Il tasso “prende casa” ai Ferrovieri. E per i cantieri Tav ora è corsa a ostacoli

Lo sanno bene gli attivisti che hanno occupato il Bosco Lanerossi per oltre un anno, prima che entrasse nelle disponibilità del Comune. Come qualsiasi zona boschiva, anche l’area di circa 15 mila metri quadrati del quartiere dei Ferrovieri, salvata dall’abbattimento inizialmente previsto dall’insediamento del cantiere dell’alta velocità/alta capacità, è popolata da una variegata fauna, tra caprioli, uccelli, insetti di ogni tipo. Con gli ultimi avvistamenti che riguardano i tassi, animali notturni la cui presenza non passa inosservata e non solo per mole e indole. Almeno tre le tane che sarebbero spuntate in diversi punti del polmone verde, verso i binari e sul lato dell’ex stabilimento.

Cunicoli profondi e intricati

Cunicoli profondi e intricati, tramandati di generazione in generazione, in cui questi mammiferi carnivori si rifugiano, trascorrendo le ore diurne e il periodo invernale in cui riducono la loro attività. Ed è questo il punto centrale della questione che in queste settimane è sul tavolo di Iricav Due, il consorzio di imprese che ha in capo progettazione e realizzazione della Tav in città. Gli esemplari della specie Meles Meles sono diventati dei sorvegliati speciali e tutto perché non lontano dalle loro case è in corso la cantierizzazione per il prolungamento di via dell’Arsenale, con l’installazione delle recinzioni dell’area di lavoro, i tracciamenti topografici e il decespugliamento delle piantumazioni.

E i lavori Tav?

Attività propedeutiche ai lavori che ora si teme possano disturbare i tassi o danneggiare il loro habitat. Lo scorso sabato si è svolto un sopralluogo da parte delle guardie zoofile Enpa per individuare l’esatta localizzazione delle tane e capire il da farsi.

Nella Lista rossa dell’International union for conservation of nature (Iucn) che valuta il rischio di estinzione delle specie, il tasso è classificato come a “minor preoccupazione” (Least concern) a livello globale e italiano; l’animale sarebbe quindi a basso rischio di estinzione. Secondo l’organizzazione internazionale la specie è “ampiamente diffusa, adattabile ad ambienti antropizzati e non soggetta a minacce specifiche, sebbene sia protetta in Italia”. La conservazione del tasso sul territorio nazionale richiede “una riduzione delle uccisioni abusive ed una sensibilizzazione della popolazione”.

L'area dove dovrebbero essere le tane
L’area dove dovrebbero essere le tane

Una specie protetta

Insomma, in quanto specie protetta, i tassi vanno tutelati. Da qui l’ipotesi che, una volta verificata la loro presenza nelle tane, gli animali in questione possano essere catturati per essere spostati altrove. Ma non è nemmeno remota la possibilità che il cantiere possa subire alcune modifiche per preservare gli esemplari e le loro case, con l’introduzione di zone di rispetto durante i lavori. Lavori che hanno l’obiettivo di realizzare uno dei varchi alternativi per mitigare l’impatto sulla viabilità cittadina dell’abbattimento di Ponte Alto. 

«Dobbiamo capire se hanno lasciato il rifugio»

«Abbiamo individuato le tane, ma non siamo in grado di dare garanzie sulla presenza dei tassi al loro interno. Servirà un nuovo sopralluogo per studiare la situazione». Renzo Rizzi, ispettore delle guardie zoofile Enpa per il Veneto ha partecipato al sopralluogo che sabato si è tenuto al Bosco Lanerossi, in compagnia di alcuni attivisti che nei mesi precedenti avevano avvistato i tassi.

«Non abbiamo riscontrato tracce visibili all’esterno dei cunicoli, ma è anche vero che gli animali, considerato il periodo invernale, potrebbero essere al riparo al loro interno», spiega Rizzi che aggiunge: «Faremo ulteriori verifiche approfondite, sempre dopo aver ottenuto il permesso di entrare in quanto si tratta di area di cantiere, ma prima di tutto occorrerà capire se effettivamente queste tane si trovano in una zona di pericolo, interessata dai lavori e dal passaggio dei mezzi. Il rischio è quello che i macchinari pesanti possano far crollare le gallerie sotterranee e schiacciare gli animali. Nei giorni scorsi abbiamo segnalato con del nastro le aree in cui dovrebbero svilupparsi le tane, così che si eviti di transitare con i mezzi pesanti».

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