ANCONA- Dicevano che era tutto fatto e invece non si è fatto più niente. La famiglia Tinto non entrerà nella Ssc Ancona come ormai sembrava dopo le ultime dichiarazioni da parte degli stessi dirigenti dorici (di recente si erano sbilanciati a dire che l’imprenditore napoletano sarebbe entrato con il 40 per cento delle quote). Poi alla fine della scorsa settimana il raffreddamento della trattativa proprio al traguardo. La domanda è legittima: cosa è accaduto per far crollare tutto?
Le chiavi di lettura
Due le chiavi di lettura. La prima, la più scontata: il sindaco di Sora, squadra nelle mani della famiglia Tinto, avrebbe sollecitato la proprietà a non abbandonare il club e di condurlo alla salvezza. Punto secondo, forse anche più decisivo nel mancato ingresso: Tinto avrebbe preteso, di piazzare delle figure nell’area tecnica per poter incidere nella squadra e questa cosa avrebbe messo in allarme il presidente biancorosso Massimiliano Polci (con il quale già il rapporto di equilibrio decisionale poteva rendersi difficoltoso tra le varie percentuali). Ma è chiaro che trattative di questo genere, a campionato in corso, con ripartizioni delle quote che possono mettere a repentaglio l’assetto non sono per niente facili.
Adesso che succede
E adesso? I soldi chi li mette? Dalle segrete stanze riferiscono che, nonostante il tramonto dell’operazione-Tinto, sarà il presidente Polci a portare avanti la stagione (la mensilità di gennaio, a proposito, per i tesserati sarebbe in arrivo secondo quanto riferito dalla società dopo un ritardo dovuto proprio al previsto arrivo di Tinto. Va sanata entro il 31/1, con annesse liberatorie, per evitare la penalizzazione). Gelonese e compagni avrebbero ricevuto chiare rassicurazioni, così da concentrarsi solo sul campo con la missione Serie C. Intanto la prima iniezione di liquidità fresca dovrebbe arrivare con l’imminente cessione del giovane Meola al Genoa.
Il futuro
Detto questo, Polci e soci continueranno con il tentativo di spacchettare le quote del club, soprattutto ad imprenditori locali al momento però ancora alla finestra nonostante le imprese della squadra di Maurizi. Chiaro che la politica in tal senso può fare davvero tanto per convogliare delle forze verso la prima squadra cittadina, soprattutto in previsione di una possibile promozione nel calcio professionistico. Inutile dire che sono in corso (anche ieri un summit) dei contatti con alcuni personaggi politici anconetani proprio in ottica futura.
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