Tutti in piedi per Jannik Sinner. Quello che è successo a Melbourne, nella notte italiana, è destinato a rimanere negli annali del torneo con l’azzurro, bi-campione in carica a caccia del terzo successo consecutivo, che ha vinto una partita di resilienza, talento e intelligenza. Sinner, che ha eliminato Spizzirri al termine di una maratona durata 3 ore e 42 minuti ha nel caldo la croce e la delizia della sua partita capace di fargli rischiare l’eliminazione ma, al tempo stesso, di permettergli le cure e vincere.
Le difficoltà di Jannik
Lo si vedeva già dai primi colpi, non era lo stesso Sinner. L’azzurro, trovato un break d’apertura, è stato capace di perdere cinque game consecutivi tra i primi due set il tutto fatto di 20 errori non forzati (il doppio del suo rivale). Jannik era contratto, impreciso, in difficoltà. E le ragioni riguardavano le condizioni meteorologiche con il caldo che dominava la scena mettendo in difficoltà gli atleti, specialemente Sinner. Sin dai primi punti Jannik cercava sempre l’ombra, temporeggiava, come a prevedere una sventura che, di lì a poco, si è presentata. L’azzurro, perso il primo set sul cemento (evento che non succedeva dallo scorso ottobre) ha poi vinto il secondo ma senza dare l’impressione di essere il solito cannibale.

I crampi e l’eliminazione a un passo
Durante il terzo game del terzo set la svolta che ha cambiato le sorti del match. Sinner ha chiesto l’intervento del fisioterapista, si è sottoposto a massaggi ma il dolore agli arti non passava. L’azzurro stava in piedi a fatica e dopo l’ennesimo scatto forzato era sul punto di mollare con Spizzirri che aveva in mano la situazione e sentiva sua la partita. A quel punto ad aiutare Jannik è stato quel caldo atroce che, probabilmente, gli ha causato i crampi. Come previsto dal regolamento, raggiunta una determinata temperatura, il match deve interrompersi per chiudere il tetto dell’impianto riducendo l’afa. La sospesione ha permesso a Sinner di far sciogliere ulteriormente i muscoli e, una volta ripreso il gioco, Jannik ha progressivamente ritrovato la confidenza perduta. Come un supereroe appena si sono verificate le sue condizioni ideali (cemento indoor) Jannik ha ripreso vigore e ha iniziato la rimonta che lo ha portato alla vittoria.
La vittoria da campione
Archiviato il momento di massima difficoltà, Sinner ha iniziato una nuova partita con la maturità di chi riconosce il momento e conosce i limiti. Jannik ha gestito la partita con intelligenza, ha saputo sfruttare le titubanze di un avversario meno abitutato ai grandi palcoscenici e si è affidato all’unico colpo che in quel momento poteva aiiutarlo: il servizio. Come nel secondo turno, anche contro Spizzirri Jannik ha avuto buone percentuali (specialmente da metà terzo set in poi) e i 17 ace hanno aiutato Sinner a risolvere i problemi. Grazie a questo successo Sinner sale a 17 vittorie consecutive agli Australian Open e può iniziare a preparare il derby azzurro con Luciano Darderi.

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