Dall’inizio della rivolta si sono intensificati voli di aerei privati da Teheran verso la Russia, che offre alla dirigenza iraniana sostegno tecnico-militare e allo stesso tempo prepara l’evacuazione dell’ayatollah Ali Khamenei, dei familiari e assistenti. Lo scrive il “Moscow Times”, secondo cui sono iniziati anche i trasporti di riserve auree a Mosca, come avvenuto con la caduta di Bashar al-Assad in Siria, volando sopra il Caucaso ed evitando gli spazi aerei controllati dalla Nato.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è tornato a sfidare il presidente americano Donald Trump. «Dico al delirante e arrogante presidente degli Stati Uniti: noi, la nazione iraniana, siamo tuoi nemici», ha scandito in un discorso trasmesso da diverse emittenti, mentre una folla si radunava a Teheran contro le rivolte anti-regime delle ultime due settimane.
«Ti stiamo aspettando. Gli uomini del campo di battaglia ti aspettano. Vieni, così potrai vedere tutte le tue capacità nella regione distrutte. Sappi che i difensori dell’Iran ti daranno una lezione indimenticabile», ha assicurato. «La grande nazione iraniana non ha mai permesso ai suoi nemici di raggiungere i suoi obiettivi,» ha detto, sotto le bandiere dei manifestanti e cartelli con su scritto: «Morte a Israele, morte all’America» in farsi. L’esercito iraniano, ha insistito, infliggerà a Trump «una lezione indimenticabile» in caso di attacco.
I contatti con gli Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è messo in contatto nel fine settimana con l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Lo riferisce Axios citando due fonti informate. Scopo del contatto, tentare di disinnescare gli Stati Uniti, o almeno guadagnare più tempo prima che il presidente Donald Trump ordini qualsiasi azione per indebolire ulteriormente il regime. I due si sarebbero accordati per una riunione nei prossimi giorni. Non è chiaro se i due si siano sentiti al telefono o si siano scambiate email, ma è la prova che il canale diretto di comunicazione tra Washington e Teheran è ancora aperto, nonostante la situazione di stallo nei negoziati sul nucleare e gli scambi di minacce tra i due Paesi, sottolinea Axios. E del resto lo aveva riferito già in mattinata il portavoce dei Araghchi, Esmail Baqaei. «Messaggi vengono scambiati ogni volta che è necessario», ha detto. La comunicazione avviene con la mediazione della Svizzera, ha spiegato.
Teheran convoca i diplomatici di Italia, Francia, Gb e Germania
Gli ambasciatori o gli incaricati d’affari di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, di stanza a Teheran, oggi sono stati convocati dalle autorità iraniane, che hanno deplorato il sostegno espresso da questi Paesi ai manifestanti iraniani. Lo riporta un comunicato del Ministero degli Esteri iraniano e reso noto dalla televisione di Stato. Ai diplomatici è stato mostrato un video dei danni causati dai «rivoltosi» ed è stato chiesto ai governi di «ritirare le dichiarazioni ufficiali a sostegno dei manifestanti». «Confermiamo la convocazione degli ambasciatori europei», ha poi fatto sapere il Ministero degli Esteri francese.
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