco comparirà anche la famosa e iconica statuina della copertina del disco. Il legame con Gianni Sassi, si firmò Frankestain come autore dei testi, è ancora vivo in Fariselli: «Fu una cosa davvero non facilissima, perché le melodie erano già scritte e lui dovette stare in quella metrica. Non era un paroliere, ma persona dai mille talenti. Ricordo che seguii personalmente tutta la sua procedura creativa dandogli i numeri della metrica necessaria. Lui tirò fuori dei testi pazzeschi, che rimasero nella storia anche per la loro musicalità. Erano tutto tranne che testi per canzoni: quando mai, in quegli anni, si era sentito parlare di “consapevolezza”? Gianni contribuì notevolmente a dare una cifra stilistica al gruppo, direi piuttosto importante. Sarà un’emozione enorme avere quella statuina lì, finora non era mai successo». È passato mezzo secolo e la musica è cambiata oggi: «Credo che occorra fare una distinzione importante», prosegue Fariselli. «Da una parte la musica di intrattenimento che è giusto che esista, dall’altra la musica d’arte che per fortuna esiste ancora: non occorre faccia numeri importanti come l’altra, ma è importante che esista, come è importante che esista chi ne va ancora in cerca».
I giovani
«Molti giovani vengono ai nostri concerti – riprende – e rimangono stupiti: come potevamo, negli anni ’70, fare quelle cose? È questo il bello». Quella degli Area è una musica che attraversa il tempo e lo spazio: «Ci sono sonorità che forse sono fuori dal tempo, ma rielaborando il disco mi sono stupito io stesso di come potrebbe essere stato scritto ieri». Sul palco una formazione d’eccezione, insieme a Patrizio Fariselli anche Stefano Fariselli (membro storico, presente fin dai primi debutti, come fonico e fiatista), Walter Paoli (presente dal 2000 alla Reunion con Tavolazzi e Tofani per sostituire Giulio Capiozzo), Marco Micheli e Claudia Tellini nell’ardua impresa di misurarsi alla voce.
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