In Iran è in corso lo «sterminio dei manifestanti», una repressione portata avanti con «efferata crudeltà». E «la prima preoccupazione» del regime è stata “bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie. Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti».
La condanna del presidente Mattarella
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica, ha condannato nettamente la violenta reazione degli ayatollah delle proteste nelle strade del Paese.
Le piazze italiane si mobilitano per l’Iran
Intanto la rivolta iraniana sta mobilitando anche le piazze italiane. Domani al Campidoglio a Roma, per una iniziativa promossa da «Amnesty» e «Donne vita e libertà», ci saranno i leader di centrosinistra: la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte, i vertici di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il segretario di Più Europa Riccardo Magi ed esponenti di Iv.
Le differenze nel centrosinistra e il nodo della politica estera
Mentre il segretario di Azione Carlo Calenda sarà in piazza sabato a Roma con il Partito Radicale. In politica estera, comunque, il centrosinistra continua a trovare terreni sconnessi. Sull’Ucraina, il nodo è sempre l’invio di armi, col Pd che è favorevole mentre M5s e Avs sono contrari. Sull’Iran la questione è più sfumata.
La risoluzione sull’Iran e le tensioni interne al Pd
Dopo essersi astenuto alla risoluzione approvata al Senato con voto bipartisan, il M5s ha presentato in commissione Esteri alla Camera un documento che ha ricompattato il campo largo: Avs lo ha sottoscritto e il Pd lo ha votato. Ma non è stato un passaggio del tutto indolore, visto che uno dei cinque esponenti dem in commissione, la riformista Lia Quartapelle, non ha partecipato al voto.
Il confronto sull’Ucraina alla Camera
Il primo tema di politica estera affrontato alla Camera è stato quello degli aiuti all’Ucraina, con le comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto. Come consuetudine, su Kiev il campo largo è arrivato in ordine sparso: ogni forza ha presentato una propria risoluzione.
Un voto frammentato e un equilibrio precario
Al momento del voto, il Pd si è astenuto su quelle del M5s e di Avs, dicendo però «no» ai passaggi in cui chiedevano esplicitamente lo stop alle armi. Mentre il M5s si è astenuto sul documento del Pd votando, ricambiato, quello di Avs. Insomma, un ginepraio. Ma non è finita.
Le divisioni riformiste e la linea del M5s sull’Iran
Perché nel Pd l’ala riformista (Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle, Marianna Madia, Virginio Merola e Piero Fassino) si è distinta dal gruppo votando «no» alla risoluzione del M5s. Dinamica più articolata sull’Iran. Al Senato, il M5s è stata l’unica forza ad astenersi su una risoluzione per il sostegno alle proteste contro il regime. All’indomani, alla Camera il partito di Conte ha presentato una propria risoluzione, per aggiungere l’impegno a “scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale».
La posizione di Conte: solidarietà sì, interventi militari no
Conte ha spiegato che da parte del M5s c’è «massima solidarietà ai dissidenti, a tutti i manifestanti. Condividiamo la risoluzione che viene dal Senato – ha chiarito – però la riteniamo carente. Dobbiamo scongiurare un’opzione militare unilaterale. Usiamo tutte le leve, ma lavoriamo sempre in un quadro del diritto internazionale, in un contesto in cui tutta la comunità internazionale possa essere coinvolta».
L’appoggio del Pd e le critiche incrociate
Un ragionamento accolto dal Pd: «Hanno ragione gli attivisti iraniani quando dicono che il cambiamento arriverà dalla lotta del popolo e non da interventi unilaterali esterni», ha detto il responsabile Esteri del Nazareno, Peppe Provenzano. Che però non ha risparmiato una stoccata al M5s: «Se in Parlamento è possibile trovare la più ampia convergenza sulla condanna al regime, nessuna forza politica si può sottrarre».
Lo scontro finale su voto e responsabilità politiche
Oltre a Quartapelle, anche Benedetto della Vedova, di Più Europa, non ha votato la risoluzione M5s. «Il M5s ha vincolato il sostegno dei manifestanti in Iran a quella che è un’ipotesi», cioè un attacco unilaterale all’Iran e «questo è inaccettabile», ha detto Quartapelle. «Io mi fermo alle forze politiche – ha risposto Conte -: il Pd ha votato il nostro impegno, anche a Avs. Quartapelle deve chiarirsi col Pd, mica con me».
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