Wilma Peruzzi ha un amore speciale per l’odore della carta e dell’inchiostro. Lo è da quando ha aperto la sua edicola, in via Arnaldo Tornieri 33, a San Pio Xa Vicenza, nel 1980. Quella di Wilma è una vita fatta di stelle che si allineano, di cose che sembrano fatte apposta ma in realtà sono accadute per caso. Per esempio, anche suo marito,Enrico Gianotti, ha un’edicola. In via Borgo Casale, all’incrocio con viale Trissino, dal 1977. «Stiamo insieme da quando abbiamo 18 anni, e adesso ne abbiamo entrambi 76 – racconta -. Eravamo sposati da poco quando la mamma di Enrico rilevò il locale in via Borgo Casale e lo trasformò in un’edicola, e lui iniziò a lavorare lì. Avevamo i bambini piccoli, ma io già andavo ad aiutare. Un paio di anni dopo anche mia madre rilevò un’edicola, questa di San Pio X, e iniziai a lavorarci io. Non era programmato, è solo successo».

La quotidianità di un edicolante
Certo, avere un’edicola non è un lavoro facile. Wilma lo definisce «alienante». «La sveglia suona ogni mattina alle quattro, sette giorni su sette, e alle cinque bisogna già essere in edicola, perché arrivano le consegne. Poi bisogna aprire tutto, sistemare il banco e gli espositori, e alle sei si apre. Dietro c’è un grossissimo lavoro di burocrazia e organizzazione, tra ordini, resi, fornitori, distributori. Ora è tutto digitale, ci sono i gestionali e si fa tutto al computer, ma quando ho iniziato si faceva tutto a mano e non si poteva sbagliare: ogni reso che non viene fatto sono soldi persi, e già per noi i margini di guadagno non sono molto alti».
È cambiato il modo di informarsi
Ma la tecnologia non è l’unica cosa che ha trasformato questo lavoro. È cambiato il modo di informarsi e di fare informazione, sono cambiate le abitudini, sono cambiati i prodotti. In poche parole: è cambiato tutto. «Una volta avere un’edicola era come avere una farmacia, eri il cuore del quartiere, il giornale era l’unico modo per informarsi, tutti lo compravano e lo leggevano. Oggi molte persone preferiscono la versione digitale dei quotidiani. Per me, tuttavia, non c’è paragone con la sensazione di sfogliare un giornale di carta, sentirne la consistenza, sentire il rumore delle pagine che girano, sentirne l’odore. L’ho sempre amato, anche da ragazzina andavo a comprare il giornale tutte le mattine». «Una cosa è certa: informarsi leggendo i giornali è fondamentale. Si ha la possibilità di riflettere, di approfondire. Insomma, di prendersi davvero il tempo di comprendere ciò che si sta leggendo».

E sono cambiati anche i prodotti
Oltre alla società, a cambiare sono stati anche i prodotti. «Negli anni la qualità dei prodotti si è molto abbassata, soprattutto di quelli per bambini. Spesso arrivano prodotti che sembrano vecchi, qualcosa che è rimasto nel magazzino e che è stato ripescato, e i bambini se ne accorgono. Con i prodotti da collezione, invece, vengono fatti serie anche da 300 pezzi… ma chi è che compra 300 modellini di auto? Nemmeno i collezionisti. Sono troppi, le persone si stufano, se ne dimenticano. Bisognerebbe fare meno cose ma con più cura, cercare di innovare, di richiamare i giovani. Metterci un po’ di “lievito”, come dico io».
L’amore per il lavoro e per il contatto con i clienti
Comunque, non ci sono difficoltà, orari proibitivi, lunghe ore di lavoro che tengano: se Wilma tornasse indietro rifarebbe tutto di nuovo: «Io amo questo lavoro, l’ho amato dal primo giorno in cui sono entrata in edicola.Amo soprattutto il contatto con la gente che mi permette di avere. In un’edicola di quartiere ci vuole poco a conoscere i clienti abituali, a imparare i loro nomi, i nomi dei loro cani, le loro storie, quello che leggono, i loro hobby. Si vede subito, quando qualcuno entra, se è felice, arrabbiato, triste, preoccupato. Dopo un po’ si impara a capire quando è il momento di dire una parola in più o quando è meglio stare in silenzio».
Edicolante, psicologa, confidente, amica. Quello di Wilma non è un lavoro, sono almeno quattro. «Bisogna far fronte a tante difficoltà, soprattutto quando si hanno i figli piccoli, ma se si ama il proprio lavoro si supera tutto. Anche la sveglia alle quattro, anche le domeniche in negozio. Non lo cambierei con nulla al mondo».
Source URL: https://www.ilgiornaledivicenza.it/speciali/gli-80-anni-del-gdv/moglie-marito-e-la-vita-in-due-edicole-sveglia-alle-4-sette-giorni-su-sette-1.12906701
