Di ritorno da un evento ad Atene, con il ristorante che scoppia di persone e la cena di San Silvestro e il tradizionale brunch di Capodanno da preparare. Chiara Pavan va di corsa, negli ultimi giorni prima della chiusura invernale del ristorante stellato Venissa, nell’isola di Mazzorbo, dove condivide con il compagno Francesco Brutto la cucina.
Cucina green, ma green per davvero: per combattere le specie aliene come il granchio blu, che invadono la Laguna, le mette in pentola. Dall’anno scorso la cuoca veronese è una piacevole novità di Masterchef, il cooking show di Sky, «vedetta» e guida degli aspiranti chef durante la preparazione dei piatti e da questa edizione, durante le selezioni. La sua competenza, la sua ironia e il suo piglio hanno fatto breccia e quest’anno sta avendo molto più spazio. Nella puntata di domani sarà protagonista con una novità assoluta per il programma: la Green Mystery Box, una prova dedicata allo «zero sprechi» e al riutilizzo degli ingredienti
È vero che la seconda volta è più difficile della prima?
No, direi che è stata più facile. Ho avuto più spazio e mi sento più a mio agio. Sia con gli autori che con gli chef, mi hanno accolto benissimo e sta andando alla grande.
Il modo in cui i partecipanti si approcciano è cambiato rispetto all’anno scorso?
Devo dire che erano un po’ più preparati. Sapevano più o meno che cosa avrebbero dovuto fare per assecondare le mie richieste e le mie esigenze, come l’attenzione all’ordine in cucina e agli sprechi.

E l’attenzione che c’è sulla stampa e sui social come la vive? In giro è pieno di commenti e meme
A me sembra stia andando bene, anche se non leggo tantissimo quello che viene scritto. Sui miei social non viene nessuno a insultarmi, mi hanno detto che è un buon segno (ride). Devo dire che l’anno scorso avevo dato l’idea di essere più severa, quest’anno mi sono sembrata più “giusta”, lo spazio in più che ho avuto ha fatto venire fuori meglio come sono.
Il rapporto fra Canavacciuolo, Locatelli e Barbieri com’è? C’è alchimia?
Sono molto affiatati e scherzosi, e hanno un atteggiamento di grande rispetto verso tutti, con me sono stati meravigliosi. Sanno che hanno creato qualcosa che funziona. Sono tutti e tre consci delle loro differenze e delle loro potenzialità. Sono delle persone che sanno leggere la contemporaneità.
Chiara Pavan, la cuoca stellata che protegge la sua isola cucinando granchi blu e salicornia
Fine 2025, tempo di mini bilanci, qual è l’ingrediente che ha scoperto o riscoperto quest’anno?
Le ostriche mignon di Goro. Sono più piccole delle classiche e vengono allevate nel Delta del Po: riescono a convivere con il granchio blu, contribuendo alla biodiversità della fauna ittica. E poi sono molto sostenibili, come in generale tutti i bivalve: non richiedono mangimi e alcuni studi ci dicono che per accrescere il loro guscio, indirettamente, “catturano” anidride carbonica trasformandola in carbonato di calcio. Ma soprattutto sono molto carnose, con un delizioso retrogusto di nocciola.
E il posto più sorprendente?
L’enoteca «Antidoto» di Roma.
Venissa chiude per un paio di mesi, cosa farà?
Prima viaggerò un po’ per lavoro, poi a febbraio parteciperò con mia sorella alla mezza maratona di Verona «Romeo e Giulietta»: mi sto allenando….
E più in là? Più di qualcuno ha scritto che sarebbe bello vedere prima o poi Chiara Pavan come giudice di Masterchef…
In tanti me lo dicono, mi farebbe piacere, però tra il dire e il fare… chissà quante altre cose possono succedere nel frattempo, magari divento una maratoneta!

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