Strage di Corinaldo, lettera alla Meloni dei familiari delle vittime:«Qui per i proprietari della Lanterna neanche un giorno di carcere»

CORINALDO Stupore nei familiari delle vittime della Lanterna Azzurra per il mancato riscontro della premier Meloni alla loro lettera ma la presidente del Consiglio non l’ha mai ricevuta. L’8 dicembre 2018 nel locale di Corinaldo accatastato come magazzino agricolo, comunque autorizzato ad aprire, persero la vita Emma Fabini, Mattia Orlandi, Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti ed Eleonora Girolimini. Erano andati ad assistere a un’esibizione di Sfera Ebbasta mai entrato nel locale. Nell’attesa la banda dello spray è entrata in azione per derubare i clienti, scatenando il fuggi fuggi.

Il caos

Tutti, molti di più di quanti ne poteva contenere, sono corsi fuori verso l’unica uscita. La balaustra ha ceduto e per sei di loro non c’è stato scampo. A Capodanno, la strage di Crans-Montana. Un dramma simile con giovani vite spezzate. Tanti gli italiani per i quali il Governo si è attivato fin da subito, mostrando una forte vicinanza che alle famiglie della strage di Corinaldo, dicono loro, è mancata. Attraverso la lettera chiedono di non essere dimenticati e di intervenire per evitare che accada di nuovo. Le prese di posizione ferree di Meloni, Tajani e Salvini sulla scarcerazione del proprietario del locale svizzero, sembra aver rimarcato ancora una volta un divario.

«Ho provato stupore e meraviglia – dice Fazio Fabini, padre di Emma e primo firmatario della lettera –, si guarda quello che non va a casa degli altri ma non nel proprio giardino. In Italia in carcere non ci va mai nessuno però stigmatizzano quando succede in altri Paesi. Il proprietario della Lanterna Azzurra non ha fatto un giorno di carcere ma nessuno si è scandalizzato. I nostri figli non hanno avuto la stessa attenzione e chi doveva controllare l’ha fatto in maniera superficiale, autorizzando l’apertura. Non voglio però, – precisa – farne un caso politico». Guarda l’istituzione e non il partito. Era stupito anche dalla mancata risposta ma proprio ieri si è capito perché. «Il primo invio non è arrivato perché avevo preso l’indirizzo da internet e probabilmente non era giusto – aggiunge Fabini – non potevo saperlo però adesso l’ho rimandata».

Si era già attivato il deputato marchigiano di Fratelli d’Italia. «Venerdì ho contattato la segretaria particolare del presidente Meloni per porre la questione – conferma l’onorevole Antonio Baldelli -, nessuno di noi si è dimenticato delle vittime di Corinaldo e delle loro famiglie.

Personalmente ho sollecitato la conclusione dell’iter per l’istituzione della Giornata nazionale per il diritto al divertimento in sicurezza. Tornando alla lettera, Giorgia Meloni intende scrivere direttamente la risposta senza delegarla ad altri. Come tutti sappiamo è stata molto occupata con vicende internazionali ma la risposta – assicura – arriverà».

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