Olimpiadi ’72, la strage di Monaco: il dolore di Verona, città gemella

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Olimpiadi ’72, la strage di Monaco: il dolore di Verona, città gemella

Filippo Brunetto
Con l’Arena del 16 giugno 2024 in omaggio la prima pagina di quel tragico giorno

 «Mentre stiamo scrivendo, la drammatica vicenda di Monaco, si è appena conclusa con il massacro. La inverosimile avventura ha tenuto, per tante ore, il mondo intero in ansia. Ma già da ieri mattina era apparso chiaro che moralmente le Olimpiadi di Monaco sono terminate ieri, cinque settembre».

Così il 6 settembre 1972 L’Arena dava la notizia di uno degli attacchi terroristici più gravi della storia: un commando dell’organizzazione terroristica palestinese Settembre Nero irruppe negli alloggi destinati agli atleti israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra di Israele. Il tentativo di liberazione da parte della polizia tedesca portò poi alla morte, per mano dei fedayyn, di tutti gli atleti sequestrati, di cinque terroristi e di un poliziotto tedesco.

L’Arena titola: «Morti tutti gli ostaggi». «I nove israeliani erano a bordo di un elicottero che i guerriglieri hanno fatto esplodere quando, atterrando, si sono accorti d’essere caduti in una trappola». Questa pagina è una delle «Prime da collezione» scelta per raccontare in 40 puntate la storia di Verona, dell’Italia e del mondo attraverso le cronache del nostro giornale.

Lo choc a Verona, città gemellata

«Un crimine mostruoso», scrive il quotidiano: «È difficile che la cronaca ponga dinanzi, in maniera quasi emblematica, due aspetti cosi opposti, così contrastanti, della natura umana. In questo senso l’episodio di Monaco dovrà essere ricordato e studiato, indicato ad esempio per molti anni ancora, affinché non se ne disperda il ricordo. Da un lato ci sono, le Olimpiadi e tutto ciò che disperda il ricordo. Da un lato ci sono le Olimpiadi e tutto ciò che esse vogliono rappresentare: la lealtà, la giovinezza, lo sport, lo spirito agonistico, l’incontro fra i popoli, la gioia di vivere. Dalla parte opposta, ieri sono comparsi l’odio, l’ignoranza, il pregiudizio razziale, il sentimento della vendetta, la volontà di uccidere. È stato un crimine compiuto non solo contro gli uomini, ma anche contro le loro speranze; non solo contro le persone, ma anche contro le loro illusioni». Verona, città gemellata con Monaco di Baviera dal 17 marzo 1960, accoglie con sgomento la notizia: «Si può davvero dire che tutta la città è in lutto.

L’Olimpiade era stata attesa anche a Verona, come in Italia e in tutto il mondo con impaziente entusiasmo. Fin dall’inizio, i Giochi erano stati seguiti minuto per minuto.

Lunghe ore davanti alla televisione fino a tarda notte, trepidazione per i colori italiani, entusiasmo per eccezionali imprese che vanno al di là del puro dato sportivo costituivano ormai la giornata tipo anche del veronese».

Il sindaco Leonzio Veggio va a Monaco

 Il rabbino capo della comunità israelitica di Verona, Emanuele Weiss Levi, disse: «Ho appreso con vivo dolore e indignazione la notizia della barbara aggressione compiuta dai fedayn di Settembre Nero ai danni della rappresentativa israeliana a Monaco. Qualsiasi aggettivo sarebbe superfluo per qualificare tale azione che, oltre a macchiare di sangue una pacifica manifestazione sportiva fondata sulla fratellanza fra i popoli, ha fatto insorgere con sdegno le coscienze del mondo intero, non esclusi gli stessi Paesi arabi che pure osteggiano Israele. Ricordando il precetto biblico nel Levitico – ama il tuo prossimo come te stesso – precetto ripreso ed accettato ormai dalle confessioni religiose di tutta l’umanità, piango le inermi vittime di Monaco ed esprimo la speranza che luttuosi ed esecrabili avvenimenti del genere non abbiano più a verificarsi».

Si alzò anche la voce del vescovo, monsignor Giuseppe Carraro: «Partecipo intensamente», scrisse, «alla costernazione e commozione che i tragici fatti delle Olimpiadi suscitano in ogni cuore di persona civile. Non posso che deplorare con tutta la forza del mio animo questi atti di violenza che hanno turbato una manifestazione destinata a promuovere solidarietà e fraternità fra i popoli. Si tratta di gesti tra i più crudeli e assurdi, che obbediscono solo alla logica della guerra e dell’odio. A tutti i fedeli della diocesi di S. Zeno rivolgo vivo appello a rinnovare più fervida la preghiera per implorare dal “Dio della pace e dell’amore” protezione e difesa degli inermi e innocenti e grazie di luce, di giustizia e di fraterna carità fra tutte le nazioni del mondo rappresentate a Monaco». «Un barbarie», si espresse il sindaco Leonzio Veggio (Dc), «che tutto il mondo civile condanna, interrogandosi con senso di smarrimento su quale via disastrosa sia incamminata l’umanità. Recherò personalmente al sindaco e alla gemella città di Monaco l’espressione del cordoglio, dell’amicizia e della solidarietà di Verona in questo particolare momento».

Source URL: https://www.larena.it/rubriche/approfondimenti/olimpiadi-72-strage-monaco-1.10738316


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