In attesa della decisione del Tribunale sulla conferma o meno del carcere per Jacques Moretti e dei domiciliari che la Procura ha chiesto per la moglie Jessica, emerge che già in passato nel Cantone Vallese erano state aperte due inchieste sui titolari di Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove la notte di Capodanno sono morte quaranta persone e 116 sono rimaste ferite. La decisione per entrambi, accusati di omicidio per negligenza, lesioni e incendio, dovrebbe arrivare lunedì. Giorno in cui andrà in procura a Sion l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornato.
La confessione sulla porta chiusa e l’assenza di vie di fuga
Quando è stato sentito come persona informata sui fatti, dunque prima dell’interrogatorio al termine del quale è scattato il fermo, Moretti ha ammesso che la porta di sicurezza era chiusa. Anzi, ha raccontato che quando, avvisato dell’incendio, è arrivato a Le Constellation, ha trovato la porta chiusa dall’interno con un lucchetto, diversamente dal solito. Ma nelle 350 pagine del fascicolo della procura ci sono anche le testimonianze di chi era presente, almeno una dozzina di persone che si trovavano soprattutto nel seminterrato: tutte si sono trovate d’accordo sul riferire la mancanza di vie di fuga.
Le testimonianze dei sopravvissuti e dei dipendenti
Fra i testimoni, una ex dipendente che si era fermata a salutare una amica cameriera, che è deceduta, e a cui la titolare avrebbe chiesto di dare una mano: «Mi chiedete se c’erano dispositivi di sicurezza visibili in caso d’incendio nel bar? Io rispondo negativamente» ha riferito. Un diciassettenne, che occupava un tavolo da 320 euro al piano terra ed è sceso cinque minuti al piano inferiore, ha raccontato di essere rimasto «sorpreso della mancanza di uscite di sicurezza».
Le ipotesi sulle cause: bengala e materiali isolanti
Interrogato venerdì, Moretti non ha escluso che l’incendio sia stato provocato dai bengala utilizzati sulle bottiglie di champagne a Capodanno ma è convinto che «ci sia anche altro». “Li utilizziamo da dieci anni e non abbiamo mai avuto problemi” ha riferito. «Sistematicamente, quando serviamo una bottiglia in sala – ha confermato la moglie – aggiungiamo una candela scintillante». Moretti ha ammesso anche di avere comperato lui, in un negozio di bricolage, il rivestimento isolante e di averlo installato durante i lavori di ristrutturazione del 2015, quando hanno acquistato il locale.
I precedenti giudiziari: fondi Covid e irregolarità sul lavoro
Da allora due volte sono intervenute le autorità. Nel 2020 è stata aperta una inchiesta penale su 75.500 euro di fondi ottenuti come prestito Covid, in parte utilizzati per acquistare una Maserati; l’indagine si è conclusa con un non luogo a procedere poiché l’auto risultava intestata alla società. Nel 2022 è invece intervenuto l’ispettorato del lavoro dopo segnalazioni di dipendenti francesi su irregolarità relative a orari di lavoro, riposi non rispettati e lavoro notturno non pagato.
Il nodo delle licenze e il passato criminale in Francia
Altra questione riguarda i precedenti di Moretti, condannato nel 2008 in Francia per induzione aggravata alla prostituzione. Nonostante la legge vallese vieti la gestione di locali a chi ha subito condanne per reati pericolosi, ai Moretti sono stati concessi permessi per tre diversi locali. Secondo una fonte vicina alla coppia, il motivo risiederebbe nel fatto che alle autorità svizzere era stato presentato e richiesto solo il casellario giudiziale elvetico.
La falla nei controlli antincendio nel Comune
Nel frattempo un’inchiesta su un altro rogo, avvenuto nel 2022 in un edificio a 400 metri dal Constellation, ha evidenziato gravi carenze nel sistema di vigilanza. Il responsabile antincendio di Lens (diverso da quello incaricato per il locale della strage), attualmente indagato, ha ammesso di non aver effettuato le ispezioni necessarie perché sovraccarico: con oltre mille controlli da gestire nel comune, la priorità era stata data esclusivamente a scuole e alberghi.
Source URL: https://gazzettadelsud.it/articoli/mondo/2026/01/11/la-strage-di-crans-montana-sorpresi-dalla-mancanza-di-vie-di-fuga-327e6bcd-2ad0-4572-8916-5bef90ae204c/
