“A Davos focus sulla Groenlandia”. Trump minaccia dazi del 200% sui vini francesi, Macron: “In

 I leader europei non “opporranno troppa resistenza” al suo tentativo di acquistare la Groenlandia. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti parlando con i giornalisti in Florida, minacciando inoltre una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi.

Trump ha poi confermato di aver invitato Putin a entrare nel “Consiglio di pace” per Gaza e ha respinto la decisione di Emmanuel Macron di non aderire al “Board of Peace” per la ricostruzione della Striscia, affermando che “nessuno vuole” l’attuale presidente francese. “Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così”, ha detto il tycoon ai giornalisti citato dalla Cnn. “Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà” al board per Gaza, “ma non è obbligato a farlo”, ha detto il presidente Usa.

Groenlandia: incontro a Davos con Rutte

“Ho avuto un’ottima telefonata con Mark Rutte, il Segretario Generale della NATO, riguardo alla Groenlandia. Ho concordato un incontro tra le varie parti a Davos, in Svizzera. Come ho detto a tutti, molto chiaramente, la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. “Non si può tornare indietro – su questo, tutti sono d’accordo! Gli Stati Uniti d’America sono di gran lunga il Paese più potente al mondo” e “siamo l’unica potenza che può garantire la pace in tutto il mondo – e lo si fa, semplicemente, attraverso la forza”.

Eliseo: “Inaccettabili le minacce di Trump di dazi sul vino francese”

Le minacce del presidente statunitense Donald Trump di imporre dazi del 200% su vino e champagne francesi sono “inaccettabili” e “inefficaci”. Lo ha dichiarato martedì all’Afp una fonte vicina al presidente francese Emmanuel Macron dopo che Trump ha espresso la minaccia in merito all’intenzione di Parigi di rifiutare il suo invito a far parte del Board of Peace.

Cina: “Invitati da Trump nel Board of Peace”

La Cina ha confermato di aver ricevuto dal presidente americano Donald Trump l’offerta di entrare nel Board of Peace. E’ quanto ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun.

L’Eliseo conferma: “Proposto un vertice G7 giovedì a Parigi con la Russia”

Emmanuel Macron ha proposto in un “messaggio privato” a Donald Trump di ospitare un vertice del G7 a Parigi giovedì, al quale potrebbe invitare, “a margine” dell’incontro, “i russi”, il che sarebbe una novità in quasi quattro anni di guerra in Ucraina. Il presidente americano ha pubblicato questo messaggio sul suo social network Truth, ed è stato autenticato dall’entourage del presidente francese. Nel messaggio, Macron propone anche di invitare gli ucraini a questo incontro, così come i danesi, per discutere i disaccordi sulla Groenlandia e sui siriani.

Weber: “L’Eurocamera sospenderà l’intesa sui dazi con gli Usa”

“Agire con minacce sul fronte dei dazi è del tutto inaccettabile. Ed è per questo che il Parlamento europeo ha deciso, insieme ai tre grandi gruppi, di sospendere l’accordo commerciale” con gli Usa. Lo ha annunciato il presidente del gruppo del Ppe Manfred Weber spiegando la decisione di rinviare l’ok dell’Eurocamera all’intesa sui dazi firmata in Scozia. “E’ lo strumento più potente che abbiamo in questo momento, gli Usa non potranno accedere ai nostri prodotti a dazi zero”, ha sottolineato.

Lavrov denuncia la ‘legge del più forte’ nei rapporti internazionali

Le relazioni internazionali sembrano improntate oggi alla “legge del più forte”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, sottolineando che Mosca “difenderà i suoi interessi senza attentare ai diritti degli altri e senza lasciare che altri attentino ai suoi”. Dopo avere citato gli sviluppi in Venezuela, Iran e Groenlandia, Lavrov ha affermato che “bisogna trovare soluzioni che rispettino un equilibrio di interessi” su una base di “eguaglianza e reciproco rispetto”. Lavrov parlava durante la tradizionale conferenza stampa annuale.

Borsa: l’Europa peggiora rapidamente, Milano -1,3%

Le Borse europee peggiorano rapidamente, con il clima di volatilità innescato dalle nuove minacce di Trump all’Ue sul fronte dei dazi per la Groenlandia. In tensione anche i titoli di Stato mentre l’oro e dell’argento toccano nuovi record, rispettivamente a 4.729 dollari l’oncia e 95,28 dollari. L’indice stoxx 600 scende dell’1%. In calo Milano (-1,3%), Londra e Francoforte (-1,1%), Parigi (-1%), Madrid (-0,9%). I listini sono appesantiti dal comparto industriale (-1,5%), dai tecnologici (-1%) e dal lusso (-1,4%). Sul fronte valutario il dollaro continua a indebolirsi. L’euro sale a 1,1719 sul biglietto verde.

Tre cardinali Usa contro Trump: “Politiche Usa distruttive”

“Il ruolo morale degli Stati Uniti d’America nell’affrontare il male nel mondo e nel costruire una pace giusta è ridotto a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e le politiche distruttive”. E’ una denuncia inusuale per le modalità e per i toni quella di tre influenti cardinali statunitensi vicini a Leone immediatamente rilanciata anche dall’Osservatore romano, il quotidiano della Santa Sede.

L’arcivescovo di Chicago, la città da cui proviene Prevost, il card. Blaise Cupich, l’arcivescovo di Washington, il card. Robert McElroy, e l’arcivescovo di Newark, il card. Joseph William Tobin, tutti e tre presenti al conclave che ha eletto Leone, prendono posizione sulla politica estera americana dopo il blitz militare in Venezuela e le minacce alla Groenlandia. Lo spunto della dichiarazione congiunta (sulla quale non compare però la firma del presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, Paul Coakley ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump appena il 12 gennaio scorso) è tratto dal discorso di inizio anno di papa Prevost al corpo diplomatico: Leone ha puntato il dito contro “il fervore bellico dilagante” e la guerra che sta tornando di “moda” facendo cedere il passo al multilateralismo.

“Gli Stati Uniti – scrivono dunque Cupich, McElroy e Tobin – sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda” e citano “gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia” che “hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace”. I tre porporati sottolineano come “il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati”.

Di più, “il ruolo morale degli Stati Uniti d’America nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e nel sostenere la libertà religiosa – sottolineano – è sotto esame e la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive”.

“Cerchiamo di costruire una pace veramente giusta e duratura”, è invece il loro appello, “rinunciamo alla guerra come strumento per interessi nazionali miopi e proclamiamo che l’azione militare deve essere vista solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come strumento normale della politica nazionale. Cerchiamo una politica estera che rispetti e promuova il diritto alla vita umana, la libertà religiosa e il miglioramento della dignità umana in tutto il mondo, specialmente attraverso l’assistenza economica”.

Source URL: https://gazzettadelsud.it/articoli/mondo/2026/01/20/a-davos-focus-sulla-groenlandia-trump-minaccia-dazi-del-200-sui-vini-francesi-macron-inaccettabile-3efd73e6-eda4-4620-9ecb-f61385688741/


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