E’ finalmente arrivato il via libera all’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Un risultato raggiunto dopo 25 anni di trattative a singhiozzo.
Un accordo che divide l’Europa
Il trattato però continua a spaccare l’Europa, con il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri aveva annunciato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen il voto contrario della Francia, dichiarando che se anche l’accordo fosse passato «la storia non è finita».
La posizione della Francia e le tensioni politiche interne
Stamattina il premier francese Lecornu è tornato sul tema, rispondendo alle polemiche mosse in patria dal Rassemblement national che ha annunciato due mozioni di censura, lanciando un appello a costruire un’opposizione all’interno dei gruppi parlamentari europei per fermare l’accordo.
Firma prevista e prossimi passaggi istituzionali
Intanto, da programma, la firma dell’accordo dovrebbe avvenire il 12 gennaio, quando von der Leyen volerà in Paraguay.
Secondo la procedura, è necessario ancora un passaggio al Parlamento europeo che potrebbe arrivare nella prossima sessione pleanaria di Strasburgo dove il 20 gennaio è attesa la manifestazione dei trattori indetta dal sindacato francese Fnsea.
Le preoccupazioni dei Paesi contrari
La Francia, come gli altri Paesi che si oppongono – Polonia, Ungheria, Austria – teme un effetto dumping a scapito dei produttori europei e scarse garanzie sulla sicurezza alimentare per i consumatori.
La posizione dell’Italia e il nodo della clausola di salvaguardia
L’Italia che nell’ultimo Consiglio europeo di dicembre faceva parte del fronte del «no», aveva chiesto una maggiore riflessione su alcuni punti dell’accordo. Al momento del voto si è unita al fronte dei favorevoli con Germania, Paesi Bassi, Spagna e ai Paesi scandinavi. Da fonti Ue, si apprende che sarebbe stato superato anche l’ultimo paletto italiano, ovvero l’abbassamento al 5% del cosiddetto «freno a mano» inizialmente all’8%.
Come funziona il meccanismo di salvaguardia
In cosa consiste il meccanismo? Si tratta di una clausola di salvaguardia che prevede una soglia dell’8% di aumento delle importazioni dai Paesi Mercosur per alcuni prodotti agricoli sensibili, superata la quale vi è una sospensione dell’accordo.
Le proteste degli agricoltori in Europa
Intanto, in Francia come in Belgio i trattori sono tornati a protestare. Blocchi stradali, presidi davanti ai ministeri e cortei lenti stanno paralizzando gli accessi alla capitale francese, mentre in Belgio gli agricoltori si concentrano attorno a Bruxelles, nel cuore politico dell’Unione.
Una grande manifestazione è attesa anche a Strasburgo dove dovrebbe avvenire l’ultimo passaggio formale dell’accordo con il voto della Plenaria. Al di là del risultato di oggi, sarà protesta.
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